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News Pignoramenti: ora si fanno dal computer

News Pubblicato il 10 novembre 2014

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> News Pubblicato il 10 novembre 2014

All’ufficiale giudiziario il potere di ricercare i beni attraverso un’indagine negli archivi dell’Anagrafe tributaria.

In un precedente articolo abbiamo anticipato tutte le novità introdotte dalla recente riforma della giustizia approvata giovedì scorso (leggi: “La riforma della giustizia è legge”). Una delle novità più interessanti, però, concerne l’espropriazione forzata. “Interessante” perché il legislatore è ben consapevole del fatto che, più della riforma del processo in sé, è necessario fare in modo che i diritti riconosciuti dalle sentenze possano essere attuati in concreto. Diversamente è come se la giustizia non fosse mai stata resa. L’esecuzione forzata, infatti, è attualmente pregiudicata per via del fatto che la legge concede a chi vuole sottrarsi al pagamento dei propri debiti più di una scappatoia. Questo deriva dal fatto che non vi è un diritto del creditore a conoscere i dati patrimoniali e reddituali del debitore.

Ed ecco allora che all’ufficiale giudiziario sono stati riconosciuti due importanti poteri di investigazione:

1. la possibilità di ricercare i beni da pignorare con la consultazione telematica dell’Anagrafe tributaria;

2. la possibilità di pignorare i veicoli con la consultazione telematica del Pra.

In entrambi i casi, l’ufficiale potrà svolgere le proprie attività di ricerca telematica e, nel secondo caso, di “blocco” dei beni del debitore attraverso il terminale delle pubbliche amministrazioni collegate con il proprio ufficio. Guardiamo nel dettaglio di cosa si tratta.

1 | COOPERAZIONE CREDITORE-AGENZIA DELLE ENTRATE

Conti correnti, immobili e altri beni del debitore potranno essere scovati più facilmente, da oggi, richiedendo all’ufficiale giudiziario di procedere alla consultazione dell’Anagrafe tributaria, la maxi banca dati “personale” dell’Agenzia delle Entrate.

Questo tipo di ricerca non scatterà in automatico, ma solo se il creditore procedente ne farà richiesta all’ufficiale giudiziario, cui, in tal caso, sarà dovuto un surplus sull’attività svolta, anche in ragione del risultato ottenuto.

Per conoscere le modalità di accesso a questa nuova procedura, consulta gli articoli:

Esecuzione forzata: la nuova ricerca telematica dei beni da pignorare

Più facile recuperare i crediti: cooperazione creditore + Agenzia delle Entrate

Cambia l’esecuzione forzata: il creditore cerca con l’anagrafe tributaria”.

2 | IL FERMO AUTO DEL CREDITORE

Arriva una nuova forma di pignoramento “ad hoc”: quello sulle automobili (prima seguiva le norme dei pignoramenti mobiliari). Così, ora, l’ufficiale potrà procedere alla ricerca del mezzo del debitore e alla successiva l’iscrizione automatica del pignoramento. Si tratta di una sorta di “fermo auto” a richiesta del creditore.

Il pignoramento di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi si eseguirà mediante notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto nel quale si indicano i veicoli e si intima il debitore a consegnare entro dieci giorni i beni pignorati, e i titoli e i documenti relativi alla proprietà.

Decorso il termine di dieci giorni, gli organi di polizia che accertano la circolazione dei beni pignorati procederanno al ritiro della carta di circolazione, dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all’uso dei beni pignorati e consegneranno il bene pignorato all’istituto vendite giudiziarie.

Il blocco dei veicoli potrà essere particolarmente efficace, considerato che non sono esclusi i veicoli aziendali.

Per conoscere la procedura da rispettare, consulta l’articolo:

Nuova forma di esecuzione sulle automobili: pignoramenti più facili”.

3 | COOPERAZIONE CREDITORE-BANCHE

Tra le banche dati che l’ufficiale giudiziario può consultare vi è anche l’anagrafe dei conti bancari e dei rapporti finanziari detenuta dal fisco, ma, di fatto, alimentata dalle informazioni che, in tempo reale, le banche sono obbligate a fornire all’Agenzia delle Entrate. In pratica, conti correnti, carte di credito, giacenze, estratti conto, cassette di sicurezza, prelievi e versamenti vengono monitorati h24 per scopi di contrasto all’evasione fiscale, ma che oggi serviranno anche ai creditori per poter scovare eventuali rapporti bancari del debitore.

Se l’ufficiale giudiziario avrà trovato crediti del debitore o cose di quest’ultimo che sono nella disponibilità di terzi, procede d’ufficio al pignoramento.

La materia deve ancora essere regolata con decreto del ministro della giustizia, sentito il garante della privacy, considerate le implicazioni per la tutela della riservatezza.

L’ufficiale giudiziario diventa dunque un professionista delle esecuzioni, incentivato con compensi economici.

La ricerca telematica può essere attivata anche quando l’autorità giudiziaria deve ricostruire l’attivo e il passivo nelle procedure fallimentari, deve adottare provvedimenti in materia di famiglia o di gestione dei patrimoni altrui.

La ricerca potrà, quindi, essere utilizzata nelle istruttorie pre-fallimentari o per individuare i redditi del coniuge ricco e stabilire l’assegno di mantenimento oppure per ricostruire la situazione economica e finanziaria di un interdetto in tutela.

 

E se il bene non si vende all’asta?

La riforma introduce la chiusura anticipata del processo esecutivo nel caso in cui, a seguito di numerosi ribassi d’asta, il bene pignorato non si riesce a vendere o quando risulta che non è più possibile conseguire una somma utile da distribuire ai creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo degli assetti patrimoniali pignorati. In questo modo si tutela il debitore onde evitare che venga espropriato di beni di rilevante valore per poi soddisfare solo una minima parte dei propri debiti.

PIGNORAMENTI DI IMMOBILI

La riforma prevede che il giudice possa autorizzare la vendita con incanto solo se ritiene che con tale modalità sia possibile ottenere un prezzo superiore della metà rispetto al valore stimato dell’immobile.

Inoltre, in sede di rilascio, l’ufficiale giudiziario può liberare l’immobile dai beni mobili trovati nell’immobile, prevedendone la vendita o la distruzione.

COMPETENZA TERRITORIALE

La competenza per l’esecuzione forzata di crediti spetta ora al tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza. L’attuale regola secondo cui è competente il giudice del luogo di residenza del terzo debitore resta nei soli casi di esecuzione nei confronti di una pubblica amministrazione.

In questo modo sarà possibile concentrare tutte le eventuali esecuzioni forzate presso un solo tribunale, mentre, oggi, se per esempio il creditore vuol pignorare più conti che il debitore ha presso banche in diverse città, deve fare un pignoramento per ogni tribunale competente ove la banca ha sede.

La modifica non aggraverà la posizione dei terzi pignorati, che sono esonerati dal presentarsi all’udienza, potendosi limitare a comunicare per posta elettronica la propria dichiarazione di quanto dovuto e, quindi, di quanto pignorabile.

Il decreto, infatti, elimina l’obbligo per il terzo di presenziare all’udienza, consentendogli di limitarsi a rendere una dichiarazione con modalità telematiche.

note

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. in occasione di questo vecchio/nuovo metodo di procedere al pignoramento del veicolo per DEBITI. CHIEDO E DOMANDO :
    ANCHE PER QUELLI NEI CONFRONTI DELLO STATO E QUINDI QUELLI MESSI IN RISCOSSIONE DA EQUITALIA ?

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