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Cosa succede se non ci si iscrive alla camera di commercio?

4 Gennaio 2023 | Autore:
Cosa succede se non ci si iscrive alla camera di commercio?

Registro delle imprese: cos’è, a cosa serve e quali sono le conseguenze nel caso in cui imprese, società e titolari di partita Iva non facciano iscrizione?

È risaputo che in Italia gli adempimenti burocratici sono talmente numerosi da scoraggiare anche chi ha grande spirito imprenditoriale. Ciò vale soprattutto per le attività economiche d’impresa e, più in generale, per i titolari di partita Iva. Con questo articolo risponderemo, tra le altre, anche alla seguente domanda: cosa succede se non ci si iscrive alla camera di commercio?

Come vedremo, l’iscrizione alla camera di commercio costituisce un obbligo per determinate categorie di lavoratori; se questi ultimi dovessero venir meno a tale adempimento, potrebbero scattare sanzioni a volte anche pesanti. Ma non bisogna generalizzare: come diremo, infatti, non tutti i titolari di partita Iva sono tenuti a tale iscrizione: basti pensare agli avvocati, i quali possono esercitare liberamente senza procedere a tanto. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa succede se non ci si iscrive alla camera di commercio.

Cos’è la camera di commercio?

La camera di commercio è un ente pubblico che rappresenta le imprese sul territorio, provvedendo a tutelarne gli interessi, ad organizzare eventi e a creare opportunità lavorative.

Cosa fa la camera di commercio?

La camera di commercio cura gli interessi dei suoi iscritti, cioè di quanti esercitano, in forma individuale o associata, un’attività d’impresa.

Ad esempio, la camera di commercio stipula convenzioni con assicurazioni o con istituti bancari affinché i propri iscritti possano accedere ai loro servizi a condizioni agevolate, promuove convegni, svolge un ruolo di conciliazione in caso di controversie.

Un’altra funzione essenziale della camera di commercio è quella di conservare e curare la tenuta di registri, elenchi, albi e ruoli. È in questo contesto che si inserisce il registro delle imprese.

Cos’è il registro delle imprese?

Come detto, presso ogni camera di commercio è conservato il registro delle imprese, il quale può essere definito come l’anagrafe delle imprese: vi si trovano infatti i dati (costituzione, modifica, cessazione) di tutte le attività d’impresa con qualsiasi forma giuridica e settore di attività economica, aventi sede o unità locali sul territorio nazionale.

Il registro delle imprese fornisce quindi un quadro completo della situazione giuridica di ciascuna impresa, costituendo a tutti gli effetti un sistema di pubblicità legale attraverso cui i terzi possono conoscere i caratteri e la struttura dell’impresa, nonché i fatti più significativi attinenti alla vita della stessa.

Ci si iscrive al registro delle imprese o alla camera di commercio?

In realtà, ad essere obbligatoria per determinate categorie di soggetti non è l’iscrizione alla camera di commercio bensì quella al registro delle imprese. Di tanto parleremo nel prosieguo.

Chi deve iscriversi al registro delle imprese?

L’iscrizione al registro delle imprese è obbligatoria per i titolari di partita Iva che svolgono un’attività autonoma sotto forma di impresa (imprenditori commerciali, società di persone, società di capitali, imprenditori agricoli, imprese artigiane, ecc.).

Per attività d’impresa s’intende un’attività economica, organizzata e professionale, diretta alla produzione o allo scambio di beni e/o di servizi.

L’attività di impresa può essere esercitata in forma individuale (il classico imprenditore titolare di una sua ditta) o collettiva (le società).

Le sezioni del registro delle imprese

Il registro delle imprese si articola in due sezioni, una ordinaria e una speciale. Nella sezione ordinaria devono iscriversi: imprenditori commerciali non piccoli, snc, sas, società di capitali, società cooperative, società consortili.

Sono invece tenuti ad iscriversi nella sezione speciale: piccoli imprenditori commerciali, imprenditori agricoli, imprese artigiane, società semplici, società tra avvocati e professionisti.

Va precisato che i soggetti iscritti nel registro delle imprese devono poi comunicare ogni evento significativo riguardante la propria attività, come ad esempio l’estinzione dell’impresa, la trasformazione in diversa società, ecc.

Registro delle imprese: entro quanto tempo bisogna iscriversi?

L’iscrizione al registro delle imprese custodito nella camera di commercio presente sul territorio deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’attività d’impresa [1] o, nel caso di società di persone, dalla stipula dell’atto costitutivo.

Il termine è invece di 10 giorni per le società di capitali. Per la precisione, la legge [2] dice che il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo entro dieci giorni presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. Se il notaio o gli amministratori non provvedono al deposito nel termine indicato, ciascun socio può provvedervi a spese della società.

Chi non deve iscriversi al registro delle imprese?

Non devono iscriversi al registro delle imprese i liberi professionisti, cioè coloro che svolgono un’attività prevalentemente intellettuale (avvocati, giornalisti, grafici, architetti, ecc.). Per questi ultimi vige l’obbligo di apertura della partita Iva e di iscrizione all’albo e alla Gestione separata Inps, in mancanza della cassa previdenziale di categoria.

Per ulteriori approfondimenti, leggi l’articolo Chi ha partita iva deve iscriversi alla camera di commercio?

Registro delle imprese: cosa succede se non ci si iscrive?

Cosa succede se, pur avendone l’obbligo, non ci si iscrive alla camera di commercio, cioè al registro delle imprese? Il rischio è innanzitutto di andare incontro a una sanzione economica, differente a seconda del tipo di attività d’impresa.

Per le attività d’impresa individuale (imprenditore, ditta individuale, ecc.), chi non si iscrive al registro delle imprese è punito con la sanzione amministrativa da 10 a 516 euro [3].

Per le società, invece, la legge prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 1.032 euro in caso di mancata iscrizione nel registro delle imprese. Se l’iscrizione avviene nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini, la sanzione è ridotta ad un terzo [4].

Ma c’è di più: la mancata iscrizione nel registro delle imprese impedisce alle società di poter essere regolarmente costituite.

Per legge, l’iscrizione nel registro delle imprese ha una doppia valenza:

  • quella di pubblicità dichiarativa, affinché tutto ciò che sia iscritto al suo interno sia opponibile ai terzi, cioè si presuma sia conosciuto dalla generalità dei consociati. È il caso, ad esempio, dell’atto costitutivo delle società di persone;
  • quella di pubblicità costitutiva, che riguarda i casi in cui l’iscrizione di un determinato atto nel registro è requisito necessario e indispensabile affinché l’atto produca i propri effetti giuridici tra le parti. È il caso, ad esempio, dell’atto costitutivo delle società di capitali oppure per la delibera modificativa dello statuto.

Ciò significa che, nel primo caso, chi non si iscrive al registro delle imprese dovrà poi provare concretamente che gli atti iscritti siano conosciuti dai terzi, mentre nella seconda ipotesi la mancata iscrizione nel registro rende del tutto invalida l’attività della società.

Se la società di capitali (ad esempio, una spa) non iscrive l’atto costitutivo nel registro delle imprese, per legge essa non si sarà mai validamente costituita, in quanto la legge consente l’acquisto della personalità giuridica solamente a seguito di iscrizione nel registro delle imprese.


note

[1] Art. 2196 cod. civ.

[2] Art. 2330 cod. civ.

[3] Art. 2194 cod. civ.

[4] Art. 2630 cod. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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