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Matrimonio senza pubblicazioni: è valido?

1 Gennaio 2023 | Autore:
Matrimonio senza pubblicazioni: è valido?

Cosa succede se i coniugi si sposano senza dare notizia del matrimonio all’interno dell’albo pretorio del Comune di residenza?

Si dice che il matrimonio sia il giorno più bello della vita degli sposi; di sicuro, è uno dei più impegnativi e faticosi, se solo si pensa a tutti i preparativi di cui bisogna occuparsi in vista del fatidico momento. Anche sotto il profilo legale il matrimonio non è sicuramente una passeggiata, visto che i futuri coniugi sono chiamati a rispettare diverse formalità. Con il presente articolo ci occuperemo di una di queste, cercando di fornire risposta alla seguente domanda: è valido il matrimonio senza pubblicazioni?

Anche chi è celibe sa che marito e moglie, prima di sposarsi, devono rendere pubblica la propria intenzione chiedendo che la data del matrimonio sia pubblicizzata mediante affissione all’albo pretorio nella sede del Comune (o dei Comuni) di residenza. Cosa succede se non si adempie a quest’obbligo, magari per dimenticanza? Il matrimonio senza pubblicazione è valido? Vediamo cosa dice la legge.

Pubblicazione matrimonio: che cos’è?

La pubblicazione del matrimonio è un adempimento che i coniugi devono curare prima di sposarsi.

La pubblicazione consiste nel rendere nota la celebrazione del matrimonio alla comunità intera, in modo tale che chiunque vi abbia interesse e sia a conoscenza di un impedimento allo stesso possa fare opposizione (come meglio diremo nel prosieguo).

Pubblicazione matrimonio: dove si fa?

Le pubblicazioni del matrimonio si fanno presso il Comune di residenza dei coniugi. Se i futuri sposi sono residenti in due Comuni differenti, andranno fatte in entrambi.

Pubblicazione matrimonio: come si fa?

La pubblicazione del matrimonio si fa recandosi presso l’ufficiale dello stato civile del Comune, comunicando la data delle nozze e, quindi, la volontà di procedere con la pubblicizzazione dell’evento.

Nello specifico, gli sposi che si recano in Comune per chiedere di procedere alle pubblicazioni devono dichiarare: le loro generalità complete (nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza); la residenza; la loro libertà di stato (cioè, non essere già sposati); se sussistono altre ragioni che impedirebbero la celebrazione del matrimonio (ad esempio, una relazione di parentela).

Da un punto di vista pratico, le pubblicazioni consistono nell’affissione, presso l’albo pretorio (fisico oppure online) del Comune, di un atto che contiene le generalità degli sposi, il luogo e la data del matrimonio.

La richiesta deve essere fatta da entrambi gli sposi oppure da persona espressamente delegata per iscritto.

Pubblicazioni matrimonio: quanto durano?

Le pubblicazioni restano affisse per almeno otto giorni. In ogni caso, il matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno successivo alla pubblicazione. In pratica, ci sono tre giorni di tempo per potersi opporre alle nozze.

Se il matrimonio non è celebrato entro centottanta giorni, le pubblicazioni non hanno più effetto e, pertanto, dovranno essere ripetute [1].

Pubblicazioni matrimonio: a cosa servono?

Come anticipato, le pubblicazioni servono per dare la possibilità, a chi è a conoscenza di eventuali impedimenti al matrimonio, di proporre opposizione alla celebrazione dello stesso.

Si pensi alla donna, sposata all’estero con matrimonio non trascritto, che voglia sposarsi nuovamente in Italia nascondendo le sue precedenti nozze: grazie alle pubblicazioni, la persona che è a conoscenza dell’impedimento (il precedente matrimonio) può opporsi alle stesse.

Per ulteriori approfondimenti su questo specifico tema, leggi l’articolo Chi può fare opposizione a un matrimonio.

È valido il matrimonio senza pubblicazioni?

Sebbene la legge [2] imponga l’obbligo di procedere alle pubblicazioni prima di sposarsi, il matrimonio contratto in assenza di queste ultime è valido.

Nello specifico, il Codice civile [3] afferma che sono puniti con la sanzione amministrativa da 41 a 206 euro gli sposi e l’ufficiale dello stato civile che hanno celebrato matrimonio senza che questo sia stato preceduto dalle pubblicazioni.

Insomma: il matrimonio senza pubblicazioni è valido, ma i coniugi sono puniti con una sanzione pecuniaria da 41 a 206 euro.

L’omessa pubblicazione del matrimonio costituisce quindi una mera irregolarità che non incide sulla validità dell’atto.

Ecco perché, da un punto di vista giuridico, si dice che la pubblicazione del matrimonio rappresenta uno strumento di pubblicità notizia, nel senso che il suo unico scopo è quello di portare a conoscenza di terzi il verificarsi di un certo atto o di una certa circostanza, senza che la sua omissione possa intaccare la validità dell’atto stesso.

Matrimonio: quando si può celebrare senza pubblicazioni?

La legge prevede dei casi in cui gli sposi possono chiedere di celebrare il matrimonio senza rispettare l’obbligo delle pubblicazioni. Si tratta di ipotesi caratterizzate dalla particolare urgenza, che la legge individua nel:

  • pericolo di vita di uno dei coniugi. In questo caso, l’ufficiale dello stato civile può procedere alla celebrazione del matrimonio senza pubblicazione, purché gli sposi giurino che non esistono tra loro impedimenti non suscettibili di dispensa (ad esempio, non è suscettibile di dispensa essere già sposati, cioè non avere la libertà di stato) [4];
  • sussistere di cause gravissime, valutate dal tribunale come giustificative dell’esonero delle pubblicazioni, da concedere con decreto emesso in camera di consiglio. Anche in questa ipotesi, gli sposi devono giurare davanti al cancelliere che non sussistono impedimenti legali alla celebrazione del matrimonio [5].

Il matrimonio senza pubblicazioni è valido, ma i coniugi sono puniti con una sanzione amministrativa da 41 a 206 euro.

note

[1] Art. 99 cod. civ.

[2] Art. 93 cod. civ.

[3] Art. 134 cod. civ.

[4] Art. 101 cod. civ.

[5] Art. 100 cod. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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