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Part-time: dovuta la maggiorazione notturna e festiva per turni continui e avvicendati

16 Novembre 2014
Part-time: dovuta la maggiorazione notturna e festiva per turni continui e avvicendati

Il datore di lavoro è tenuto a versare la differenze retributive: grazie alla direttiva Ue il lavoratore a tempo parziale non può ricevere un trattamento peggiore rispetto al pari grado full time.

Ai lavoratori assunti con part-time verticale spettano (così, come di diritto, ai lavoratori “full-time”) le maggiorazioni di stipendio per il lavoro notturno e notturno festivo in caso di turni “continui e avvicendati”. In base alla nostra legge [1], infatti, il dipendente a tempo parziale non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno inquadrato allo stesso livello di fonte collettiva.

La conseguenza pratica è che se il contratto collettivo nazionale di Lavoro (Ccnl) dispone diversamente il relativo articolo si considera nullo e, su di esso, prevale la legge. Dunque, il lavoratore potrà agire in causa contro il datore e chiedergli di versare le differenze retributive.

Lo ha chiarito una recente sentenza della Cassazione [2].

I giudici della Suprema Corte sono categorici: non vi può essere alcuna discriminazione nel trattamento retributivo tra part-time e full-time: gli stessi emolumenti riconosciuti a questi ultimi spettano, per legge inderogabile, anche ai lavoratori a tempo parziale nonostante siano impegnati in turni che hanno schemi di sequenza giocoforza diversi da quelli previsti dal contratto per i colleghi pari grado full time. In effetti – si legge in sentenza – per “turni continui e avvicendati” bisogna intendere quelle sessioni di lavoro che, pur intervallate da giorni di mancata prestazione, tendono a ripetersi con la stessa modalità, come avviene quando lo schema, una volta esaurito, è ripetuto con la stessa sequenza.

Risultato: il dipendente può citare il datore di lavoro innanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro (per il tentativo di conciliazione di tipo monocratico o facoltativo) oppure direttamente davanti al giudice in tribunale. Scopo dell’azione è ottenere le differenze retributive sulla paga che non sono state versate. Ma, per i consigli pratici e operativi vi rinviamo all’articolo “5 consigli per recuperare lo stipendio”.


note

[1] D.lgs. n. 61/2000 che ha recepito l’accordo quadro in materia.

[2] Cass. sent. n. 24333/14 del 14.11.14.

Autore immagine: 123rf com


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