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Cos’è un consorzio turistico?

7 Gennaio 2023 | Autore:
Cos’è un consorzio turistico?

Cosa sono, come funzionano e a cosa servono i consorzi? Consorzi riconosciuti dalle Regioni: cosa sono?

Ogni imprenditore esercita un’attività economica organizzata con lo scopo di trarre profitto dalla stessa. Non sempre, però, la singola impresa è in grado di confrontarsi con una realtà commerciale sempre più complessa e dominata da grandissime società che possono contare su capitali praticamente infiniti. È in casi come questi che le piccole realtà imprenditoriali possono far fronte comune per costituire un consorzio, cioè un’associazione di imprese che renda più competitivi i suoi partecipanti. Con questo articolo ci occuperemo di una specifica questione: vedremo cioè cos’è un consorzio turistico.

In effetti, la denominazione già rende l’idea di quale sia lo scopo di un’associazione di questo tipo. Va però subito precisato che, per legge, il consorzio non deve necessariamente essere costituito da attività d’impresa omogenee: ad esempio, ben potrebbero unirsi un’impresa commerciale e una agricola, oppure due imprese commerciali che operano in settori diversissimi. Ma procediamo con ordine. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è un consorzio turistico.

Cos’è un consorzio?

Un consorzio è un’unione di imprese che si mettono insieme per trarre vantaggio dalla propria collaborazione.

Tecnicamente, il consorzio è un vero e proprio contratto, un accordo pienamente vincolante con cui due o più imprenditori decidono di “allearsi” per perseguire determinati scopi.

Consorzio: come funziona?

Come avviene per una società o un’associazione, quindi, il funzionamento del consorzio è disciplinato dal contratto costitutivo, in cui sono riportati tutti gli aspetti principali dell’unione, come ad esempio:

  • la denominazione, la sede e l’oggetto del consorzio;
  • la durata del consorzio (pari a dieci anni se non è stabilito diversamente);
  • le modalità con cui altre imprese possono aderire;
  • i casi e le modalità di recesso e di esclusione dal consorzio;
  • le persone a cui vengono attribuite la presidenza, la direzione e la rappresentanza del consorzio e i rispettivi poteri;
  • la modalità di costituzione del fondo consortile, cioè del patrimonio comune del consorzio.

Le decisioni del consorzio sono adottate dall’assemblea a maggioranza; ogni impresa consorziata ha diritto di parteciparvi e di impugnare la decisione illegittima entro trenta giorni facendo ricorso al giudice.

Quali imprese possono costituire un consorzio?

Qualsiasi tipo di impresa può costituire un consorzio; non occorre quindi che i consorziati svolgano un’attività economica omogenea o simile. Anche le società possono unirsi in consorzi.

Ai consorzi possono partecipare perfino enti pubblici, dando vita così ai cosiddetti consorzi misti.

Consorzio turistico: cos’è?

Il consorzio turistico è l’associazione di imprese che operano nel settore turistico; in pratica, si tratta di un consorzio omogeneo, in quanto costituito solamente da imprenditori che svolgono la loro attività economica in uno specifico settore.

Detto in altri termini, i consorzi turistici sono organizzazioni private composte prevalentemente da imprese turistiche, a cui possono aggiungersi anche soggetti privati che perseguono finalità di interesse culturale e turistico.

Consorzio turistico: a cosa serve?

Gli scopi del consorzio turistico possono essere di diverso tipo:

  • limitare la concorrenza tra i vari imprenditori che operano nello stesso settore del mercato (cosiddetto consorzio anticoncorrenziale). Questo tipo di consorzio serve a evitare che il mercato stesso venga monopolizzato, ma ha anche finalità di controllo relativo all’attività dei vari imprenditori. In particolare, questo tipo di consorzio osserva le azioni degli imprenditori e ne regola la funzionalità affinché la concorrenza non li porti a usare metodi irregolari;
  • favorire la cooperazione reciproca per abbassare i costi di gestione delle imprese consorziate, in modo da offrire così dei vantaggi non solo agli imprenditori stessi, ma anche ai clienti (cosiddetto consorzio di coordinamento). Nella maggioranza dei casi si tratta di piccole e medie imprese che si associano per diventare più competitivi sul mercato;
  • partecipare alle gare di appalto, soprattutto quelle indette dalla pubblica amministrazione, nei casi in cui le singole imprese, da sole, non avrebbero i requisiti per poter concorrere.

Consorzi turistici riconosciuti: cosa sono?

Le Regioni, per promuovere il turismo nei propri territori, favoriscono la costituzione di consorzi turistici attraverso la concessione di particolari privilegi, come ad esempio la gestione di aree facenti parte del demanio dello Stato (spiagge, lidi, foreste, ecc.).

Per ottenere questo riconoscimento, però, i consorzi turistici devono possedere i requisiti stabiliti dalla Regione stessa. Ad esempio, è possibile prevedere un numero minimo di imprese che debbano prendere parte al consorzio, oppure che le consorziate abbiano sede nella Regione stessa, o ancora che gestiscano un determinato numero di posti letto complessivi in strutture ricettive situate sempre nel territorio della Regione.

Lo scopo dei consorzi turistici riconosciuti è di favorire sia le imprese associate che le finanze pubbliche.



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