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No imposta di registro su sentenze o decreti revocati in appello

12 Novembre 2014
No imposta di registro su sentenze o decreti revocati in appello

Poiché l’amministrazione non procede alla riscossione coattiva del tributo, vengono a mancare i requisiti del diritto che devono restare fino al momento della decisione.

Non bisogna versare l’imposta di registro sulle sentenze che siano state riformate in secondo grado. Lo stesso dicasi in caso di decreti ingiuntivi che, dopo l’opposizione, sono staticonfermati in primo grado, ma poi revocati in appello.

Il chiarimento è di poche ore e proviene dalla Cassazione [1].

È quindi da annullare la cartella di pagamento emessa da Equitalia riguardante l’imposta di registro su atti giudiziari se, dopo il secondo grado, il provvedimento del giudice di primo grado è stato riformato.

I giudici della Suprema Corte che la legge [2] stabilisce che “gli atti dell’autorità giudiziaria in materia civile che definiscono anche parzialmente il giudizio sono soggetti all’imposta di registro anche se al momento della registrazione siano stati impugnati o siano ancora impugnabili, salvo però il conguaglio o il rimborso a seguito della successiva sentenza passata in giudicato. Tale norma va interpretata nel senso che, qualora l’esito definitivo delle impugnazioni esperite dal contribuente determini l’annullamento o la revoca degli atti giudiziari sottoposti a tassazione, il pagamento dell’imposta, sebbene dovuto sulla base della prima sentenza, è successivamente divenuto privo di presupposto impositivo e, quindi non va pagato (se non era già stato anticipato) o va rimborsato (se era stato già pagato).

Pochi giorni fa avevamo pubblicato un altro importante chiarimento, sempre in tema di imposta di registro, fornito in questi giorni dall’Agenzia delle Entrate: non va pagata la tassa per qualsiasi causa di importo inferiore a 1.033,00 a prescindere dal giudice che ha emesso la sentenza: dunque, non solo per i provvedimenti davanti al giudice di pace, ma anche per quelli davanti al tribunale. In proposito, vi rinviamo all’approfondimento: “Addio imposta di registro e di bollo per qualsiasi sentenza di modico valore”.


note

[1] Cass. sent. n. 24097/14 del 12.11.2014.

[2] Art. 37 del Dpr. n. 131/86

Autore immagine: 123rf com


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