Nuovo libretto per caldaie e condizionatori: chi deve adeguarsi e come

10 novembre 2014


Nuovo libretto per caldaie e condizionatori: chi deve adeguarsi e come

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 novembre 2014



Tutto su installazione, compilazione, verifica di efficienza, rapporto di controllo, manutenzione periodica.

Lo scorso 15 ottobre è scattato l’obbligo del nuovo modello di libretto per caldaie, sistemi di riscaldamento e condizionatori [1]. Cerchiamo dunque di capire in cosa consiste il nuovo adempimento e chi è tenuto a rispettarlo.

Soggetti tenuti al nuovo libretto

In pratica, con l’ingresso della nuova normativa, i possessori di caldaie tradizionali – già dotate del libretto – saranno tenuti a rinnovarlo con la compilazione del nuovo modello. Tuttavia, il vecchio libretto, già in uso per le caldaie tradizionali, non deve essere buttato, ma conservato, così come già avvenuto nel 2003. Pertanto, giusto per fare un esempio, un impianto installato nel 2002 avrà ora tre versioni di libretto: il modello del 1993, del 2003 e ora quello del 2014.
L’obbligo di adeguare (o meglio “affiancare”) il libretto vecchio con quello nuovo vale innanzitutto per i possessori di caldaie tradizionali.

Inoltre l’obbligo del nuovo libretto di impianto, fino a ieri vincolante solo per le caldaie tradizionali, oggi viene esteso anche a chi ha, in casa o in ufficio, condizionatori (in Lombardia, solo per quelli oltre i 12 kW) e qualsiasi altro tipo di riscaldamento (pompe di calore, cogeneratori, teleriscaldamento, dispositivi alimentati da fonti rinnovabili). In pratica, si parla di tutti gli impianti termici, installati per la climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti. Per questi soggetti, per i quali prima non sussisteva alcun libretto, si tratta quindi di una compilazione “ex novo”.

Restano esentati dall’obbligo solo gli scaldacqua per uso igienico-sanitario a servizio di immobili a uso abitativo (quindi, in caso di installazione in un ufficio o in una palestra, il libretto è necessario).

Tempi per l’adeguamento

Per l’adeguamento non c’è fretta: infatti i titolari di tali impianti non sono tenuti a mettersi subito in regola: potranno infatti farlo in occasione del primo controllo utile sull’efficienza del dispositivo.

Che cosa è il libretto

Si tratta di un documento nel quale viene annotata e certificato ogni momento della vita dell’impianto (dalla prima accensione alla demolizione). Vi vengono quindi annotate modifiche, sostituzioni di apparecchi e componenti, interventi di manutenzione e di controllo, valori di rendimento, cambi di proprietà.

Quali sono le novità del nuovo libretto

Il nuovo modello in vigore dal 15 ottobre scorso non si fonda più su due tipologie di moduli (uno riferito alle centrali e l’altro al singolo impianto) ma su un modulo unico, personalizzabile, costituito da tante schede, usate e assemblate in funzione delle componenti dell’impianto.
Chi compila il libretto

Per gli impianti termini nuovi, tenuti a compilare il nuovo libretto – assumendone quindi le relative responsabilità – è solo la ditta installatrice.

Invece per quelli vecchi – sia nel caso di aggiornamento del libretto delle vecchie caldaie tradizionali, sia nel caso di compilazione ex novo degli altri apparecchi già esistenti (per es. un condizionatore) – la compilazione spetta al responsabile dell’impianto.

Il responsabile dell’impianto è, nel caso di un appartamento, la persona che fisicamente ci abita; invece, nel caso di condominio, l’amministratore (che a sua volta può delegare a un terzo responsabile).

Dove si può ritirare il nuovo modello di libretto

Il modello può essere scaricato dal sito del Mise. In questo modo il cittadino potrà predisporlo senza l’aiuto di un tecnico.

Il rapporto di controllo

Il rapporto (cioè l’obbligo dell’invio di un documento tecnico che attesta la verifica di efficienza effettuata all’ente preposto su ogni territorio alla gestione del catasto impianti) scatta solo per impianti di riscaldamento con potenza maggiore di 10 kW e di condizionamento con potenza maggiore di 12 kW.

A differenza del libretto si distingue in 4 tipologie (riscaldamento a fiamma e combustione, condizionamento, teleriscaldamento, co- e trigenerazione).

 

La manutenzione periodica

La manutenzione è la revisione periodica dell’impianto termico. Va effettuata con le modalità e tempi indicati dalle prescrizioni e nei tempi contenuti nelle istruzioni tecniche dell’apparato.

In genere, è definita all’atto dell’installazione dall’impresa esecutrice. Le informazioni relative alla manutenzione sono contenute in un documento separato rispetto al libretto e che viaggia in parallelo.

La verifica di efficienza

La verifica dell’efficienza è fissata per legge e serve a controllare che, nel tempo, l’impianto continui a consumare una stessa quantità di energia a fronte del fabbisogno necessario per garantire un uso standard.

La periodicità delle verifiche è prevista dalla legge [2], a seconda della potenza e tipologia dell’impianto. Le Regioni, che hanno legiferato con proprie leggi in materia, hanno stabilito sui territori periodicità di controllo diverse da quelle statali.

Le sanzioni

Le sanzioni variano da 500 a 3mila euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile che non ottemperino ai propri obblighi.

note

[1] Dm 10 febbraio 2014 che a sua volta attua il Dpr 74/2013.

[2] Dpr 74/2013.

Autore immagine:123rf com


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2 Commenti

  1. Come sempre in italia trovano sempre tutte cazzate per farci spendere soldi….. non basta il prezzo esagerato del gas ??? E poi noi facciamo le sanzioni alla russia …. proprio intelligenti sti governanti!!!

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