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Difetti di conformità

1 Gennaio 2023 | Autore:
Difetti di conformità

Garanzia del consumatore: cos’è e come funziona? Quando si può chiedere la riparazione o la sostituzione? Quando si può ottenere la riduzione o la risoluzione?

Quando si acquista un prodotto online oppure in un negozio si ha sempre diritto alla garanzia per gli eventuali difetti che il bene dovesse presentare successivamente alla vendita. La garanzia non può essere esclusa unilateralmente dal commerciante, essendo prevista direttamente dalla legge; quando si tratta di acquisti fatti dal consumatore, non può essere esclusa nemmeno se entrambe le parti sono d’accordo. Con questo articolo tratteremo proprio di questo argomento, soffermandoci su uno specifico aspetto: vedremo cioè cosa sono i difetti di conformità.

Sin da subito possiamo affermare che il difetto di conformità è alla base stessa della garanzia che la legge prevede per i consumatori, cioè per coloro che effettuano un acquisto per scopi non professionali. Pertanto, è consumatore anche il professionista (avvocato, ingegnere, ecc.) quando compra beni che non riguardano il proprio lavoro, come ad esempio un elettrodomestico oppure un’auto. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa sono i difetti di conformità.

Difetto di conformità: cos’è?

Secondo il Codice del consumo [1], il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita. Il principio di conformità impone, pertanto, che il bene consegnato corrisponda a quello pattuito nel contratto.

Si ha quindi “difetto di conformità” quando il prodotto acquistato non rispetta le caratteristiche promesse dal venditore.

Quando c’è difetto di conformità?

In genere, il difetto di conformità dipende da una colpa del venditore, il quale esagera le caratteristiche del prodotto oppure gliene attribuisce alcune che non gli appartengono affatto.

Non è da escludere però che la responsabilità possa essere anche del produttore, il quale ha sin dall’inizio messo in commercio un bene di bassa qualità.

Come vedremo nel prosieguo, a prescindere dalle concrete responsabilità, il consumatore può agire solo contro il venditore con cui si è interfacciato, spettando poi a quest’ultimo di rivalersi sul produttore nel caso di sua responsabilità (cosiddetta azione di regresso).

Quando c’è difetto di conformità? Si pensi al rasoio elettrico che funziona solo se attaccato alla corrente elettrica ma che, in realtà, è stato presentato in grado di funzionare anche con le batterie, al cellulare che non porta la dual sim contrariamente a quanto pubblicizzato, oppure ancora al computer con ram inferiore a quella promessa.

Ovviamente, c’è difetto di conformità anche quando il bene si presenta difettoso perché completamente guasto o malfunzionante. Si pensi al frullatore che non trita nulla affatto oppure al forno microonde che non riscalda.

Quando il prodotto è conforme?

Secondo il Codice del consumo, si presume che il bene sia conforme al contratto se:

  • è idoneo all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo (cosiddetta “idoneità all’uso normale”);
  • è idoneo all’uso particolare reso noto al venditore al momento della conclusione del contratto e da questi accettato. Ad esempio, se il venditore ha assicurato al compratore che il pc, anche se di produzione non ne avrebbe le caratteristiche, è idoneo a garantire le prestazioni elevate richieste dal consumatore, allora deve ritenersi che non ci sia conformità se poi la promessa non è mantenuta;
  • è conforme alla descrizione fatta dal venditore;
  • possiede le stesse qualità del modello o campione presentato al consumatore. Ad esempio, se il venditore ha mostrato il funzionamento di un elettrodomestico esposto nel negozio, quello acquistato deve garantire le stesse qualità, se il modello è lo stesso;
  • presenta qualità e prestazione abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche del bene fatte al riguardo dal venditore (ad esempio, cartelli, volantini, ecc.) o dal produttore (ad esempio, le pubblicità in tv, ecc.).

Difetto di conformità: quando è escluso?

Per legge, il difetto di conformità non sussiste se al momento della conclusione del contratto:

  • il consumatore conosceva il difetto o non poteva ignorarlo usando l’ordinaria diligenza. Si pensi all’ammaccatura evidente che l’elettrodomestico presentava sul dorso o su altra parte ben visibile;
  • il difetto dipende da istruzioni o materiali forniti dal consumatore. Si pensi all’acquirente che ha chiesto che la lavatrice gli venisse installata in uno spazio angusto, deformandone così la parte esterna.

Difetto di conformità: chi è responsabile?

Come anticipato, il venditore risponde per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene; pertanto, il consumatore deve sempre e comunque rivolgersi al venditore, che è l’unico soggetto con il quale ha realizzato un rapporto contrattuale.

La responsabilità del venditore è quindi limitata ai difetti preesistenti, scoperti in un secondo momento dall’acquirente. Non riguarda invece eventuali vizi sopravvenuti, ad esempio, per uso improprio da parte del consumatore o di terzi.

Garanzia per i difetti di conformità: come funziona?

In presenza di difetti di conformità, il consumatore può invocare la garanzia prevista dalla legge, che consiste nella possibilità di:

  • far riparare o sostituire il bene (cosiddetti “rimedi primari” per ripristinare la conformità);
  • in alternativa, quando queste soluzioni non sono possibili, sono troppo onerose per il venditore oppure richiedono troppo tempo, chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto (che comporta la restituzione del bene e il rimborso integrale del prezzo pagato). Si tratta dei cosiddetti “rimedi secondari”.

Per far valere la garanzia, il consumatore deve conservare per almeno 26 mesi dalla consegna del bene l’intera documentazione relativa all’acquisto del bene di consumo.

Nel caso in cui tale compera sia avvenuta senza contratto scritto o buono d’ordine, i titoli comprovanti l’acquisto sono rappresentati dai documenti come: scontrino, tagliando assegni, cedolini di carte di credito, documentazione illustrativa del prodotto, confezione, garanzia, ecc.

Garanzia per difformità: entro quanto si fa valere?

Secondo il Codice del Consumo, Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore di qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene e che si manifesta entro due anni da tale momento.

L’azione diretta a far valere i difetti si prescrive, in ogni caso, nel termine di ventisei mesi dalla consegna del bene (24 mesi più 2 mesi dalla data in cui il consumatore ha scoperto il difetto).

In altre parole, la garanzia legale in favore del consumatore copre i difetti di conformità, esistenti al momento della consegna del bene, che si siano manifestati nei 24 mesi dalla consegna dello stesso, comunicati entro 26 mesi sempre dalla consegna del bene.

Dal primo gennaio 2022, è scomparso il termine di decadenza di due mesi dalla scoperta per denunciare al venditore il difetto. Per approfondire questo aspetto, leggi l’articolo Garanzia: addio obbligo di denuncia dei vizi entro due mesi.


note

[1] Art. 129 cod. cons.

[2] Art. 133 cod. cons.

Autore immagine: depositphotos.com


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