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Lo sai che? Ristrutturazioni: con la SCIA modifiche immediate sui progetti in corso

Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2014

Con il decreto Sblocca-Italia, la SCIA potrà essere utilizzata per le varianti in corso d’opera. Quindi sarà molto più semplice e veloce, per tecnico e impresa, intervenire in fase operativa, apportando modifiche immediate al progetto approvato.

Il decreto Sblocca-Italia, appena approvato, ha rivoluzionato il mondo dell’edilizia, delle ristrutturazioni e, soprattutto, delle autorizzazioni.

Ecco tutte le novità sulla SCIA per le ristrutturazioni, introdotte dal decreto.

Negli interventi di ristrutturazione interna la SCIA sostituirà a tutti gli effetti la DIA e ciò velocizzerà gli iter di modifica in corso d’opera perché con la SCIA, i lavori, possono iniziare subito, tranne in casi particolari. Dopo la presentazione, le modifiche possono essere contestate entro 30 giorni dal Comune. Trascorsi i 30 giorni l’amministrazione potrà intervenire solo in casi estremi. Come, ad esempio, nel caso di rischio all’ambiente, alla salute, alla sicurezza pubblica o al patrimonio storico-artistico.

Le modifiche al progetto – tecnicamente definite varianti – non potranno alterare in alcun modo gli indici urbanistici, le volumetrie degli edifici (aumentando le dimensioni del fabbricato), la destinazione d’uso, la categoria edilizia e la sagoma del fabbricato (solo se è soggetto a vincoli paesaggistici). In sostanza, le modifiche presentate con la SCIA, non potranno alterare le prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Con la SCIA si potranno apportare solo modifiche pratiche (quindi non sostanziali) che spesso insorgono nelle diverse fasi esecutive, ma tutte le varianti non potranno snaturare il progetto originario.

Modificare con la SCIA è possibile, ogni qual volta ve ne sia bisogno e comunque fino alla dichiarazione di ultimazione dei lavori, o meglio, fino all’ottenimento dell’agibilità.

A fine lavori, tutte le SCIA presentate dovranno essere riassunte cronologicamente in un documento apposito, che sintetizzi in modo chiaro le varianti apportate al progetto originario.

In caso di vincoli paesaggistici, idrogeologici o ambientali, con la SCIA si potrà agire solo dopo aver ottenuto le autorizzazioni dagli uffici competenti. Se i lavori inizieranno prima dell’ottenimento delle autorizzazioni richiesta, il Decreto Sblocca-Italia prevede solo sanzioni di tipo pecuniario.

I Comuni e le autorità competenti, dovranno vigilare per evitare che attraverso una serie di varianti presentate in modalità SCIA, il progetto originario si trasformi in qualcosa del tutto diverso da quello assentito.

Per tutti gli interventi non contemplati dalla SCIA si dovrà optare per la super DIA o per un nuovo permesso a costruire.


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