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Basta il sospetto del debito a Equitalia per vincere il fondo patrimoniale

10 novembre 2014


Basta il sospetto del debito a Equitalia per vincere il fondo patrimoniale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 novembre 2014



Sì all’iscrizione di ipoteca sull’immobile conferito nel fondo se si sospettano debiti col fisco.

Equitalia può legittimamente iscrivere una ipoteca su una casa o altro immobile, nonostante sia inserito nel fondo patrimoniale. Basta, infatti, il semplice sospetto che il contribuente abbia debiti col fisco riportati in una cartella esattoriale.

È questa la tesi sposata dalla Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro [1].

La motivazione della sentenza è davvero particolare. Tale iscrizione – precisano i giudici – non è una vera e propria espropriazione, ma un semplice atto cautelare: ossia serve solo per tutelare le ragioni del creditore (il fisco, nella fattispecie) qualora poi si dovesse procedere ad esecuzione forzata e vendita all’asta.

In buona sostanza il ragionamento seguito dalla CTR è il seguente.

Come noto il fondo patrimoniale può essere opposto a tutti quei creditori per debiti non inerenti ai bisogni essenziali della famiglia. In altri termini, ogni qual volta il titolare dell’immobile inserito nel fondo abbia contratto una obbligazione per scopi estranei alle esigenze familiari, allora il relativo creditore non potrà pignorare il fondo.

Per il fisco, invece, le cose funzionerebbero diversamente (almeno stando a questa sentenza). In pratica, poiché l’ipoteca non è un atto di pignoramento, né si può dire che lo anticipi (essa serve solo a dare la prelazione, al creditore ipotecario, sulla distribuzione delle somme derivanti dall’eventuale vendita del bene), allora la si può iscrivere su un bene inserito nel fondo. Spetterà, invece, al contribuente dimostrare l’estraneità dei debiti tributari rispetto ai bisogni della famiglia, allo scopo di impedire l’iscrizione.

“Per un verso – si legge nella sentenza – è da considerarsi legittima l’iscrizione ipotecaria sui beni immobili conferiti in un fondo patrimoniale in quanto l’iscrizione non è un atto dell’espropriazione bensì mero atto cautelare. Per altro verso rimane onere del contribuente provare l’estraneità dei debiti tributari rispetto ai bisogni della famiglia al fine di impedire l’iscrizione ipotecaria su beni immobili conferiti in un fondo patrimoniale”.

La conseguenza è quasi paradossale: ad Equitalia basterebbe il semplice sospetto dell’esistenza di un debito fiscale della famiglia, qualora sia stata notificata una cartella di pagamento, per poter iscrivere l’ipoteca e vincere il fondo patrimoniale del contribuente. Salvo poi lasciare a quest’ultimo l’onere di fare ricorso. Insomma, spetta sempre al cittadino difendersi. Vecchie logiche da regime…

note

[1] CTR Catanzaro, sent. N. 1815/14.

Autore immagine: 123rf com

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