Diritto e Fisco | Articoli

Nel nuovo Isee la giacenza media sul conto corrente

9 novembre 2014


Nel nuovo Isee la giacenza media sul conto corrente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2014



Nella DSU, dichiarazione sostitutiva unica, saranno presenti le informazioni sui risparmi in banca e sul saldo dei contribuenti.

Incredibile, ma vero! Nei ultimi modelli della Dichiarazione Sostitutiva Unica, necessari ai fini dell’emissione del nuovo Isee (l’indicatore della ricchezza delle famiglie), il cittadino sarà chiamato a fare calcoli “da commercialista” sulle proprie consistenze in banca, benché si tratti di dati che il fisco potrebbe ben acquisire autonomamente, in via automatica e telematica, tramite l’Anagrafe tributaria e l’Anagrafe dei conti correnti.

I cittadini, infatti, che vorranno richiedere prestazioni agevolate (per esempio bonus mensa, prestazioni sanitarie, contributi comunali, sconti sull’asilo o sulle tasse universitarie) dovranno inserire, tra i tanti dati, anche quelli relativi alla giacenza media dei propri risparmi in banca. Tale giacenza media sarà un dato fondamentale che peserà più di ogni altro dato sull’indicatore di ricchezza familiare.

Detto in parole povere, il contribuente dovrà specificare la media dei risparmi presenti sul proprio conto corrente per ciascun anno, oltre al saldo finale contabile al 31 dicembre (il dato dovrà poi essere riportato nel quadro FC2 della Dsu). Si tratterà quindi di una autodichiarazione nonostante il fatto che tali dati potrebbero essere prelevati, con una semplice operazione telematica, da parte dell’Inps, interrogando l’Anagrafe Tributaria dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia – e qui, ancor di più, il meccanismo appare come l’ennesima complicazione burocratica – l’importo indicato dal cittadino verrà comunque incrociato e verificato con quanto risulta negli archivi informatici del fisco: se i due dati non coincideranno scatteranno gli accertamenti. Quindi, per ipotesi, se il richiedente avrà errato nei calcoli (specie chi non è avvezzo alle calcolatrici), ci sarà il serio rischio, oltre alla revoca del beneficio, delle sanzioni.

Ma come si calcola la giacenza media dei risparmi sul conto corrente? Non è un’operazione che si può fare con la stessa comodità con cui si compila un normale questionario.

Innanzitutto bisogna procurarsi, dalla banca, tutti gli estratti conto, di ogni singolo anno, di tutti i conti correnti di cui si è intestatari. Quindi bisognerà fare un’operazione tanto semplice quanto noiosa: sommare il saldo presente sul conto di ognuno dei 365 giorni dell’anno e poi dividerlo per 365. In questo modo si avrà la “giacenza media”.

Quindi, una volta che il correntista abbia davanti a sé gli estratti conto dell’anno 2013, dovrà leggere, in corrispondenza di ogni giorno dell’anno, a quanto ammontavano i suoi risparmi depositati in quella specifica data. Si tratterà di 365 numeri che andranno sommati tra loro e poi divisi per 365.

Insomma, come minimo bisognerà prendere una calcolatrice o un computer e una tabella di Excel. “La giacenza media – si legge nelle istruzioni – si determina dividendo la somma delle consistenze giornaliere (cioè della giacenza liquida in quel giorno) per i giorni in cui il deposito/conto è rimasto aperto”.

Per il calcolo può essere utile fare riferimento agli estratti conto, in cui sono riportati i “numeri creditori”: per ottenere la giacenza media basta sommare i numeri creditori totali riportati nei documenti di rendicontazione trimestrali, e poi dividere il totale per 365 (nel caso in cui il conto non sia stato aperto o chiuso durante l’anno).

Se la differenza tra il totale dei saldi al 31 dicembre e il totale delle giacenze medie è positiva, l’Isee sarà calcolato sul saldo.

Se invece è negativa l’indicatore dipenderà dalla giacenza media.

Se la giacenza media è superiore al saldo ma sono stati fatti nell’anno precedente acquisti di beni immobiliari, di beni mobiliari come titoli di Stato per un ammontare superiore, in valore assoluto, alla differenza tra giacenza media e saldo, l’Isee sarà calcolato sul saldo al 31 dicembre.

Il rischio in caso di errore

Al di là dei casi di dichiarazioni mendaci che, giustamente andranno sanzionate, il problema si pone per chi sbagli nel calcolo. Un mero errore materiale di digitazione di un numero, infatti, potrebbe avere conseguenze assai gravi. Proprio nella legge di stabilità 2015 si prevede che le informazioni “inclusive del valore medio di giacenza annuo di depositi e conti correnti bancari e postali” saranno utilizzate dall’agenzia delle Entrate per l’individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo fiscale.

Come dimostrare, allora, che lo sbaglio è stato involontario, dovuto a un errato calcolo, e non, invece, a dolo?

Peraltro è solo il caso di ricordare che, in caso di dichiarazioni mendaci, scattano sanzioni penali. In ogni caso, il cittadino potrà presentare una nuova dichiarazione o giustificare all’ente erogatore del servizio le difformità e le omissioni rilevate, dimostrando attraverso la documentazione la veridicità dei dati indicati nel modello.

note

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. è una bella invenzione, come quella di rendere pubblici i redditi (poi ritratta) di qualche tempo fa’.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI