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Chi sono i commercianti al minuto?

2 Gennaio 2023 | Autore:
Chi sono i commercianti al minuto?

Quali requisiti deve possedere chi vende merci al pubblico? Cosa deve fare per aprire un negozio e a quali obblighi fiscali deve adempiere?

La vendita al minuto o anche vendita al dettaglio è la transazione più comune nella vita quotidiana. Tutti noi, giornalmente, come consumatori, acquistiamo beni di consumo e prodotti alimentari da commercianti al minuto o al dettaglio. Si pensi ad esempio a quando ci rechiamo in un negozio di articoli per la casa per comprare un servizio di piatti o a quando andiamo in pescheria per acquistare un chilo di cozze. Perciò, se ci domandiamo chi sono i commercianti al minuto, la risposta è piuttosto semplice.

I commercianti al minuto o commercianti al dettaglio sono coloro che professionalmente acquistano merci in nome e per conto proprio e le rivendono, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente ai consumatori finali, cioè al pubblico in generale.

Per poter esercitare la loro attività di vendita, tali commercianti devono possedere determinati requisiti morali, nel settore non alimentare, e requisiti morali e professionali, nel settore alimentare, la verifica dei quali spetta al Comune.

Vediamo allora più nello specifico chi sono i commercianti al minuto, i requisiti che devono possedere e gli adempimenti che devono compiere per poter esercitare la vendita al dettaglio nonché gli obblighi fiscali a cui sono tenuti.

Chi sono i commercianti al minuto?

I commercianti al minuto o commercianti al dettaglio svolgono un’attività di commercio definita come B2C, dall’inglese retail sales o business to consumer, che rappresenta la parte finale della catena di distribuzione cioè la vendita ai consumatori finali.

In pratica, i commercianti al minuto acquistano merci dai propri fornitori (ad esempio, dai grossisti, dai distributori o dai coltivatori diretti) e poi le rivendono ai consumatori finali, ossia a coloro che utilizzano i prodotti per scopi propri e non nell’esercizio di un’attività professionale o imprenditoriale. Ad esempio, sono commercianti al minuto i supermercati, i negozi di prodotti di elettronica ma anche i venditori ambulanti. Si può trattare, quindi, sia di società sia di imprese individuali.

I commercianti al minuto si differenziano dai commercianti all’ingrosso in quanto si rivolgono ai consumatori finali mentre i secondi acquistano merci in nome e per conto proprio per poi rivenderle ad altri commercianti o ad utilizzatori professionali.

Le categorie merceologiche nelle quali operano i commercianti al minuto sono principalmente tre e, più nello specifico, quelle relative a:

  • prodotti alimentari;
  • beni di consumo duraturi (come gli elettrodomestici e similari);
  • beni di consumo comune (come l’abbigliamento e similari).

Commercio al minuto: come si può svolgere?

L’esercizio dell’attività di commercio al minuto si può svolgere:

  • su aree private in sede fissa, cioè nei negozi fisici;
  • mediante distribuzione automatica;
  • per corrispondenza, televisione o tramite altri sistemi di comunicazione;
  • presso il domicilio del consumatore;
  • online, cioè nei negozi virtuali, intendendo per tali i siti di e-commerce;
  • su area pubblica con vendita ambulante.

Nel caso specifico di commercio al minuto in sede fissa, i locali dove si esercita l’attività devono avere una destinazione d’uso compatibile con quella prevista dal piano urbanistico comunale. Inoltre, l’attività deve essere svolta nel rispetto delle norme dettate in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, regolamenti locali.

Per esercitare l’attività di vendita al minuto di prodotti inerenti al settore merceologico alimentare è, altresì, necessario rispettare i requisiti definiti dalla normativa vigente in merito all’igiene dei prodotti stoccati, prodotti e venduti.

Quali requisiti sono richiesti l’esercizio del commercio al minuto?

L’esercizio dell’attività di commercio al minuto è subordinato al possesso di determinati requisiti morali ed anche professionali nel caso del settore alimentare.

Per quanto attiene ai requisiti morali possono essere commercianti al minuto coloro che non:

  • sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
  • hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
  • hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
  • hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica;
  • hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
  • sono sottoposti a una delle misure di prevenzione [1] o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure di sicurezza [2].

Limitatamente al settore alimentare, l’esercizio dell’attività di commercio al minuto è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:

  • aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e di Bolzano;
  • per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, aver esercitato in proprio attività d’impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale (Inps);
  • essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti;
  • essere iscritto al Rec (Registro esercenti di commercio) per attività di somministrazione prima del 04.07.2006;
  • aver superato l’esame di idoneità al Rec per attività di somministrazione;
  • essere iscritto al Rec per attività di commercio-tabelle merceologiche alimentari.

Sia in caso di imprese individuali sia in caso di società i requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare o dal rappresentante legale o, in alternativa, dall’eventuale persona preposta all’attività commerciale.

Quali adempimenti sono richiesti per esercitare il commercio al minuto?

Gli adempimenti da compiere per poter esercitare l’attività di commercio al minuto in sede fissa consistono nella:

  • presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (modello Scia) al Suap (Sportello unico delle attività produttive) presso il Comune competente per territorio, per segnalare l’avvio della nuova attività. Nella Segnalazione il soggetto interessato deve anche dichiarare di essere in possesso dei requisiti morali (e professionali se l’attività è relativa al settore alimentare) richiesti per legge e di avere rispettato, relativamente ai locali dell’esercizio, le norme edilizie, urbanistiche e quelle relative alla destinazione d’uso nonché di essere a conoscenza delle disposizioni del regolamento locale di polizia urbana in materia di commercio;
  • presentazione della documentazione relativa al rischio incendi, se il negozio ha una superficie lorda complessiva superiore a 400 metri quadrati;
  • presentazione della Comunicazione unica alla Camera di Commercio da inoltrare per via telematica o su supporto informatico al Registro delle imprese, il quale, a sua volta, la inoltra, per le parti di competenza, all’Agenzia delle Entrate, all’Inps e all’Inail. In questo modo, con la comunicazione telematica al Registro Imprese, è possibile non solo presentare domanda di iscrizione al Registro delle Imprese ma anche richiedere i seguenti adempimenti:
    • l’attribuzione della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate;
    • l’iscrizione nella gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali all’Inps;
    • l’iscrizione all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali all’Inail.

Obblighi fiscali: in cosa consistono?

Relativamente agli obblighi fiscali, i commercianti al minuto sono tenuti a:

  1. emettere scontrini fiscali da consegnare ai consumatori dopo ogni vendita;
  2. comunicare al Fisco, telematicamente, gli incassi giornalieri, che vanno riportati nel registro dei corrispettivi.

Su richiesta dei clienti, i commercianti al minuto sono tenuti ad emettere anche fatture, il cui importo va scorporato dal totale dei corrispettivi giornalieri. In tal modo si evita che la stessa cifra venga considerata due volte, cioè sia dagli scontrini e sia dalle fatture.

Anche i commercianti al minuto sono tenuti ad emettere le fatture elettroniche, tranne i casi in cui abbiano scelto il regime forfetario.

Sullo stesso argomento è consigliata la lettura dell’articolo “Chi sono i commercianti al dettaglio?”.


note

[1] L. n. 1423 del 27.12.1956.

[2] L. n. 575 del 31.05.1965.


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