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Concepimento: quando si ha diritto all’eredità?

17 Settembre 2022
Concepimento: quando si ha diritto all’eredità?

Il mio problema riguarda la rinuncia all’eredità di mia figlia di 16 mesi in seguito al decesso del nonno, mio padre. Mi sono chiesto se è necessario effettuare la rinuncia all’eredità o meno.

Partiamo dalla normativa che riguarda il caso e, cioè, dall’istituto della rappresentazione, disciplinata all’articolo 467 del Codice civile, secondo cui la rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può, o non vuole accettare l’eredità, o il legato.

Il successivo articolo 468 del Codice civile individua i soggetti legittimati per rappresentazione a subentrare: la rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli anche adottivi, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.

Ebbene, come confermato dalla giurisprudenza di legittimità, in tema di successioni per causa di morte, deve escludersi che chi non sia ancora concepito al momento dell’apertura della successione e, quindi, sia privo della capacità di rendersi potenziale destinatario della successione “ex lege” del “de cuius”, possa succedere per rappresentazione, essendo necessario, affinché operi la vocazione indiretta, che il discendente, in quel momento, sia già nato o almeno concepito
(Cassazione civile, sez. II, 22/03/2012, n. 4621).

Il nascituro non ancora concepito per poter succedere, anche per rappresentazione, deve essere stato indicato nel testamento come futuro successibile.

Per tali ragioni, al fine di fugare ogni dubbio, dovrà verificare se al momento del decesso del nonno, Sua figlia era stata quantomeno concepita (ecco spiegato il termine di 10 mesi, che poi sarebbero 9). Se non era stata concepita, allora nessun problema si porrebbe. Diversamente, Lei potrebbe far rinunciare Sua figlia all’eredità.

Tenga conto, però, che la mancata rinuncia all’eredità non comporta, in automatico, l’accettazione della stessa, che deve avvenire espressamente, con atto formale, o tacitamente, tramite condotta che rende incontrovertibile la volontà di voler accettare l’eredità.

Vista la tenera età della bambina, anche nel caso in cui la stessa fosse stata concepita al momento del decesso del nonno, non vedo come possa essere coinvolta nell’eredità di quest’ultimo.

Considero, dunque, superflua, oltre che antieconomica, la procedura di rinuncia all’eredità di Sua figlia, anche alla luce del fatto che, nelle more, l’attività (e la conseguente posizione debitoria) è stata assunta dallo zio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvSalvatore Cirilla



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