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Lavoratori impatriati e regime forfettario

10 Settembre 2022
Lavoratori impatriati e regime forfettario

Un cittadino straniero trasferisce nel 2022 la propria residenza in Italia e apre la partita Iva optando per il regime di contabilità forfettaria. Non avendo ancora emesso fattura, può decidere, in base a comportamento concludente, di non usufruire del regime forfettario e fatturare con regime Iva per poter usufruire del regime lavoratori impatriati?

L’agevolazione fiscale descritta dal lettore, e tecnicamente denominata “Regime speciale per lavoratori impatriati” di cui all’art. 16 D.Lgs. 147/2015, può essere utilizzata anche dal cittadino straniero che trasferisce la residenza fiscale in Italia, a condizione che egli abbia i seguenti requisiti:

  • cittadino dell’Unione europea o di uno Stato extra UE con il quale risulti in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale;
  • possesso di un titolo di laurea;
  • svolgimento «continuativo» di un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, oppure svolgimento continuativo di un’attività di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una «specializzazione post lauream».

Inoltre, il soggetto non deve essere stato residente in Italia per i due periodi d’imposta precedenti il rientro.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, il regime forfettario è incompatibile con il regime speciale lavoratori impatriati. Tuttavia, “Resta ferma la possibilità per il contribuente di rientrare in Italia per svolgere un’attività di lavoro autonomo, beneficiando, in presenza dei requisiti, del regime fiscale previsto per gli impatriati, laddove venga valutata una maggiore convenienza nell’applicazione di detto regime rispetto a quello naturale forfetario (optando per la fuoriuscita da tale regime naturale)” (circolare n. 33/E).

Se si preferisce beneficiare del regime impatriati, occorre quindi uscire dal regime forfettario ed entrare nel regime ordinario Iva. Il passaggio al regime Iva può avvenire anche con comportamento concludente, posto che ai sensi dell’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, “L’opzione e la revoca di regimi di determinazione dell’imposta o di regimi contabili si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili. La validità dell’opzione e della relativa revoca è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione sin dall’inizio dell’anno o dell’attività”.

Dunque, il cittadino straniero può iniziare a fatturare con Iva e tale comportamento concludente comporta l’uscita dal forfettario. Il regime deve poi essere dichiarato nella prima dichiarazione utile. In questo modo, il lavoratore autonomo potrà accedere al regime speciale impatriati.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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