Diritto e Fisco | Articoli

Risarcimento: l’avvocato lo paga l’assicurazione

16 novembre 2014


Risarcimento: l’avvocato lo paga l’assicurazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2014



Dopo un sinistro stradale, l’assicurazione ha liquidato un risarcimento danni “omnia”, cioè comprensivo di spese legali, ma senza precisare a quanto queste ultime ammontino; l’avvocato, con il quale non avevo firmato un preventivo di parcella, mi ha richiesto il 10% dell’intero importo liquidato. È legittima tale parcella essendo la sua attività durata 3 mesi circa?

Nei risarcimenti stragiudiziali per sinistri stradali la prestazione professionale dell’avvocato è commisurata all’attività che egli svolge e, naturalmente, all’ammontare della cifra oggetto della transazione.

Qualora l’avvocato pattuisca con il cliente una quota parte del risarcimento ottenuto, il compenso (onorari + spese) è di solito rapportato alla consistenza del contendere e può essere una percentuale che va dal 10% al 20% del danno liquidato, ma essa non intacca il capitale, poiché è sempre una voce a parte.

Una partecipazione del legale alla quota parte del danno è di norma estranea all’attività di recupero dei risarcimenti e, eventualmente, deve essere chiaramente pattuita nel mandato [1] e giustificata da situazioni particolari (ad esempio l’anticipazione di certe spese istruttorie da parte del legale).

Ciò detto, gli onorari sono generalmente oggetto di contrattazione tra il liquidatore della compagnia assicuratrice del responsabile civile e l’avvocato, cosicché, in caso di accordo sull’importo da corrispondere a titolo di risarcimento del danno, l’assicurazione del responsabile civile provvederà al pagamento sia del soggetto danneggiato, per l’importo convenuto a seguito delle trattative, sia del legale nominato da quest’ultimo.

Quel che il lettore potrebbe fare è intervenire direttamente verso la compagnia per chiedere a quanto ammonti la parte di risarcimento corrisposta a titolo di spese legali. Ma questo non risolverebbe il problema della parcella che, comunque, resterebbe sempre e soltanto dovuta dal cliente in via diretta.

note

[1] Art. 2233 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

3 Commenti

  1. sarebbe più trasparente in sede di liquidazione l’importo erogato come risarcimento e poi quello dovuto al legale per il suo operato? e quest’ultimo dovrebbe rilasciare regolare fattura per il suo operato grazie

  2. Buon pomeriggio, vi seguo sempre tramite la vostra pagina facebook e vi faccio molti complimenti perché siete una risorsa molto utile e vi coniglio sempre a molte persone. La domanda che vi volevo fare è questa :
    In seguito ad un sinistro stradale la compagnia mi ha risarcito dell importo di 10900 di cui tramite la quietenza saputa tramite l agenzia di assicurazione 9500€ per i danni al veicolo piu 1400 € il rimborso delle spese legali. L avvocato che mi ha seguito la pratica, mi ha addebitato un totale di 1900 più ritenuta d’acconto in fattura. Quindi praticamente inserendo Iva, cassa forenze etc.
    È giusto quello che ha chiesto? Considerando che non avevano pattuito niente prima ma mi sono rivolto ad un avvocato amico del mio socio quindi per un trattamento particolare.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI