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Testamento solidale: cos’è?

5 Gennaio 2023 | Autore:
Testamento solidale: cos’è?

Quali sono le caratteristiche del testamento? Come funziona un lascito solidale? Si pagano imposte sulla successione a favore di organizzazioni umanitarie?

Con il testamento è possibile disporre del proprio patrimonio per il tempo successivo alla propria morte. Grazie al testamento è perfino possibile lasciare una parte dell’eredità a persone diverse da quelle che, altrimenti, sarebbero stabilite dalla legge. Ad esempio, è possibile indicare come proprio erede un caro amico oppure perfino un ente, come una Onlus o un’associazione. Con questo articolo vedremo cos’è il testamento solidale.

Si tratta di un argomento molto attuale in quanto sono tanti i lasciti che vengono fatti a soggetti che nulla hanno a che vedere con la propria famiglia e che sono effettuati per puro spirito di solidarietà, cioè col solo intento di sostenere chi ha bisogno di aiuto. Se il tema ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il testamento solidale.

Testamento: cos’è?

Il testamento è l’atto con cui è possibile disporre, per il tempo successivo alla propria morte, di tutte le proprie sostanze o solamente di parte di esse [1].

L’importanza del testamento sta nel fatto che esso rappresenta l’unico strumento con cui poter disporre validamente del proprio patrimonio successivamente alla dipartita: nessun altro atto o contratto potrebbe sortire gli effetti del testamento; anzi, la legge dispone la nullità di tutti quei negozi giuridici (come ad esempio dei patti successori [2]) con cui si dispone della successione.

Caratteristiche del testamento

Il testamento possiede alcune caratteristiche stabilite direttamente dalla legge. Per la precisione, il testamento è:

  • un atto unilaterale, nel senso che, per essere perfetto, non ha bisogno del consenso di altre parti; ciò che è sufficiente è la volontà del testatore, l’unica che deve essere espressa nell’atto;
  • un atto personale, nel senso che nessuno può sostituirsi al testatore nell’esprimere la volontà di questi, nemmeno dietro delega. Non è pertanto ammessa la rappresentanza, né è possibile attribuire a un terzo il potere di determinare il contenuto del testamento;
  • unipersonale. L’atto deve essere necessariamente posto in essere da una sola persona;
  • formale, nel senso che può rivestire solo le forme previste dalla legge: in tutti gli altri casi, l’atto sarebbe nullo. La legge ammette solamente il testamento olografo, quello segreto e quello pubblico. Si legga il seguente articolo per conoscere le differenze tra le varie tipologie di testamento;
  • sempre revocabile da parte del suo autore. Ciò vuol dire che, in qualsiasi momento, qualunque sia la forma dell’atto di ultima volontà, è possibile tornare sui propri passi e sostituire il vecchio testamento con uno nuovo, oppure modificarlo.

Testamento solidale: che cos’è?

Si definisce “testamento solidale” (o “lascito solidale”) il testamento con cui una parte del proprio patrimonio viene destinata in favore di uno o di più enti (associazioni, fondazioni, società no profit, Onlus, ecc.) impegnati in opere umanitarie, sociali, culturali, sanitarie, scientifiche e/o di ricerca.

Insomma, il testamento solidale non è una speciale forma di atto di ultima volontà, bensì un normalissimo testamento, del quale perciò dovrà rispettare sia la forma che le caratteristiche sopra viste, caratterizzato solamente dal destinatario del lascito, il quale è un ente impegnato a fare del bene.

Testamento solidale: come funziona?

Innanzitutto, va subito detto che chi intende effettuare un testamento solidale non può violare le quote di legittima che spettano agli eredi legittimari, come ad esempio il coniuge e i figli. A questi soggetti spetta per legge una fetta di eredità che, pertanto, non può mai essere intaccata.

Pertanto, nel rispetto di questa quota (che varia a seconda che a concorrere all’eredità sia solo il coniuge, figli e coniuge, solo figli e via discorrendo), il testatore potrà destinare la parte dell’eredità disponibile a suo completo piacimento e, dunque, anche per scopi umanitari e solidali.

Fatta questa doverosa precisazione, ci sono essenzialmente due modi per effettuare un lascito solidale:

  • attraverso una disposizione a titolo universale, con cui il beneficiario del lascito viene nominato erede;
  • attraverso una disposizione a titolo particolare (il cosiddetto “legato”), con cui il beneficiario del lascito viene nominato legatario.

Qual è la differenza tra eredità e legato? È presto detto:

  • l’erede subentra nell’intero patrimonio del defunto ovvero in una sua quota. Ad esempio, il testatore può scrivere “Nomino come erede la Protezione civile di Milano”. In questo caso, bisognerà concretamente determinare la quota spettante all’erede beneficiario del lascito solidale;
  • il legatario, invece, subentra in uno o più rapporti determinati. Ad esempio, il testatore può scrivere “Lascio alla Croce Rossa di Roma il mio immobile sito in…”.

Spesso, i lasciti solidali prevedono vincoli o condizioni, i quali hanno lo scopo di impegnare l’ente beneficiario ad utilizzare il bene o i beni lasciati esclusivamente per realizzare opere e finalità benefiche. In tal modo, la volontà del testatore è pienamente rispettata.

Ad esempio, il testatore potrebbe stabilire un lascito solidale sotto forma di legato, stabilendo così: “Lascio alla Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora il mio immobile, purché venga adibito a ricovero per i senza tetto”.

Sotto l’aspetto fiscale, poi, il testamento solidale non sconta alcuna imposta o tassa di successione.


Si definisce “testamento solidale” (o “lascito solidale”) il testamento con cui una parte del proprio patrimonio viene destinata in favore di uno o di più enti (associazioni, fondazioni, società no profit, Onlus, ecc.) impegnati in opere umanitarie, sociali, culturali, sanitarie, scientifiche e/o di ricerca.

note

[1] Art. 587 cod. civ.

[2] Art. 458 cod. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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