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Pignoramento: come si fa la nuova ricerca telematica dei beni del debitore

13 novembre 2014


Pignoramento: come si fa la nuova ricerca telematica dei beni del debitore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 novembre 2014



Istanza, contenuto, verbale, attività dell’ufficiale giudiziario e del creditore.

Come abbiamo anticipato in queste pagine, la riforma della giustizia [1] voluta dal Governo Renzi consente da oggi al creditore di effettuare la ricerca telematica dei beni del debitore da pignorare tramite il collegamento alle banche dati della pubblica amministrazione: Anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate, Pra, Anagrafe dei conti correnti messa a disposizione dalle banche. Rinviando all’articolo “Pignoramenti: ora si fanno dal computer” una trattazione più discorsiva delle novità appena introdotte, ci occuperemo ora delle modalità con cui il creditore, per il tramite dell’ufficiale giudiziario, potrà accedere a questa nuova procedura.

 

1 | L’istanza al Presidente del Tribunale

Il creditore – o meglio, il suo difensore – deve presentare una istanza al Presidente del tribunale (o a un giudice da lui delegato) del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede (quindi, verosimilmente, il luogo ove si sta verificando o si è verificato un primo tentativo di esecuzione forzata).

Il Presidente fa una verifica del diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata. La norma non dice altro. Il che fa pensare che si tratti di una verifica di legittimità e non sul merito dell’istanza. Inoltre, proprio ai fini di tale valutazione, sarà necessario allegare il titolo esecutivo o copia dello stesso.

In ogni caso, l’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria nonché di quella certificata (Pec) [2] e, infine, il numero di fax del difensore.

Dopo di ciò, il Presidente del tribunale autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.

2 | La palla passa all’ufficiale giudiziario

Munito di tale autorizzazione, l’ufficiale giudiziario accede mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, nell’Anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico (PRA) e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione.

L’ufficiale potrà rivolgersi anche all’Anagrafe dei conti correnti, un archivio in costante aggiornamento, tenuto dalle banche e comunicato in tempo reale al fisco, con l’indicazione non solo della titolarità dei rapporti, cassette di sicurezza, depositi, carte di credito, ecc., ma anche dei relativi saldi, versamenti e prelievi.

Terminate le operazioni l’ufficiale giudiziario redige un verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze. Quindi, comunica al creditore le banche dati interrogate e le informazioni dalle stesse risultanti a mezzo telefax o posta elettronica anche non certificata, dandone atto a verbale.

Il creditore entro dieci giorni dalla comunicazione indica all’ufficiale giudiziario i beni da sottoporre ad esecuzione; in mancanza la richiesta di pignoramento perde efficacia.

3 | Se sono stati rinvenuti beni

Se con l’accesso telematico sono stati individuati beni pignorabili, sempre che si trovino in luoghi compresi nel territorio di competenza dell’ufficiale giudiziario, quest’ultimo accede agli stessi per provvedere d’ufficio agli adempimenti necessari al pignoramento stesso [3] sui beni scelti dal creditore.

Se invece i luoghi ove si trovano i beni non sono compresi nel territorio di competenza dell’ufficiale giudiziario, quest’ultimo rilascia una copia autentica del verbale al creditore che, a sua volta, nei 15 giorni successivi, a pena d’inefficacia della richiesta, la presenta all’ufficiale giudiziario territorialmente competente.

Qualora l’accesso alle banche dati telematiche riveli l’esistenza di beni pignorabili, ma questi vengono occultati dal debitore, sicché l’ufficiale non li trova, allora quest’ultimo intima al debitore di indicare entro quindici giorni il luogo in cui si trovano tali beni, avvertendolo che l’omessa o la falsa comunicazione è punita penalmente [4].

Se l’accesso ha consentito di individuare crediti del debitore o cose di quest’ultimo che sono nella disponibilità di terzi, l’ufficiale giudiziario notifica d’ufficio [5] al debitore e al terzo il verbale. Quindi l’ufficiale passa a sottoporre ad esecuzione i beni scelti dal creditore.

