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Quali sono i vantaggi di un consorzio?

6 Gennaio 2023 | Autore:
Quali sono i vantaggi di un consorzio?

Cos’è e a cosa serve il contratto di consorzio? Quali sono le differenze tra le diverse tipologie di consorzio?

“L’unione fa la forza”. Questo detto non vale solo per le persone ma anche per le imprese. Può succedere, infatti, che un determinato obiettivo economico non sia raggiungibile da un solo imprenditore e che, quindi, ci sia bisogno di una collaborazione che permetta di tagliare il traguardo ambito. È ciò che avviene con il consorzio. Con questo articolo risponderemo, tra le altre, alla seguente domanda: quali sono i vantaggi di un consorzio?

È chiaro che il primo vantaggio deriva dalla natura stessa dell’unione consortile, cioè dal fatto di poter mettere insieme mezzi e persone facenti capo a società ed imprese diverse. Come vedremo, però, ci sono ulteriori aspetti positivi nel far parte di una “squadra imprenditoriale”. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono i vantaggi di un consorzio.

Consorzio: cos’è?

Il consorzio è un’associazione tra più imprenditori che ha lo scopo di svolgere in modo condiviso un’attività economica.

A voler essere più precisi, la legge [1] definisce il consorzio come il contratto con cui più imprenditori creano un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese.

Ciò significa che le imprese che fanno parte del consorzio non effettuano una fusione ma continuano a mantenere ciascuna una propria individualità. Il consorzio, infatti, serve solamente a raggiungere determinati obiettivi a cui, altrimenti, le singole imprese non potrebbero ambire se agissero da sole.

Il consorzio non comporta l’assorbimento delle imprese in un unico organismo, ma la costituzione di un’organizzazione comune che favorisce la cooperazione tra i consorziati.

Consorzio: a cosa serve?

Come detto sul finire del precedente paragrafo, il consorzio serve alle imprese per unire le forze allo scopo di raggiungere un certo obiettivo.

È il caso ad esempio dei consorzi agricoli che sono composti da imprenditori che operano nello stesso settore e che hanno interesse ad aumentare la produzione per vendere quanto più è possibile, così da aumentare anche i ricavi.

Generalmente, il consorzio viene costituito per perseguire una delle seguenti finalità:

  • per disciplinare, limitandola, la reciproca concorrenza tra imprese consorziate. In questo caso si parla di consorzi anticoncorrenziali. Si pensi alle imprese che, dovendo lavorare gli stessi prodotti, decidono di stipulare un contratto di consorzio per non farsi concorrenza;
  • per ridurre i costi di gestione o per aumentare i profitti attraverso lo svolgimento in comune di alcuni fasi delle rispettive imprese. In questa ipotesi si parla di consorzi di coordinamento. È il caso, ad esempio, di due società petrolifere che, dovendo effettuare l’estrazione dallo stesso giacimento, stipulino un consorzio per lavorare insieme e dividersi i compiti.

Gli imprenditori che stipulano il contratto di consorzio possono anche svolgere attività economiche diverse. Ad esempio, è possibile un consorzio tra l’impresa agricola che raccoglie e lavora il grano e quella commerciale che fornisce i macchinari per compiere l’attività di trebbiatura.

Tipologie di consorzi

Esistono diverse tipologie di consorzi. Per la precisione:

  • sono consorzi interni quelli in cui il contratto contiene un accordo che rileva solo nei rapporti interni tra gli imprenditori consorziati. Questi ultimi possono, ad esempio, prendere l’impegno di scambiarsi periodicamente i materiali necessari in alcune fasi del processo produttivo. Nell’ipotesi di consorzio interno l’organizzazione comune avrà il solo scopo di vigilare sul rispetto degli obblighi assunti e il consorzio in quanto tale non entrerà mai in contatto con i terzi;
  • sono consorzi esterni quelli in cui il contratto prevede la creazione di un “ufficio comune” destinato a svolgere la propria attività con i terzi, cioè con soggetti estranei al consorzio, nell’interesse di quest’ultimo. Per questa tipologia di consorzi la legge prevede delle regole apposite, come ad esempio l’obbligo di iscriversi nel registro delle imprese entro trenta giorni dalla stipulazione del contratto [2];
  • si definiscono consorzi misti quelli in cui partecipano anche attività solamente connesse a quelle d’impresa. Ad esempio, all’interno dei consorzi misti trovano posto anche enti pubblici o privati, come le associazioni di categoria, che non svolgono un ruolo prettamente consortile ma di supporto economico;
  • sono consorzi in materia di appalti quelli in cui le imprese si uniscono per organizzare e coordinare la partecipazione ad una procedura di appalto. Un consorzio di questo tipo può presentare offerte a gare e a trattative private.

Consorzio: quali sono i vantaggi?

Quali sono i vantaggi di un consorzio? Ecco i principali:

  • l’imprenditore che partecipa al consorzio può unire le forze con altre imprese, così da poter migliorare profitti e produttività;
  • l’associazione di imprese permette di partecipare a bandi di gara che potrebbero essere preclusi alle singole imprese, ad esempio perché troppo piccole per poter sperare nell’aggiudicazione;
  • il consorzio permette la condivisione di conoscenze che consente alle singole imprese che ne fanno parte di crescere;
  • l’associazione tra imprese consente di avere più credibilità e competitività sul piano sia nazionale che internazionale;
  • il consorzio permette una maggiore ripartizione del rischio d’impresa, visto che lo stesso è suddiviso tra tutti i consorziati.

note

[1] Art. 2602 cod. civ.

[2] Art. 2612 cod. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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