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Lo sai che? Mutui della banca inefficaci se la firma è su un unico modulo

Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2014

Condizioni generali nulle se la banca fa firmare al cliente un solo modulo con clausole vessatorie e non vessatorie: manca il requisito dell’approvazione separata delle condizioni più onerose.

Sono inefficacie le condizioni generali di contratto richiamate dalla banca in un contratto di finanziamento o di apertura del credito con il proprio cliente quando a quest’ultimo sia stato fatto firmare un unico modulo sul quale l’istituto di credito abbia assemblato sia le clausole vessatorie che quelle non. La particolare disciplina prevista dal nostro codice civile per le clausole vessatorie – quelle cioè che comportano un particolare onere a carico di chi le sottoscrive e non le ha redatte (tipica situazione che si verifica nei moduli di contratto prestampati dalla parte contrattualmente più forte come la banca) – è quella di richiedere una apposita sottoscrizione, in aggiunta alla firma posta a fine contratto [1]. E ciò perché la legge richiede che il consumatore prenda maggiore coscienza e consapevole visione di quelle che per lui possono essere delle condizioni svantaggiose impostegli dalla controparte.

L’interpretazione dei giudici ha poi chiarito come il richiamo, a fine contratto, delle clausole vessatorie – alle quali va apposta la seconda sottoscrizione – deve essere specifico, indicando ogni singola clausola, e non potendo essere generico o, peggio, confuso con le clausole non vessatorie.

Per esempio: sarebbe inefficace scrivere “La parte dichiara di aver letto e compreso il significato degli articoli di cui al presente contratto numero 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, ecc.…”. Al contrario bisognerà solo richiamare le clausole effettivamente vessatorie (per es.: “La parte dichiara di aver letto e compreso il significato degli articoli di cui al presente contratto numero 3, 7, 10, ecc.…”). Nel primo caso, infatti, si finisce per fare confusione tra tutte le clausole – vessatorie e non – e il consumatore non avrebbe la possibilità di porre maggiore attenzione su quelle a lui pregiudizievoli.

Sulla scorta di tali principi, questa mattina il Tribunale di Reggio Emilia [2] ha chiarito che sbaglia la banca quando fa firmare al cliente un unico modulo, che contiene clausole vessatorie e clausole ordinarie: in questi casi, infatti, non è rispettato il requisito dell’approvazione specifica delle parti più onerose dell’accordo da parte del contraente debole, presupposto che richiede anche tecniche redazionali adeguate per i relativi modelli predisposti in modo unilaterale.

Insomma, il riferimento alle clausole vessatorie non può essere generico, perché priverebbe l’approvazione specifica, rendendo difficoltosa la selezione e la conoscenza delle clausole a contenuto veramente vessatorio. Pertanto, affinché il cliente sia consapevole degli impegni che assume, non è sufficiente che vi sia soltanto l’approvazione specifica e separata, ma serve anche una veste grafica congrua, una tecnica redazionale idonea a richiamare l’attenzione della parte debole sul significato delle singole obbligazioni.

note

[1] Art. 1341 cod. civ.

[2] Trib. Reggio Emilia ord. del 30.10.2014.

Autore immagine: 123rf com


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