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Debitori solidali: a chi la notifica della cartella esattoriale?

14 Agosto 2022
Debitori solidali: a chi la notifica della cartella esattoriale?

Responsabilità solidale e notifica del titolo esecutivo: basta quella eseguita nei confronti di un solo condebitore?

In caso di debitori solidali, la notifica del titolo esecutivo da parte dell’Agenzia delle Entrate o dell’Esattore deve avvenire nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nell’obbligazione o basta quella eseguita nei confronti di uno solo? A fornire una risposta sono state due interessanti sentenze della Cassazione [1].

La questione si pone con riferimento a numerose vicende. Si pensi ai rapporti tra coeredi, tra società di persone e soci, tra locatore e conduttore, tra cedente e cessionario d’azienda, ecc.

Il caso tipico è quello della cartella esattoriale che, come noto, presuppone la notifica di un precedente atto di accertamento. Se questo dovesse essere rivolto a più soggetti, tutti titolari dell’obbligazione tributaria, la notifica andrebbe effettuata nei confronti di ciascuno di questi o anche a uno solo?

Ebbene, secondo la Cassazione, in presenza di più condebitori solidali è sufficiente la notifica del titolo esecutivo nei confronti di uno solo di essi. L’agenzia delle Entrate potrà agire nei confronti degli altri entro i più ampi termini di prescrizione delle entrate tributarie. La tutela della posizione del coobbligato è inoltre assicurata dal fatto che questi ben potrà opporre qualunque eccezione alla pretesa fatta valere nei suoi confronti, mettendo in dubbio finanche la fondatezza del credito originario azionato nei riguardi del debitore principale.

In entrambe le vicende analizzate dalla Suprema Corte, erano state notificate alcune cartelle di pagamento ad una società di persone per atti di accertamento non impugnati e pertanto divenuti definitivi. L’Agenzia delle Entrate aveva poi notificato le relative cartelle esattoriali nei riguardi dei soci della medesima società i quali avevano presentato opposizione sollevando l’eccezione di decadenza. 

Senonché, la Corte ricorda che l’articolo 25 Dar 602/1973 stabilisce quanto segue: «Il concessionario notifica la cartella di pagamento, al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato…». Tale norma lascerebbe intendere come l’agente della riscossione possa notificare la cartella alternativamente, e non cumulativamente, a sua scelta, al debitore principale o ad uno dei coobbligati. 

Fatto questo, l’azione di recupero coattivo verso gli altri debitori ben potrà essere attivata con una cartella notificata entro i termini di prescrizione. Al riguardo, si ricorda che tale termine è di 10 anni per i tributi erariali e di cinque anni per le sanzioni.

Ci si chiederà a questo punto: come fa a difendersi il coobbligato in solido che non ha ricevuto la notifica del titolo esecutivo? I suoi diritti sono tutelati da un doppio ordine di condizioni. La prima riguarda la motivazione dell’atto che deve riportare puntualmente le ragioni poste a fondamento della pretesa rivolta. Egli inoltre può impugnare anche il merito dell’atto tributario. 


note

[1] Cass. sent. n. 24582/22 e 24583/22 del 10.08.2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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