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Editoriali Ecco il tariffario dell’Isis per gli schiavi umani

Editoriali Pubblicato il 9 novembre 2014

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> Editoriali Pubblicato il 9 novembre 2014

I tariffari ufficiali per la compravendita dei prigionieri schiavi atta a finanziare il Califfato.

Il presidente del Comitato diritti umani della Camera, Mario Marazziti, è appena rientrato da Ebil, nel Kurdistan iracheno e, in tali luoghi, è entrato in possesso del tariffario ufficiale che i militanti dell’Isis applicano per gli ostaggi, venduti come schiavi. Marazziti ha reso nota la sua scoperta in una conferenza stampa di questa mattina.

Un bambino o una bambina tra 1 e 9 anni, sia yazido che cristiano, costa circa 140 euro. “Si tratta della merce di maggiore valore”, ha sottolineato il Presidente.

Le donne cristiane o yazide tra i 20 e i 30 anni giungono a circa 100 euro, mentre quelle tra i 30 e 40 anni scendono di qualche decina d’euro.

Una donna oltre 40 anni vale meno di 50 euro: si tratta della “merce” di minor valore.

Chi non rispetta le tariffe viene punito con la morte.

Inutile a dirlo, i soldi servono ai militanti per comprare armi e continuare la loro progressiva marcia di espansione e occupazione del suolo.

Con l’egemonia del terrore il Califfato dell’Isis sta facendo strage di donne e bambini, soprattutto yazidi e cristiani caldei, eliminando, sottomettendo o attraendo ampi settori sunniti scontenti. In Iraq la gente – ormai disarmata dopo la caduta di Saddam – scappa. Le città sono vuote. Ed è proprio questo che vuole l’Isis: una terra vuota per autoproclamarsi Stato.

È la prima volta che il terrorismo mondiale cerca di farsi Stato e di attrarre combattenti anti-sistema da tutto il mondo.


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