Eternit shock: reati prescritti e assoluzione per tutti

20 novembre 2014


Eternit shock: reati prescritti e assoluzione per tutti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 novembre 2014



Cassazione: niente disastro ambientale né risarcimenti per le morti causate dall’amianto.

Ieri sera, alle ore 9, la Cassazione ha lasciato di pietra mezza Italia e, con essa, le vittime dell’eternit. Perché con una sentenza shock, ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale, annullando definitivamente la condanna a 18 anni per Stephan Schmidheiny, a capo della multinazionale elvetico-belga specializzata nelle lavorazioni con l’amianto.

Il reato era prescritto, sostengono i giudici della Suprema Corte dopo una camera di consiglio di poco più di due ore.

Non ci saranno quindi colpevoli per una contaminazione ambientale gravissima e per le migliaia di morti causate dalle patologie legate all’esposizione all’amianto.

Ma la conseguenza più importante è che, in questo modo, cadono – almeno nel processo penale – anche le richieste di risarcimento per circa 90 milioni di euro accolte in appello.

Inutile dire che la sentenza è stata accolta a suon di “Vergogna, vergogna” dei familiari delle vittime, ieri in presidio a Roma in attesa della decisione dei giudici, con l’Associazione dei familiari delle vittime dell’amianto (Afeva).

Il 3 giugno 2013 era arrivata la condanna in appello per Schmidheiny, rimasto l’unico imputato del processo dopo la morte Jean-Louis de Cartier de Marchienne, condannato in primo grado. Tutta l’inchiesta della procura di Torino aveva ruotato intorno al reato di disastro ambientale permanente, per i siti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Bagnoli e Rubiera.

L’inchiesta sulle morti da amianto e il successivo processo hanno preso in considerazione circa tremila vittime, tra morti e persone nel frattempo ammalate. Solo a Casale Monferrato, luogo simbolo, si contano 1.800 morti

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Autore immagine: Dantemanuele De Santis – subject: Diana Corniola

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