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Stipendi non pagati: fallimento o pignoramento dell’immobile dell’azienda?

14 novembre 2014


Stipendi non pagati: fallimento o pignoramento dell’immobile dell’azienda?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 novembre 2014



Siamo un gruppo di dipendenti non pagati dal datore di lavoro, abbiamo vinto la causa e iscritto ipoteca sull’immobile dell’azienda: ci conviene fare il pignoramento e metterlo all’asta oppure richiedere il fallimento della ditta con l’intervento del fondo di garanzia dell’Inps, almeno per quanto riguarda il TFR?

La soluzione più rapida ed economica per ottenere il pagamento del TFR, quando l’azienda è insolvente, è il ricorso al Fondo di Garanzia dell’INPS, previa dichiarazione di fallimento della società datrice di lavoro.

La dichiarazione di fallimento dell’azienda e l’ammissione dei Vostri crediti al passivo fallimentare Vi consentirebbe infatti di accedere al Fondo di Garanzia dell’INPS ed ottenere così il pagamento del TFR direttamente da parte dell’ente previdenziale.

I tempi sono purtroppo abbastanza lunghi: dal deposito dell’istanza di fallimento al pagamento da parte dell’INPS, potrebbero decorrere uno o due anni circa. Ma tale procedimento è sicuramente più rapido e soprattutto più economico di altri.

Riferite, in particolare, di avere iscritto ipoteca su un immobile di proprietà della ditta ex datrice di lavoro.

Questo è certamente un elemento positivo, ma non Vi garantisce il recupero del credito in tempi altrettanto brevi, né la certezza del recupero stesso, per le ragioni che seguono.

Azionare una procedura esecutiva immobiliare Vi esporrebbe innanzitutto a costi molto elevati, che dovrete anticipare da subito: per il pignoramento, la trascrizione, la relazione di stima del bene, il custode nominato dal Giudice, l’esperimento delle aste.

Il prezzo del bene verrebbe stimato da un perito, pertanto potrebbe non corrispondere al valore da Voi riferito e tale prezzo costituirebbe la base d’asta.

Nel caso in cui, poi, l’asta andasse deserta, il Giudice o il notaio delegato procederebbero ad una riduzione del prezzo base, quindi l’immobile verrebbe ulteriormente svalutato e potrebbe comunque restare invenduto.

I tempi richiesti per il compimento di una procedura esecutiva immobiliare sono stimabili in 2-7 anni.

Ritengo pertanto che il ricorso al Fondo di Garanzia dell’INPS si riveli invece la soluzione migliore.

Trattandosi di crediti da lavoro, il procedimento per la dichiarazione di fallimento è esente da bolli e diritti (quindi da spese vive di procedimento) e altrettanto priva di costi è la domanda all’INPS per l’accesso al Fondo di Garanzia. Dovreste unicamente corrispondere al Vostro legale il compenso per l’attività professionale svolta.

RivolgendoVi ad un Sindacato di fiducia potreste inoltre risparmiare ulteriormente, venendo affidati ad un legale convenzionato, con costi quindi di gestione di tutta la pratica ancor più esigui.

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Autore immagine: 123rf com


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