4 | Limiti

A breve dovrà essere emanato un decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e delle finanze e sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per individuare i casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati telematiche, nonché le modalità di trattamento e conservazione dei dati e le cautele a tutela della riservatezza dei debitori. Con il medesimo decreto sono individuate le ulteriori banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse potranno accedere, che l’ufficiale giudiziario può tramite collegamento telematico diretto o mediante richiesta al titolare dei dati.

È istituito, presso ogni ufficio notifiche, esecuzioni e protesti, il registro cronologico denominato “Modello ricerca beni”, conforme al modello adottato con il decreto del Ministro della giustizia.

note

[1] DL n. 132 del 12.09.2014 conv. in legge n. 162 del 10.11.2014.

[2] Ai fini dell’art. 547 cod. proc. civ.

[3] Art. 517, 518 e 520 cod. proc. civ.

[4] A norma dell’art. 388, sesto comma, cod. pen.

[5] Ove possibile a norma dell’art. 149-bis cod. proc. civ. o a mezzo telefax.

Autore immagine: 123rf com

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9 Commenti

  1. Buongiorno sarebbe cosi gentile chi può richiedere il pignoramento . Ad esempio la Telecom a cui di deve rate non pagate può in forza a questa legge pignorare ? Grazie se rispondete .

  2. Quindi, se non ho capito male, prima mi devo rigolvere ad un difensere, questi deve ottenere un titolo esecutivo e dopo, pagando, posso chiedere se ci sono beni utilmente pignorabili o meno… giusto?

  3. il diritto di proprietà é scomparso in Italia. Le ragioni del debitore non vengono mai prese in considerazione. I giudici dell’esecuzione sono ormai i veri padroni arbitrari di sacrifici della popolazione. Gli ufficiali giudiziari con questo enorme potere tra le mani….sguazzeranno in profondità nella vita privata di ognuno. Insomma….la dittatura bancaria ha vinto su tutti i fronti. Spero solo che trovino macerie invece che immobili e conti correnti vuoti. Appena i cani saranno liberati per azzannare (via computer) i cittadini avremo ulteriore calo nonché paralisi nel mondo immobiliare e spero anche che la gente capisca di prelevare tutti i soldi possibili dai c/c. Altro che Grecia….

  4. Finalmente i debitori non potranno più esimersi impunemente dal pagare i propri debiti, pur accertati giudizialmente; sconcezza che accadeva solo nei paesi del quarto mondo, dove innumerevoli volte l’avvocato doveva riferire mestamente al creditore, proprio cliente, di aver fatto tutto il possibile, ma di non esser riuscito a recuperare dal debitore, in seguito alla sentenza di condanna, nemmeno un centesimo, o – nella migliore delle ipotesi – di aver potuto recuperare solo una minima parte del credito, magari nemmeno sufficiente a coprire le spese legali. Ecco un primo passo verso la civiltà. Speriamo che funzioni.

  5. buon giorno a tutti voi.
    io ho vinto una causa dal giudice di pace ma il perdente non vuole pagare, come posso fare per vedere quello che lui ha e che io posso prendere,affinché ne vengo risarcito del danno subito grazie per eventuale risposta,buona domenica

  6. Buona domenica a voi. Beh con la copia conforme della sentenza – dotata di formula esecutiva – il suo legale notifichera’ un atto di precetto al debitore. Se non provvede nei 10 gg dalla notifica al pagamento “spontaneo” allora dovrà rivolgersi all’ufficiale giudiziario per le incombenze sopra spiegate.

  7. Non ha senso chiedere se la legge è retroattiva perché si applica a tutte le esecuzioni, quelle nuove ma anche a quelle in corso non andate a buon fine. Infatti il precetto scaduto dopo 90 giorni può essere rinnovato e dopo 10 giorni dalla notifica fatto eseguire.

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