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RC auto e assicurazione: tutti i segreti

19 novembre 2014


RC auto e assicurazione: tutti i segreti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 novembre 2014



Bonus malus, attestato di rischio, premi, incidenti: la guida sull’auto.

Sapete proprio tutto sull’Rc auto? Forse, con Internet, molti dubbi vengono chiariti. Ma, meglio chiarire, in un unico articolo gli aspetti più oscuri dei contratti, per ricordare quali sono i nostri diritti e doveri.

Può una compagnia rifiutarsi di stipulare il contratto Rca?

No. L’Rca è un’assicurazione obbligatoria e, in base alla legge, le compagnie devono accettare tutte le richieste di assicurazione obbligatoria che gli vengono presentate. Nel caso riceviate un rifiuto, segnalatelo all’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private.

La legge punisce con una multa molto salata le compagnie che rifiutano. In casi particolarmente gravi, di rifiuto ripetuto, alla compagnia può essere ritirata l’autorizzazione a stipulare polizze.

La compagnia a cui mi sono rivolto pretende che insieme alla polizza Rca io sottoscriva anche una polizza infortuni. È legittimo?

No. La legge obbliga le compagnie a stipulare la polizza Rca senza che possano assolutamente imporre ai clienti la sottoscrizione di altri contratti.

Sono obbligato ad accettare il massimale che mi propone la compagnia?

Il massimale è la cifra massima che la compagnia deve versare a copertura dei danni provocati dal suo assicurato in un incidente. L’importo minimo per cui è obbligatorio assicurarsi è fissato dalla legge e ammonta attualmente a 5 mln per i danni alle persone e 1 mln per i danni alle cose.

È vietato stipulare un contratto Rca con un massimale inferiore. Il massimale però può essere aumentato, a richiesta del contraente.

Alcune compagnie però rifiutano di assicurare i clienti per massimali alti e questi sono dunque costretti a rivolgersi altrove. Un simile comportamento si traduce in una elusione dell’obbligo di assicurare, e per noi è illegittimo. Se vi trovate in una situazione simile, vi suggeriamo di segnalarla all’ Isvap.

Posso fidarmi delle compagnie di assicurazione telefoniche e di quelle online?

Sì. Tutte le compagnie per poter operare nel mercato assicurativo Rc auto devono avere una specifica autorizzazione, rilasciata dall’Isvap, che controlla che abbiano le carte in regola.

Se la compagnia è molto piccola e sconosciuta, chiedete all’Isvap se è autorizzata.

Attenti a non confondere un aumento della tariffa con un aumento dovuto al fatto che avete avuto un incidente e dunque siete slittati di classe di merito.

Potete chiedere alla compagnia qual è la parte di aumento dovuta al sinistro.

La compagnia d’assicurazione è obbligata a consegnarmi l’attestato di rischio?

Sì. La legge prevede che la compagnia metta l’attestato di rischio a disposizione dell’assicurato almeno tre giorni lavorativi prima di ogni scadenza annuale del contratto. Elenca i sinistri causati dall’assicurato e indica la sua classe di merito. Se l’assicurazione non vi rilascia l’attestato di rischio, chiedeteglielo con una raccomandata a/r. In caso di rifiuto o di ritardo, segnalate il problema all’Isvap.

Come funziona la tariffa bonus-malus?

La bonus-malus è una formula tariffaria che premia gli automobilisti più virtuosi e penalizza quelli più indisciplinati. Il sistema è articolato su 18 classi di merito. Quando si stipula per la prima volta un contratto, si viene generalmente inseriti in classe 14.

Se non si provocano incidenti durante l’anno, al momento del rinnovo si avanza di classe; in caso di incidente invece si retrocede.

Il sistema è organizzato a tutto vantaggio delle compagnie. Infatti se provenite dalla classe di merito 10 e non causate incidenti, l’anno successivo passerete alla 9. Se invece causate un incidente, dalla 10 passerete alla 12. Se gli incidenti sono due, dalla 10 andrete alla 15. Se sono tre nel corso dello stesso anno, dalla 10 scivolerete alla 18.

Sono un’alternativa conveniente le polizze con franchigia?

