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Eredità: come gestire proprietà familiari?

17 Settembre 2022
Eredità: come gestire proprietà familiari?
Una delle mie due figlie vive con il suo compagno. Ho proposto, a mia figlia di venire a vivere a casa mia, essendo a due piani, per evitarle l’affitto. Lei non accetta e mi offre il pagamento della casa ad una cifra non congrua. Cosa posso fare?

Partiamo dalla questione del pari trattamento tra le due figlie e, quindi, della tutela della quota della loro legittima.

Vendendo al ragazzo della prima figlia un immobile deprezzato, solo per agevolare il loro trasferimento, si verrebbe a configurare una vendita parzialmente simulata, nella parte in cui si vende l’immobile ad un prezzo non congruo.

In sostanza, con questa operazione, Lei andrebbe a donare quella parte dell’immobile che, se venduto secondo i valori OMI, avrebbero pagati altri 80mila euro, arrivando alla cifra corretta di 160mila euro.

Per tali ragioni, si configurerebbe un trattamento di favore in capo ad una figlia e in danno dell’altra; squilibrio che potrebbe essere risanato dalla presenza di altri immobili di sua proprietà o altre sue fonti di reddito che, un domani, al momento della successione, sarebbero, per effetto della cosiddetta riunione fittizia, assegnate alla seconda figlia.

Difatti, è ovvio che qualsiasi operazione finalizzata a favorire la prima figlia, di conseguenza, andrebbe a sfavorire l’altra figlia; ma questo, di per sé, non le comporta necessariamente un problema legale posto che, come anticipato prima, l’altra figlia potrà riequilibrare la situazione rivendicando maggiori beni ereditari alla sua dipartita.

Di certo, però, non le consiglio di svendere un immobile di sua proprietà; a maggior ragione ad un estraneo che, benché si tratti di un compagno di sua figlia, è sempre persona che un domani potrebbe non essere più legata alla famiglia, con la conseguenza che sia lei che sua figlia vi ritrovereste danneggiati patrimonialmente da un immobile venduto ad un estraneo ad un prezzo non congruo.

Soluzione migliore sarebbe quello di vendere l’immobile alla prima figlia, se ne avesse le potenzialità economiche; ma anche lì si creerebbe il problema che quest’ultima (sentimentalmente coinvolta) potrebbe svendere quell’immobile al convivente, con la conseguenza che il fine dell’operazione non muterebbe.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di vendere l’immobile alla cifra da loro richiesta (80mila euro) riservandosi l’usufrutto vita natural durante di parte dell’immobile, così da garantirsi la vecchiaia, senza esser costretta ad individuare altri immobili a prezzi introvabili.

Certo è che Sua figlia dovrà rinunciare a qualcosa:

  • o decide di acquistare l’immobile a prezzo di mercato;
  • o decide di acquistare al prezzo offerto, ma accettando il fatto che Lei continuerà per tutta la vita a vivere in un piano dell’edificio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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