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Prova a discarico: cos’è e come funziona?

1 Gennaio 2023 | Autore:
Prova a discarico: cos’è e come funziona?

Cos’è la lista testi? Mezzi di prova: quali sono? Come funziona il diritto alla controprova? Quale termine bisogna rispettare per indicare le prove a discarico?

Il pubblico ministero che vuole ottenere la condanna dell’imputato deve dimostrare la sua colpevolezza; per fare ciò, può avvalersi di tutti i mezzi di prova che la legge mette a sua disposizione, come ad esempio documenti, fotografie, intercettazioni e testimonianze. Dal proprio canto, l’imputato può difendersi avvalendosi dei propri mezzi di prova. Con questo articolo ci occuperemo di un particolare aspetto: vedremo cioè cos’è e come funziona la prova a discarico.

Come meglio diremo nel prosieguo, la particolarità più rilevante delle prove a discarico consiste nel fatto che la loro ammissione può essere chiesta senza dover rispettare un preciso termine, a differenza di ciò che prevede la legge a proposito dell’ordinaria lista testimoniale. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona la prova a discarico.

Cosa sono le prove?

Le prove (o, più correttamente, i “mezzi di prova”) sono strumenti attraverso cui si acquisiscono informazioni utili ai fini della decisione emessa dal giudice.

Le prove sono fondamentali per dimostrare le proprie ragioni, sia nel giudizio penale che in quello civile. Per quanto riguarda il procedimento penale, deve essere il pubblico ministero a dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, la responsabilità dell’imputato.

Prove nel processo penale: quali sono?

I mezzi di prova nel processo penale sono:

  • la testimonianza;
  • l’esame delle parti;
  • i confronti;
  • le ricognizioni;
  • gli esperimenti giudiziali;
  • la perizia e le consulenze di parte;
  • i documenti.

Prova a discarico: cos’è?

La prova a discarico è quella che l’imputato può utilizzare per dimostrare la propria innocenza confutando direttamente le prove portate in tribunale dal pubblico ministero.

In modo più preciso, possiamo definire la “prova a discarico” come il mezzo di prova usato dall’imputato per controbattere alle “prove a carico” proposte nei suoi confronti dall’accusa.

Ad esempio, se un testimone citato dal pm riferisce di aver visto l’imputato mentre si intrufolava in un appartamento, la difesa potrà citare il testimone che affermi l’esatto contrario, e cioè che il testimone, in quel preciso momento, si trovava altrove.

Insomma: la prova a discarico serve a neutralizzare quella “a carico” usata dal pubblico ministero.

La prova a discarico può anche consistere in un mezzo di prova diverso dalla testimonianza, come ad esempio un consulente tecnico.

La prova a discarico, quindi, è un mezzo di prova ordinario la cui specifica funzione è quella di confutare direttamente la prova a carico prodotta dal pm.

Lista testi: che cos’è?

Secondo la legge [1], se il pubblico ministero o l’imputato vogliono avvalersi di testimoni, periti o consulenti tecnici, devono farne espressa richiesta depositando un’apposita lista contenente i nominativi di queste persone. È questa la lista testi (o lista testimoniale).

In pratica, nella lista che ciascuna parte processuale deve (o meglio, può) depositare, devono comparire non soltanto le persone che hanno assistito ai fatti (i testimoni), ma anche gli esperti che, grazie alle proprie conoscenze tecniche, possono fornire un contributo particolarmente qualificato (i periti, da parte del pubblico ministero; i consulenti tecnici, da parte della difesa).

Il deposito della lista testi penale deve essere effettuato almeno sette giorni prima della data fissata per la prima udienza dibattimentale.

Prove a discarico: devono essere indicate nella lista testi?

Non c’è alcun obbligo di indicare le prove a discarico all’interno della lista testi. È infatti la stessa legge a dire che, in relazione alle circostanze indicate nelle liste, ciascuna parte può chiedere la citazione a prova contraria di testimoni, periti e consulenti tecnici non compresi nella propria lista, ovvero presentarli direttamente al dibattimento.

È questo il grande vantaggio della prova a discarico: non occorre indicarla tempestivamente nella lista testi, potendo essere individuata in un secondo momento, perfino a dibattimento in corso.

Prova a discarico: come funziona?

Secondo la Corte di Cassazione [2], la prova a discarico non è soggetta a termini precisi: ciò significa che non deve essere indicata nella lista testi da depositare almeno sette giorni prima dell’udienza dibattimentale, né occorre rispettare altro termine.

Pertanto, l’avvocato potrebbe condurre direttamente in aula il testimone da sentire a discarico. La legge infatti dice che l’imputato ha diritto all’ammissione delle prove indicate a discarico sui fatti costituenti oggetto delle prove a carico; lo stesso diritto spetta al pubblico ministero in ordine alle prove a carico dell’imputato sui fatti costituenti oggetto delle prove a discarico [3].

Ma c’è di più: il diritto alla prova contraria (cioè, alla prova a discarico) è sempre valido anche se l’imputato, inizialmente, non ha depositato alcuna lista testimoniale [4]. Ciò perché la prova a discarico serve a depotenziare quella a carico e, quindi, svolge una funzione diversa dalle prove che devono essere tempestivamente indicate nella lista.

In definitiva: se una parte intende sentire un testimone su temi specifici individuati di propria iniziativa, ne dovrà inserire il nominativo in una lista da presentare almeno sette giorni prima dell’udienza dibattimentale; qualora, al contrario, si abbia solo interesse a dedurre in senso contrario rispetto alle circostanze introdotte dalle altre parti, allora la richiesta della prova a discarico potrà avvenire in qualsiasi momento.


La prova a discarico è quella che l’imputato può utilizzare per dimostrare la propria innocenza confutando direttamente le prove portate in tribunale dal pubblico ministero.

note

[1] Art. 468 cod. proc. pen.

[2] Cass., sent. n. 28552/2019.

[3] Art. 495 cod. proc. pen.

[4] Cass., sent. n. 41662 del 04 ottobre 2016.

Autore immagine: depositphotos.com


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