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Riscaldamento e nuovi criteri di calcolo delle classi energetiche: quanto incidono sui consumi?

18 novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 novembre 2014



La classe energetica fornisce informazioni concrete sul consumo annuo di un’immobile ed è un ottimo strumento di trasparenza del mercato immobiliare.

Con l’introduzione dei nuovi criteri di calcolo – in vigore dal 2 ottobre 2014 – sono diventati sempre più restrittivi i metodi per la determinazione delle classi energetiche degli edifici, da cui molto dipendono i risparmi sulle nostre bollette.

 

La classe energetica rivela il consumo annuo dell’immobile: va indicata all’atto dell’acquisto o alla firma del contratto di affitto e ha come scopo quello di rendere possibile un confronto tra le prestazioni delle diverse unità immobiliari.

Il calcolo è riferito a condizioni di consumo standard; quindi non si riferisce ai consumi reali, che dipendono fortemente dalla conduzione e dalla gestione dall’impianto da parte dell’utente. Per esempio, se riscaldiamo un ambiente tenendo le finestre aperte si possono avere consumi elevatissimi, anche per edifici ad alte prestazioni.

Gli edifici sono suddivisi in otto classi energetiche (A+, A, B, C, D, E, F, G). Più si scende di classe, più il consumo (di combustibile, energia o gas) sarà alto.

Le classi più virtuose (cioè che consentono maggiori risparmi) sono la A e la B, mentre le più energivore (cioè che richiedono molto più tempo di funzionamento dell’impianto per raggiungere il confort termico) sono la F e la G.

Un edificio di nuova costruzione può essere inserito sul mercato immobiliare solo se in classe A+, A, B, C. Ciò significa che la legge tutela i consumatori bloccando la vendita di nuovi immobili che appartengono a classi energicamente sfavorevoli (D, E,F e G).

In Italia, gran parte degli edifici costruiti prima degli anni ’90, specialmente tra gli anni ’70 e ’80 appartengono a classi energetiche molto sfavorevoli, per lo più F e G.

In termini di risparmio annuo, la differenza tra la classe A e la classe G, è decisamente rilevante.

Ad esempio [1], riscaldare con radiatori a gas, uno stesso appartamento di 100m2 di superficie, ci costerà:

– in classe A circa 200 di metano all’anno;

– in classe C: circa 645 di metano all’anno;

– in classe E : circa 1.060 di metano all’anno;

– in classe G : non meno di 1.485 di metano all’anno.

note

[1] Calcolo effettuato per 100 m2 di superficie, assegnando al metano un valore calorifico di 9,6 kWh e un prezzo medio del metano di 0,85 €/m3.

appartamento in classe A (ipotizzando un fabbisogno annuo di 22,8 kWh/m2 anno)

consumo energetico annuo: 22,8kWh/m2 x 100m2 = 2.280 kWh

consumo annuo di metano: 2.280 kWh / 9,6 kWh/m3 = 237,5 m3

se il prezzo del metano è 0,85 €/m3

costo annuale del riscaldamento: 237,5 m3 x 0,85 €/m3 = 201,87 € all’anno.

appartamento in classe C (ipotizzando un fabbisogno annuo di 73 kWh/m2 anno)

consumo energetico annuo: 73kWh/m2 x 100m2 = 7.300 kWh

consumo annuo di metano: 7.300kWh / 9,6 kWh/m3 = 760,41 m3

se il prezzo del metano è 0,85 €/m3

costo annuale del riscaldamento: 760,41 m3 x 0,85 €/m3 = 646,35 € all’anno

appartamento in classe E (ipotizzando un fabbisogno annuo di 120 kWh/m2 anno)

consumo energetico annuo: 120kWh/m2 x 100m2 = 12.000 kWh

consumo annuo di metano: 12.000kWh / 9,6 kWh/m3 = 1.250 m3

se il prezzo del metano è 0,85 €/m3

costo annuale del riscaldamento: 1.250 m3 x 0,85 €/m3 = 1.062,5 € all’anno

appartamento in classe G (ipotizzando un fabbisogno annuo di 167,7 kWh/m2 anno)

consumo energetico annuo: 167,8kWh/m2 x 100m2 = 16.780 kWh

consumo annuo di metano: 16.780kWh / 9,6 kWh/m3 = 1747,91 m3

se il prezzo del metano è 0,85 €/m3

costo annuale del riscaldamento: 1747,91 m3 x 0,85 €/m3 = 1.485,72 € all’anno.

Autore immagine: 123rf com


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