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Il pannello solare fotovoltaico del vicino ti abbaglia? puoi farlo condannare a ruotarlo

9 novembre 2014


Il pannello solare fotovoltaico del vicino ti abbaglia? puoi farlo condannare a ruotarlo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2014



L’immissione luminosa che supera la normale tollerabilità implica un danno al diritto alla salute del vicino e pregiudica il suo pieno possesso dell’immobile.

Aumenta il numero di pannelli solari sui tetti e sui terrazzi delle abitazioni. Alcuni di questi, peraltro, sono anche particolarmente estesi. Risultato: con la stagione estiva i raggi solari che vi si riflettono comportano un riverbero di luce tale da abbagliare i vicini. Insomma una nuova forma di inquinamento “luminoso”. Che, tuttavia, se supera la normale tollerabilità stabilita dal codice civile [1], può comportare una condanna, a carico del proprietario, a ruotare l’impianto altrove in modo da non disturbare i condomini dello stabile adiacente.

La prima sentenza, in tal senso, è di questi giorni e viene dal Tribunale di Perugia [2]. Secondo il provvedimento in questione, va ruotato il pannello solare che abbaglia il dirimpettaio. Ovviamente l’immissione luminosa deve essere tale da rendersi insopportabile, obbligando, per esempio, il vicino ad abbassare le persiane e, così, a rinunciare alla luce naturale del sole.

Il danno che ne consegue è di due tipi. Innanzitutto quello alla salute che, come si legge nel provvedimento, potrebbe subire una compressione, posto che l’esposizione prolungata ad un riflesso luminoso intenso, duraturo e persistente, può comportare nel tempo un danno all’apparato visivo, con conseguenze anche irreversibili.

Vi poi il danno patrimoniale, poiché il vicino perde, di fatto, la possibilità di utilizzare in modo pieno e completo il proprio appartamento come la legge invece gli consente. Costringerlo, infatti, a subìre delle limitazioni all’interno della propria abitazione è impossibile. E ciò vale anche se chi gestisce i pannelli è una società che svolge una attività economica anche nell’interesse pubblico, pure tutelato dalla nostra costituzione. Ma, nel caso di specie, il giudice ha ritenuto di non dover dare peso neanche alla disponibilità della società di munire il vicino danneggiato di vetri oscuranti da apporre sulle finestre per evitare il disturbo. Essi infatti, avrebbero comportato una drastica riduzione dell’illuminazione durante tutte le altre ore diurne.

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Trib. Perugia ord n. 4291 del 14.10.2014.

Autore immagine: 123rf com

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