Ddl Stabilità: tagli al Tfr e alla pensione

9 novembre 2014


Ddl Stabilità: tagli al Tfr e alla pensione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2014



Aumentano le aliquote del Tfr e dei fondi pensioni mentre, per la prima volta dall’introduzione del sistema contributivo, si svalutano le pensioni a causa del calo del Pil.

Qualcuno rimpiangerà le lacrime della Fornero. Con l’ultima bozza della legge di Stabilità viene confermato un drastico taglio al Tfr per via dell’aumento dell’aliquota sulla rivalutazione delle somme accantonate che passa dall’11 al 17% (+50%). Nello stesso tempo, con l’aumento della tassazione dei fondi pensione, verranno svalutati gli importi accantonati nella previdenza complementare per chi ha deciso di non lasciare il trattamento di fine rapporto in azienda. Le cose andranno ancora peggio per chi ha invece optato per il Tfr in busta paga, che subirà una tassazione Irpef ordinaria, senza peraltro agevolazioni fiscali.

Per comprendere quali saranno le conseguenze per i lavoratori leggi: “TFR più bassi con la nuova legge di stabilità”.

Nello stesso tempo le cose non banno meglio per quanto riguarda il capitolo pensioni. Qui il problema è essenzialmente legato al nuovo sistema contributivo, varato nel 1995 dalla cosiddetta “Riforma Dini”: un modello che lega la rivalutazione dei contributi versati dal dipendente al Pil degli ultimi cinque anni. Se quest’ultimo è in calo, calano anche le pensioni. Ma quando la riforma fu varata nessuno poteva pensare a una recessione come quella attuale. Conseguenza: i dipendenti si troveranno nell’assegno dell’Inps molto meno di quanto hanno versato in questi anni.

L’indice che si andrà ad applicare dal 1° gennaio 2015, come comunicato dall’Istat al ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulle quote dei contributi versati dal datore di lavoro e dal lavoratore noto (cosiddetto montante) versati al 31 dicembre 2013, subirà una rivalutazione negativa (svalutazione) pari allo 0,1927 per cento.

Di conseguenza, per i lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 1995, ai quali il sistema contributivo si applica a decorrere dal 2012 per effetto della riforma Monti-Fornero, la perdita sarà molto contenuta. La perdita annua può arrivare a cifre più elevate se l’anzianità posseduta dal lavoratore è inferiore a 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Per comprendere meglio questo aspetto leggi l’articolo: “Taglio alle pensioni: svalutati dalla crisi assegni Inps e Casse di previdenza”.

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Autore immagine: 123rf com

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