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Incidente stradale: meglio fare l’assicurazione o risarcire di tasca propria?

12 novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 novembre 2014



Passare a una classe di merito più alta in caso di sinistro stradale: se hai ragione, indennizzo diretto o procedura ordinaria; se hai torto e il danno è lieve, valutare l’ipotesi del pagamento personale senza rischiare di passare ad una classe di merito più elevata.

In caso di incidente stradale di modesta gravità, dopo aver verificato i danni alle persone e ai veicoli coinvolti, sorgono spontanee alcune domande: a chi chiedere il risarcimento, alla propria assicurazione o a quella dell’altro conducente? Se si è in torto, conviene coinvolgere la propria assicurazione oppure pagare personalmente i danni?

Per rispondere a queste domande occorre, innanzitutto distinguere la procedura ordinaria (risarcimento da parte della compagnia assicurativa del responsabile del sinistro) da quella dell’indennizzo diretto (risarcimento da parte dell’assicurazione della vittima).

Quest’ultima si applica solo in alcuni casi e a determinate condizioni e presuppone che il richiedente abbia almeno in parte ragione e non sia stato l’esclusivo responsabile dell’incidente.

AMBITO DI APPLICAZIONE DELL’INDENNIZZO DIRETTO 

L’assicurato, vittima dell’incidente stradale, può ricevere l’indennizzo direttamente dalla propria assicurazione (e non da quella del responsabile del sinistro) se l’incidente coinvolge due veicoli a motore:

  • – identificati tramite il modulo di constatazione amichevole;
  • – immatricolati in Italia o nella Repubblica di san Marino o nello Stato del Vaticano;
  • – assicurati con polizza RCA tramite compagnie assicurative riconosciute e autorizzate a praticare in Italia.

L’indennizzo diretto copre solo alcune tipologie di danno:

  • – danni al veicolo;
  • – danni alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente;
  • – danni alla persona subiti dal conducente non responsabile (purché si tratti di lesioni di lieve entità fino a un’invalidità permanente del 9%).

COME SI CHIEDE L’INDENNIZZO DIRETTO

Per beneficiare dell’indennizzo diretto occorre inviare alla propria compagnia assicurativa un’apposita richiesta unitamente al modulo di constatazione amichevole (CID) e a tutta la documentazione necessaria a provare il danno subito.

L’assicurazione, una volta ricevuta la richiesta, è tenuta a formulare una proposta di risarcimento entro:

  • 30 giorni, quando il CID è stato firmato da entrambe le parti coinvolte nel sinistro;
  • 60 giorni, quando il CID non è stato firmato da entrambe le parti;
  • 90 giorni, in caso di lesioni fisiche alle persone.

L’assicurato può accettare l’offerta o contestarla. Se non riesce a trovare un accordo con la compagnia, può agire in giudizio per far accertare l’indennizzo più idoneo in base ai danni subiti.

PROCEDURA ORDINARIA 

Quando, per la tipologia di danno (per esempio danni a cose esterne al veicolo) o per i soggetti danneggiati (per esempio persone diverse da conducente), non si può applicare il risarcimento diretto, l’assicurato deve richiedere il pagamento dei danni alla compagnia assicuratrice del responsabile del sinistro.

INCIDENTE IN CUI SI È IN TORTO PARZIALE O TOTALE 

In ogni caso, quando si accerti tramite perizia che l’incidente è stato causato esclusivamente o in buona parte (soglia al di sopra del 50%) dalla condotta di un soggetto, la compagnia assicurativa sposterà automaticamente quest’ultimo nella classe di merito più elevata a partire dall’anno successivo all’incidente. Ciò vuol dire che più incidenti si causano, più si sposta la classe di merito con la conseguenza che si paga un premio assicurativo più elevato.

Ovviamente, la compagnia assicurativa sposta la classe di merito solo quando viene a conoscenza dell’incidente tramite denuncia e deve risarcire il danno al conducente non responsabile.

Può essere allora poco conveniente denunciare alla compagnia assicurativa un sinistro di cui si è responsabili al di sopra del 51%.

In altri termini, se si decide di coinvolgere la propria assicurazione per rimborsare i danni alla vittima dell’incidente che si è causato, si ha certamente una comodità ma con il rischio di dover pagare un premio più alto all’assicurazione negli anni successivi. In questi casi si potrebbe optare per il riscatto del sinistro, cioè per il rimborso di tasca propria dei danni arrecati.

Per stabilire se è più conveniente coinvolgere la propria assicurazione oppure rimborsare personalmente la vittima dell’incidente, occorre tenere in considerazione l’entità dei danni arrecati, il costo del riscatto, la classe di merito attuale della propria assicurazione e il relativo premio.

Per esempio: i pregiudizi lievi al solo veicolo, provocati a seguito di un tamponamento al semaforo, possono rendere più opportuno un pagamento personale senza rischiare che la propria compagnia assicurativa applichi la “punizione” dello spostamento di classe.

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Per non subire l’aumento di polizza a seguito di sinistro passivo, oltre ad una trattativa diretta col danneggiato, è anche possibile il rimborso dell’importo pagato per il danno causato direttamente alla propria compagnia assicuratrice (basta chiederlo al momento del rinnovo/scadenza della polizza). Questo comportamento evita di doversi interessare direttamente col danneggiato e/o riparatore della valutazione/trattazione del danno causato

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