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Liste e candidati: le scelte del Pd che fanno discutere

16 Agosto 2022 | Autore:
Liste e candidati: le scelte del Pd che fanno discutere

La direzione nazionale del Partito democratico questa notte ha approvato le liste che verranno presentate in vista delle prossime elezioni.

Ferragosto non è certo il giorno più auspicabile per scegliere i candidati e mettere nero su bianco le liste che verranno presentate per le prossime elezioni del 25 settembre, ma una campagna elettorale lampo richiede tanti sacrifici, tra cui quello di rimandare i festeggiamenti del 15 agosto all’anno prossimo. Rimandare, così com’è stata rimandata più volte ieri la direzione nazionale del Partito democratico sulle candidature, che alla fine è iniziata nella tarda serata, verso le 23.30. Inizialmente fissata per la mattina, è poi slittata prima al pomeriggio, poi alla sera, per poi iniziare di notte. Alla fine, comunque, è stata approvata la Delibera per votazione delle liste del Partito democratico per le elezioni politiche 2022 con 3 contrari e 5 astenuti. La componente di Base riformista, guidata dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, non ha partecipato al voto della Direzione Pd sulle liste, dopo la decisione di escludere Luca Lotti.

«Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti. Impossibile per taglio parlamentari ma anche per esigenza rinnovamento» ha detto il segretario del Partito democratico Enrico Letta nel suo discorso alla direzione nazionale del partito in corso nella sede Pd. «Ho chiesto personalmente sacrifici ad alcuni. Mi è pesato tantissimo. 4 anni fa il metodo di chi faceva le liste era: faccio tutto da solo. Io ho cercato di comporre un equilibrio. Rispetto dei territori tra i criteri fondanti delle scelte», ha aggiunto il leader dem. «Termino questo esercizio con un profondo peso sul cuore per i tanti no che ho dovuto dire. Peso politico e umano. Ma la politica è questo: assumere la responsabilità».

«Potevo imporre persone ‘mie’ ma non l’ho fatto perché il Partito è comunità» Il segretario ha sottolineato che «la parità di genere è stata rispettata nelle liste». Quindi ha ringraziato «quanti spontaneamente hanno fatto un passo indietro comprendendo l’esigenza di rinnovamento».

Passando ad alcuni dei nomi più importanti del partito, il microbiologo Andrea Crisanti sarà candidato capolista per il Partito democratico nella circoscrizione Europa. Il segretario del Partito democratico Enrico Letta sarà capolista alla Camera in Lombardia e Veneto. Carlo Cottarelli sarà invece candidato capolista per il Senato a Milano. Il microbiologo Andrea Crisanti sarà capolista in Europa. Ci sono poi 4 giovani under 35 capolista: Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino.

Confermate le candidature del Pd nei collegi uninominali di Bologna: per il Senato Pier Ferdinando Casini, per la Camera l’ex sindaco della città felsinea Virginio Merola. L’ex segretaria della Cgil Susanna Camusso sarà capolista del Pd nel collegio plurinominale 2 in Campania del Senato, comprendente le province di Caserta, Salerno, Benevento ed Avellino. Dietro di lei Federico Conte di Leu.

Tra i tanti parlamentari esclusi dalle liste, ufficialmente per il taglio dei parlamentari e ufficiosamente per lasciare spazio agli alleati degli altri partiti del Centrosinistra, ce ne sono tre che stanno facendo particolarmente discutere.

Il primo è quello della deputata Giuditta Pini, che in questi anni di lavoro in Parlamento è riuscita ad attirare l’attenzione specialmente dei più giovani, incuriosendoli col suo modo fresco di fare comunicazione, combattendo battaglie a nome di molti che spesso non si sono sentiti rappresentati. Pini ieri su Instagram ha pubblicato un post in cui ha dichiarato «Stare dentro un partito è complicato. Può succedere che tu scopra che non sei più lista da un articolo di retroscena. Visto che questo articolo sta girando e me lo state chiedendo vi rispondo come posso: per quello che so il Partito Democratico sta decidendo che non sia più utile che io faccia la parlamentare e porti le mie battaglie alla Camera. Aspetto come voi di capire l’ufficialità e se possibile le motivazioni nella direzione di domani mattina». Un post che ha suscitato grande clamore, con commenti risentiti provenienti anche da volti illustri.

Un altro nome che ha suscitato perplessità, è quello di Monica Cirinnà, famosa specialmente per il “suo” decreto sulle unioni civili, ieri aveva annunciato che avrebbe rifiutato la candidatura proposta, relativa a un collegio elettorale perdente in due sondaggi, in territori ritenuti inidonei ai suoi temi e con un forte radicamento della destra. Secondo Cirinnà il Pd avrebbe scelto di andare in Parlamento senza di lei. Nelle ore successive, però, ha cambiato idea grazie ai suoi sostenitori, scegliendo di buttarsi comunque anche in questa avventura.

Allo stesso modo, anche l’ex ministro Luca Lotti ha annunciato su Facebook di essere stato escluso dalle liste e, pur non voler far polemica, ha lasciato un commento che ben traduce il suo pensiero: «Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. […]Fa male in queste ore ascoltare inutili polemiche e fake news sulle motivazioni della mia mancata ricandidatura, così come leggere assurde ricostruzioni in cui si prova a far credere che a scegliere sia stato il territorio. In Toscana sappiamo tutti come sono andate le cose. La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche».



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