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Il cruscotto infortuni al posto del registro infortuni

30 Dicembre 2015
Il cruscotto infortuni al posto del registro infortuni

La circolare Inail: i dati sugli incidenti nel cruscotto online dopo l’abolizione della tenuta del registro a partire dal 23 dicembre 2015.

Va in soffitta il registro infortuni: dallo scorso 23 dicembre, infatti, è stato abrogato l’obbligo di tenuta del registro, fermo restando la conservazione per almeno quattro anni dall’ultima registrazione (ultimo termine: 22 dicembre 2019), in azienda, a disposizione degli ispettori per eventuali controlli. È quanto chiarisce l’Inail in una circolare di ieri [1]. Viene, al suo posto, attivato il cosiddetto “cruscotto infortuni online”, che mette a disposizione degli ispettori i dati sugli infortuni sul lavoro accaduti in data successiva al 22 dicembre.

La novità – spiega la circolare Inail – è l’effetto dell’approvazione del Job Act [2] che ha abolito il registro infortuni (in realtà la norma era già contenuta nel Testo Unico Sicurezza [3] ma non era mai stata attuata).

Lo stop dal 23 dicembre. L’abolizione della tenuta del registro infortuni, come accennato, è efficace a decorrere dal 23 dicembre 2015: da tale data, pertanto, il datore di lavoro non ha più l’obbligo di istituirlo e di aggiornarlo. Questo non significa, però, che il datore non abbia più l’obbligo di denunciare all’Inail gli infortuni avvenuti ai propri dipendenti, obbligo che continua ad essere in vigore [4].

Non solo. Nonostante l’abrogazione dell’obbligo di tenuta del registro, il datore di lavoro resta tenuto a conservarlo ancora per 4 anni dall’ultima registrazione. Quindi non oltre il 22 dicembre 2019, nel caso di eventi di infortuni accaduti esattamente l’ultimo giorno di validità del registro (22 dicembre scorso).

Arriva il cruscotto infortuni

Il cruscotto infortuni sarà accessibile agli organi di vigilanza nell’area dei servizi online del sito Inail tramite l’inserimento delle proprie credenziali e utilizzerà il criterio della competenza territoriale regionale come parametro fondamentale per la ricerca dei dati infortunistici.

Sarà possibile consultare il cruscotto per singolo soggetto infortunato, tramite l’inserimento del relativo codice fiscale, o per tipologia di singolo settore: nel primo caso l’utente riceverà un report con l’indicazione di tutti i casi di infortunio relativi al lavoratore, nel secondo verrà elaborato un report che riporterà in ogni pagina gli eventi infortunistici e le relative conseguenze per ogni singolo anno.

Il cruscotto è destinato almeno per il momento a colmare solo parzialmente il vuoto lasciato dal venir meno del registro infortuni: quest’ultimo, infatti, nella formulazione corretta dal decreto del ministero del Lavoro 5 dicembre 1996, raccoglieva cronologicamente gli infortuni che comportavano l’assenza di almeno un giorno, escluso quello dell’evento, e fotografava a fini di prevenzione cause e circostanze dell’evento. La circolare si riferisce invece, ora come ora, solo agli infortuni “occorsi” e denunciati dal datore di lavoro all’Inail, che per legge devono comportare l’assenza dal lavoro per almeno tre giorni. Il dato oggettivo posto in consultazione, dunque, non è immediatamente corrispondente a quello oggetto dell’originario registro.

Al fine di offrire agli organi di vigilanza uno strumento alternativo all’abrogato registro, cioè in grado di fornire dati e informazioni utili a orientare l’azione ispettiva, l’Inail ha attivato un cruscotto funzionante su internet nel quale è possibile consultare gli infortuni avvenuti dal 23 dicembre 2015 e correttamente denunciati dal datore di lavoro all’Inail. Gli infortuni avvenuti in data precedente, ossia fino al 22 dicembre 2015, restano invece consultabili nel registro infortuni nonostante sia stato abolito.

Al cruscotto accedono gli organi di vigilanza dall’area servizi online su www.inail.it tramite inserimento delle proprie credenziali. La consultazione è possibile per singolo soggetto infortunato, tramite l’inserimento del suo codice fiscale, per settore (aziende o amministrazioni statali o agricoltura).

Come sempre, infine, l’Inail mette a disposizione degli utenti esterni il contact center multicanale attraverso il numero gratuito da rete fissa 803.164 o a pagamento 06/164.164 da rete mobile. Infine, per altre informazioni è a disposizione su internet anche il servizio “Inail risponde”.

Gli infortuni di sabato

Per l’Inail, ai fini degli infortuni, il sabato è un giorno come tutti gli altri (anche se l’azienda applica la settimana corta) e di conseguenza la denuncia d’infortunio, in scadenza nello stesso giorno, non può slittare al primo giorno lavorativo successivo. Lo ha chiarito lo stesso Istituto [5], risolvendo così un dubbio sorto con riferimento a quanto specificato in due note con cui si era espresso circa la possibilità di differire le scadenze cadenti di sabato, al primo giorno feriale seguente.

Sanzioni

Per la mancata denuncia di infortunio (entro 2 giorni dal ricevimento del certificato) o per la ritardata trasmissione è prevista una sanzione che va da 1.290 a 7.745,00 euro, comminabile sia dall’Inail, sia dall’autorità di Pubblica Sicurezza. Alla violazione è applicabile la diffida e se l’azienda paga nei termini indicati, la sanzione si riduce a 1290 euro. Trascorso inutilmente tale termine, il datore di lavoro riceve la contestazione della violazione; se ottempera entro 60 giorni dal ricevimento, può pagare la sanzione ridotta pari a 2.580 euro.


note

[1] Inail, circolare n. 92/2015.

[2] D.lgs. 151/2015, art. 21.

[3] Art. 53, comma 6 del dlgs n. 81/2008 (T.u. sicurezza).

[4] Come previsto dall’art. 53 del dpr n. 1124/1965 (T.u. Inail).

[5] Inail, circolari n. 1721/14 e n. 1550/15.

Autore immagine: 123rf com


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