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Lo sai che? Condominio: distacco dal riscaldamento centralizzato senza autorizzazione

Lo sai che? Pubblicato il 13 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 novembre 2014

La rinuncia all’impianto centralizzato non richiede l’autorizzazione dell’assemblea e impone di pagare solo oneri di conservazione e non di gestione.

Nel regolamento di condominio non può essere prevista una clausola che impone, a chi si vuol distaccare dal riscaldamento centralizzato (o si è già distaccato), di partecipare alle spese di gestione dell’impianto comune. E ciò perché è regola inderogabile – salvo che vi sia l’unanimità di tutti i condomini – che il condomino distaccato non può essere costretto a contribuire alle spese di gestione dell’impianto (manutenzione ordinaria). Egli può solo essere tenuto a partecipare alle spese di conservazione dell’impianto (ossia la manutenzione straordinaria).

Il regolamento di condominio non può derogare a tale principio, previso dal codice civile [1]. L’unica eccezione è nel caso in cui, a seguito del distacco, l’impianto centralizzato risulti pregiudicato perché subisce un aggravio di spese. Allora sì che il condomino resosi autonomo dovrà continuare a partecipare alle spese.

A dare questi importanti chiarimenti è stata la Cassazione con una recente sentenza [2]. Nella stessa pronuncia, la Corte precisa una questione altrettanto importante: la rinuncia del singolo condomino al riscaldamento centralizzato non deve essere autorizzata dall’assemblea. In altre parole non è necessario alcun consenso preventivo o successivo da parte degli altri proprietari. I lavori di distacco – sempre che non pregiudichino l’impianto comune – possono essere avviati in difetto di qualsiasi parere o autorizzazione.

note

[1] Art. 1123 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 9526/14.

Autore immagine: 123rf com

Il regolamento condominiale non può imporre un contributo alle spese di gestione dell’impianto al singolo proprietario esclusivo che intende staccarsi dal riscaldamento centralizzato: secondo la giurisprudenza della Cassazione, infatti, il condomino che vuole diventare “autonomo” deve partecipare soltanto alle spese di conservazione dell’impianto.


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1 Commento

  1. Nell’articolo manca la nota n. 2 (estremi della sentenza di Cassazione commentata nel testo).
    Grazie anticipate se provvedete ad integrare la pubblicazione.

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