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Lo sai che? Niente accertamento o cartella se il fisco non prova la notifica

Lo sai che? Pubblicato il 9 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 novembre 2014

Cassazione: l’onere della prova della regolarità della notifica, con l’esibizione dell’avviso di ricevimento, è a carico dell’amministrazione fiscale.

 

Cadono gli accertamenti fiscali e le cartelle esattoriali di Equitalia se il fisco non riesce a provare che la notifica al contribuente è stata regolare: prova che è il Fisco a dover fornire e solo producendo, in giudizio, l’avviso di ricevimento della raccomandata. Se manca tale produzione è nulla anche la pretesa impositiva.

A dirlo è una recente ordinanza della Cassazione [1].

La questione vale in una doppia ipotesi.

1 | Atti fiscali

Innanzitutto nel caso di invio di accertamenti fiscali e cartelle esattoriali, qualora il contribuente sostenga di non aver mai ricevuto alcuna notifica. In questa ipotesi, ovviamente, il ricorso deve essere sollevato contro il successivo pignoramento, poiché l’eventuale impugnazione dell’atto che si sostiene mai pervenuto equivarrebbe a una implicita ammissione, invece, del suo ricevimento. A riguardo, infatti, la giurisprudenza ha giustamente elaborato il principio secondo cui il ricorso contro l’atto sana i vizi della sua notifica: non si può sostenere di non aver mai ricevuto una cartella di Equitalia e poi, nello stesso tempo, impugnarla alla Commissione tributaria.

Peraltro, nel caso in cui la notifica non sia stata effettuata nelle mani del destinatario perché questi era assente o l’ha rifiutata, la notifica stessa va effettuata con deposito nella Casa Comunale da parte del postino [2].

Questa attività si sostanzia in tre fasi:

1) il deposito di una copia dell’atto presso la sede del Comune mediante consegna al segretario comunale o ad un impiegato;

2) l’affissione dell’avviso di deposito nel Comune alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;

3) la spedizione di una lettera raccomandata con cui si comunica al destinatario il deposito suddetto, cioè la comunicazione di avvenuto deposito (cosiddetto CAD).

L’erario deve dare prova, dunque, della corretta esecuzione di tutti e tre i passaggi, producendo le relative copie degli avvisi di ritorno della prima e della seconda notifica (punti 1 e 3 precedenti). Di tanto avevamo già approfondito nell’articolo di una settimana fa: “Se non ricevi la raccomandata e la notifica è avvenuta in Comune”.

2 | Atti processuali

L’obbligo di esibire l’avviso di ricevimento della raccomandata vale anche per gli atti processuali notificati dall’amministrazione fiscale. In pratica, se quest’ultima intende fare impugnazione di una causa che in primo o secondo grado ha vinto il contribuente non solo deve notificargli il suddetto ricorso, ma deve anche dimostrare al nuovo giudice tale corretta notifica producendo l’avviso di ricevimento della raccomandata.

Secondo la sentenza in commento [1], in particolare, l’Agenzia delle Entrate è tenuta a dimostrare l’avvenuto compimento delle formalità della notifica anche nel caso in cui abbia tentato di recapitare un atto giudiziario (per esempio un Ricorso in Cassazione) e il contribuente non si sia costituito nella relativa causa. In tale ipotesi, se il fisco non dimostra la corretta notifica, il ricorso è nullo e, così, anche l’atto impositivo.

Per la Cassazione, la produzione dell’avviso di ricevimento della raccomandata (relativa al ricorso giudiziale) spedita con il postino, o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto deposito nella Casa Comunale (in caso di assenza del destinatario o di suo rifiuto a ricevere l’atto), è prova essenziale dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio in causa.

Ne consegue che, in caso di mancata produzione dell’avviso di ricevimento, e sempre che il contribuente non si sia costituito in causa e, quindi, non abbia svolto alcuna difesa, il ricorso [per cassazione] è inammissibile. Se, invece, questi si è costituito, la sua presenza è già sufficiente dimostrazione dell’avvenuta notifica.

note

[1] Cass. ord. n. 23852 del 7.11.2014.

[2] Art. 140 cod. proc. civ.


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