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La scelta del nome della società: regole sulla ragione sociale

23 Dicembre 2015
La scelta del nome della società: regole sulla ragione sociale

Società, costituzione, atto costitutivo e scelta della ragione sociale o denominazione sociale: contenuto, verità, novità, omonimia.

Ogni società deve avere un solo nome per poter essere identificata e distinta, sia dai singoli soci, sia dalle altre società:

-nelle società di persone (snc, sas, società semplice) si chiama ragione sociale,

– nelle società di capitali si chiama denominazione sociale.

La scelta del nome

I soci hanno un’ampia libertà nella formazione del nome: possono utilizzare espressioni di fantasia, patronimici o riferimenti all’attività d’impresa. Nel fare ciò devono rispettare i principi generali di:

verità e novità (v. dopo);

liceità: il nome non deve cioè contrastare con l’ordine pubblico e il buon costume.

Lo statuto può indicare il nome per esteso e la relativa sigla. Non può indicare più nomi o sigle alternative. Nella società con unico socio, oltre al nome bisogna necessariamente indicare “società unipersonale” o “società con unico socio”.

Verità

I soci devono necessariamente indicare il tipo di società che intendono creare e devono altresì precisare:

– nelle società di persone e nelle s.a.p.a., il nome di almeno uno dei soci illimitatamente responsabili; nelle società di persone è possibile conservare il nome del socio defunto;

nelle s.n.c., è sufficiente l’indicazione del rapporto sociale, utilizzando, per esempio, le formule “e Soci” o “& C.”;

nelle società di capitali, è possibile anche utilizzare il nome di un terzo, se vi è il consenso dell’interessato. L’inserimento di un nome altrui nella denominazione sociale è consentito solo se non arreca pregiudizio, commerciale o orale, al titolare.

Il nome può fare riferimento all’attività svolta dalla società. È vietata l’indicazione di un’attività diversa da quella esercitata, per evitare di trarre in inganno i terzi (ad esempio, una società non può adottare una denominazione che indichi un’attività tessile quando l’oggetto sociale consiste invece in un’attività meccanica).

Ecco alcuni casi di parole che possono essere inserite nel nome solo se la società ha i requisiti per svolgere l’attività cui si riferiscono:

– “banca, banco, credito, risparmio, moneta elettronica, istituto di pagamento, finanziaria” o altre, anche in lingua straniera, atte a trarre in inganno i terzi circa l’attività effettivamente svolta, il cui uso è riservato alle banche;

– “SIM” o “società di intermediazione mobiliare” o “impresa di investimento”; “SGR” o “società di gestione del risparmio”; “SICAV” o “società di investimento a capitale variabile”;

– “cooperativa”, il cui uso è riservato alle società aventi scopo mutualistico;

– “consorzio”, il cui uso è riservato alle società aventi la particolare organizzazione comune e il particolare oggetto previsti dalla legge;

– “artigiano” o altri riferimenti a tale attività, il cui uso è riservato alle società iscritte all’apposito albo.

Novità e omonimia

Il nome deve essere diverso da quello prescelto da una società o dalla ditta di un imprenditore individuale che esercita un’attività concorrente: ciò per eliminare i rischi di confondibilità, che si hanno quando l’identità o la somiglianza dei nomi può creare confusione sul mercato o sviamento della clientela.

Per verificare se altri stanno già utilizzando un determinato nome, è possibile effettuare apposite verifiche presso la camera di commercio.

La confusione – e quindi il divieto a utilizzare lo stesso nome di un’altra società scatta solo se tra le due persone giuridiche o ditte vi sia una situazione di concorrenza. Vi è concorrenza se coesistono le seguenti circostanze:

– medesimo oggetto delle rispettive società, inteso come offerta di beni o servizi della stessa natura, rivolti alla stessa clientela o destinati a soddisfare lo stesso bisogno. Il loro raffronto deve ricomprendere anche l’attitudine della società ad espandersi in attività complementari, similari o affini a quelle previste nell’atto costitutivo: per esempio, il settore delle calzature è stato considerato un prevedibile e fisiologico ambito di espansione di una società di abbigliamento. Sono concorrenti le attività che possono sovrapporsi anche solo parzialmente;

– stesso luogo in cui si esercitano le attività. Si tiene conto non solo dell’area di effettiva presenza, attraverso le operazioni di produzione, vendita e approvvigionamento, ma anche delle prevedibili possibilità di espansione territoriale, in relazione alle dimensioni e all’organizzazione dell’impresa.

È invece ammessa l’omonimia se sono diversi l’oggetto o gli ambiti territoriali serviti. Pertanto l’obbligo di differenziazione può essere imposto solo se sia ipotizzabile il rischio di confusione.

È anche permesso l’uso di un nome già usato da altra società quando, a causa del tempo trascorso, esso abbia perso ogni riferimento al soggetto che l’aveva adottato o all’attività esercitata.

La confondibilità deve riguardare il nucleo caratterizzante del nome e non gli elementi marginali e di contorno.

Se le ragioni sociali sono costituite da cognomi identici, la diversità del prenome è elemento di sufficiente differenziazione.

La società che per prima utilizza un nome può chiamare in giudizio, avanti al tribunale presso le sezioni specializzate in materia d’impresa, la società (o l’imprenditore individuale) che utilizza indebitamente o abusivamente un nome simile o uguale come segno distintivo chiedendo uno di questi provvedimenti:

a) la cessazione dell’uso illecito o abusivo del nome, applicando alle società le regole di tutela del nome delle persone fisiche; è possibile anche chiedere il risarcimento del danno se si prova di avere sofferto un pregiudizio economico;

b) l’integrazione o la modificazione del nome in modo da realizzare una sufficiente differenziazione.

Variazione del nome

La variazione del nome comporta la modificazione dell’atto costitutivo.

Il trasferimento del nome è vietato a pena di nullità, anche se contestuale al trasferimento d’azienda.

La cancellazione della società o gli altri casi di estinzione (come la fusione per incorporazione) portano all’estinzione del nome.

Durante il fallimento o la liquidazione, la società mantiene il suo nome, ancora tutelabile.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Buongiorno,

    vorrei sapere se una società che, nel proprio statuto, ha indicato la forma giuridica prima del nome possa invertirli normalmente nelle comunicazioni a AdE/CamCom/Enti vari oppure se sia necessario un cambio statutario.

    Il nostro caso è quello di “Società Cooperativa Rossi Calzature” che vorremmo poter utilizzare nella forma “Rossi Calzature Società Cooperativa”, possibilmente senza passare per un cambio statutario.

    Grazie.

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