Stop aste sulla casa: mai più procedimenti vecchi

13 Novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Novembre 2014



Ora i tribunali saranno costretti a chiudere migliaia di pignoramenti immobiliari per vendite andate sempre deserte.

Avrà effetti dirompenti la nuova norma appena approvata nel pacchetto di riforma della giustizia laddove impone al giudice dell’esecuzione forzata di chiudere tutti i pignoramenti sulla casa (sicuramente quelli successive alla riforma; per i precedenti bisognerà valutare la portata retroattiva della norma) che non abbiano dato risultati soddisfacenti per il creditore.

Abbiamo approfondito questa mini-rivoluzione nell’articolo di oggi: “Novità pignoramento casa: se non si vende all’asta l’esecuzione termina”. Val la pena, però, ritornare per un attimo sui dirompenti effetti che il nuovo testo comporterà per i processi esecutivi.

Dietro un articolo rubricato “Infruttuosità dell’espropriazione forzata”il Governo Renzi ha voluto fare un gran regalo a quanti subiscono, per numerosi anni, un pignoramento immobiliare e sono soggetti ai limiti che esso comporta. Da oggi, infatti, qualora dopo diversi tentativi di asta, il bene pignorato (una casa, un terreno o qualsiasi altro immobile) non riesca ad essere venduto, il giudice è tenuto a fare una serie di valutazioni che lo possono spingere a chiudere definitivamente il processo esecutivo, liberare l’immobile dal pignoramento, restituendolo alla disponibilità del debitore.

In particolare il tribunale è chiamato a verificare:

1. se il prezzo di “base d’asta” è sceso così tanto da non consentire un “ragionevole soddisfacimento” del creditore (anche tenuto conto dei costi necessari alla prosecuzione della procedura);

2. le eventuali probabilità di vendita dell’immobile pignorato;

3. il presumibile valore di realizzo: ossia il ricavato che si potrà, al massimo ottenere, dalla vendita forzata.

Tanto per fare qualche esempio, il giudice potrebbe interrompere il pignoramento (in gergo tecnico si dice “estinguere la procedura”) qualora:

– la base d’asta sia divenuta talmente bassa (a seguito dei numerosi ribassi per mancanza di offerenti) da presentare una differenza sostanziale tra valore di mercato dell’immobile e quello al quale potrebbe essere ceduto al successivo esperimento di vendita;

– l’immobile sia collocato in una zona urbana dove è difficile vendere (si pensi a un quartiere ormai degradato), o si trovi in condizioni di manutenzione pessime tanto da essere ormai completamente svalutato;

– la base d’asta sia molto più bassa rispetto al credito vantato dal creditore: e ciò perché, alla fine, a prevalere deve essere l’ottica di tutelare il domicilio del debitore rispetto a una minima parte delle ragioni del creditore.

Insomma, tutto questo potrà essere una mannaia sugli interminabili processi esecutivi che affollano le nostre aule e, nello stesso tempo, la possibilità per molti soggetti esecutati di non essere soggetti “a tempo illimitato” a una procedura esecutiva completamente inutile e infruttuosa.

IL TESTO DELLA NUOVA NORMA AGGIUNTA AL CODICE DI PROCEDURA

 

Infruttuosità dell’espropriazione forzata – “Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”.

note

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. E’ una norma inutile dato che, da sempre, quando il valore del cespite pignorato e’ diventato così basso da risultare antieconomico sono gli stessi creditori che rinunciano all’esecuzione per non dover continuare a sostenerne i notevoli costi. E’ solo prassi codificata!

  2. Bisogna un importante attimo fermarsi e riflettere punto 1 il giudice deve svolgere il suo ruolo,con molta consapevolezza della delicatezza del dramma che subisce la famiglia ,accertare la verità sul debito facendo valutare ,la portata del usura ,annullare i debiti gravati da usura annullare che hanno creato il pignoramento ,se parliamo ei mutui, basta cambiare il pignoramento medoto del calcolo alla francese e rimettere ,in condizioni umane il debitore , perché ogni famiglia deve avere la propria dignità ,in poche parole il giudice non può ,in maniera soggettiva , non può è assoluto ,egli deve sempre valutare la e giudicare ,in maniera coscienziosa e obiettiva nel rispetto della legge dando una sua giusta interpretazione.

  3. Come si stabilisce se il prezzo è troppo basso? Ci vuole il consenso del creditore? Può il creditore bloccarne la chiusura anticipata? Leggendo la norma mi sembra di capire che non è comunque una questione di tempo trascorso, ma solo di distanza tra prezzo periziato e aggiudicato. E’così?

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