Canone Rai: la riforma supera la tassa sul possesso


Canone Rai: la riforma supera la tassa sul possesso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2014



Legge di Stabilità: utenza elettrica o “a famiglia”: due ipotesi per il nuovo canone.

Con l’imminente approvazione della legge di Stabilità dovremmo vedere anche la tanto attesa riforma del Canone Rai (probabilmente potrebbe prendere la forma di un emendamento presentato al Senato). E, al momento, sono due le proposte in campo per evitare la forte evasione dell’imposta (si pensi che il 27% dei contribuenti obbligati non la paga). In entrambi i casi, comunque, si supererà l’attuale concezione di una tassa legata al possesso dell’apparecchio televisivo. Ci dovremmo invece avvicinare a un sistema di tipo tedesco: in Germania si fa pagare l’imposta per il servizio pubblico radiotelevisivo ai proprietari di abitazioni, uffici compresi.

1. Imposta ancorata all’utenza elettrica

La bolletta della luce sarà l’elemento che farà scattare anche l’obbligo di pagamento del canone. Il contribuente non dovrà pagarla insieme al bollettino inviato, con la fattura, dalla società elettrica (ipotesi osteggiata dall’Autorità per l’Energia), ma l’utenza sarà solo utilizzata come “prova” del consumo di televisione.

Si tratta, però, di una soluzione che vede con timore chi dispone di una seconda casa o chi, invece, oltre alla bolletta di casa riceve anche quella dello studio o dell’attività commerciale. In tal caso, infatti il rischio sarebbe quello di dover pagare due o più volte.

2. Imposta ancorata al nucleo familiare

La seconda proposta è quella di ancorare il presupposto di imposta alla “famiglia. Un’ipotesi, questa, alla quale sarebbero più favorevoli sia la Rai e sia la stessa Agenzia delle Entrate. Senza la prova del possesso del televisore, sarebbe più facile far pagare le famiglie, senza effetti collaterali su seconde case e uffici.

Come si diceva, però, in entrambi i casi il pagamento sarà slegato al concetto di “possesso” dell’apparecchio. Inoltre il pagamento non sarà fisso e uguale per tutti, ma progressivo, in funzione cioè al reddito della famiglia.

L’importo della tassa, inoltre, dovrebbe scendere rispetto a quello attualmente richiesto, ma ciò è condizionato al fatto che si riesca a far pagare tutti (o quasi) i contribuenti. La Rai, infatti, ha dichiarato di non voler rinunciare a un euro dell’attuale gettito che arriva nelle sue casse.

Il terzo luogo, il Governo vorrebbe eliminare l’odiato bollettino. Tutto si dovrebbe svolgere, invece, in dichiarazione dei redditi, come avevamo anticipato nell’articolo: “Canone Rai: ecco come sarà impossibile evadere”.

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2 Commenti

  1. Possono inventarsi ciò che vogliono, io il televisore non ce l’ho (la odio questa macchina infernale) e NON LO PAGO ASSOLUTAMENTE, tanto non ho niente da perdere!!!!!!

  2. Ma se non ho il televisore, x’ pagare una tassa x servizio pubblico? Mi manderanno un quotidiano a casa?

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