Possono essere convenienti per chi non causa mai incidenti. Nelle polizze con franchigia, molto meno diffuse, il premio da pagare non è legato alla condotta dell’assicurato. Però, in caso di incidente, questi è tenuto a restituire alla compagnia una parte della somma pagata come risarcimento del danno.

Questa formula tariffaria ha il vantaggio di costare meno, soprattutto per chi non provoca incidenti. Mentre prima le compagnie erano obbligate a stipulare polizze con franchigia, se l’assicurato lo chiedeva, dal 2003 quest’obbligo non esiste più. Dunque le compagnie possono anche rifiutarsi.

Ho avuto un incidente di cui non ho colpa. Malgrado questo, la mia assicurazione ha risarcito l’altro automobilista e senza informarmi. Poi, l’anno successivo, mi ha aumentato il premio. Può farlo?

In linea generale l’assicurazione ha la facoltà di accordarsi con la compagnia del danneggiato e pagare il danno senza informare l’assicurato. Si deve trattare però di un sinistro dovuto, in tutto o in parte, a colpa dell’assicurato. Se invece l’assicurato contesta completamente la propria responsabilità, ha diritto a chiedere alla propria assicurazione la restituzione di quella parte di premio pagata in più a causa dell’addebito del sinistro. Se l’assicurazione non vuole rimborsare la somma, l’assicurato potrà citarla davanti al Giudice di pace, ma deve fornire la prova di totale assenza di colpa nell’incidente.

Ho una macchina piuttosto vecchia che ha subìto un incidente. Il danno è superiore al valore di mercato dell’auto. L’assicurazione mi offre solo una somma pari a quel valore. È legittimo?

Purtroppo sì, o almeno così dice la Corte di cassazione in varie sentenze. Il principio è che quando il costo della riparazione è superiore al valore di mercato dell’auto, l’assicurazione può risarcire solo nel limite massimo di tale valore. Avrete però diritto a vedervi risarciti anche tutti gli ulteriori danni subiti. E così, se avevate per esempio cambiato da poco le ruote, oppure parti del veicolo.

Ho avuto un incidente da cui la mia auto è uscita quasi distrutta. Se la demolisco, ho diritto a qualcosa in più rispetto al suo valore di mercato?

Sì. In questo caso potete chiedere che vi vengano rimborsate anche le spese di demolizione e quelle eventuali di immatricolazione di un nuovo veicolo.

 

Se non utilizzo l’auto per un certo periodo di tempo, posso chiedere la sospensione della polizza Rc auto?

Sì. Di solito le compagnie consentono la sospensione, ma pongono diverse (troppe, secondo noi) condizioni. Prima di tutto, la polizza deve avere una durata residua non inferiore a tre mesi. La sospensione, inoltre, può avere in genere una durata minima di tre mesi e massima di dodici mesi: se entro questo periodo l’assicurato non chiede la riattivazione, il contratto si estingue e la compagnia trattiene il premio pagato. Per ottenere la sospensione è necessario inviare la richiesta con una raccomandata a/r, restituendo polizza e contrassegno.

Ho sospeso la polizza. Cosa devo fare per riattivarla?

Alcuni giorni prima di quando si userà l’auto, è necessario inviare alla compagnia la richiesta di riattivazione della polizza: l’assicurazione vi invierà il nuovo certificato e il contrassegno necessari per circolare. La riattivazione sarà fatta prorogando la scadenza per un periodo pari alla sospensione. Se ad esempio ho un contratto che scade il 30 maggio 2003 e a partire dal 1 febbraio l’ho sospeso per quattro mesi, la mia polizza scadrà il 30 settembre.

La mia polizza Rc auto vale anche per l’estero?

Tutte le polizze stipulate in Italia valgono in tutto il territorio dell’Unione europea e in alcuni altri paesi (tra cui Principato di Monaco, Islanda, Norvegia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Svizzera, Slovenia, Croazia e Ungheria). Per gli altri paesi è necessaria la “carta verde”, un certificato internazionale di assicurazione, rilasciato dalle compagnie dietro pagamento.

note

Autore immagine: 123rf com


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