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Espropriazione: che succede se nell’immobile vi sono mobili del debitore?

20 novembre 2014


Espropriazione: che succede se nell’immobile vi sono mobili del debitore?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 novembre 2014



Esecuzione forzata in forma specifica: arredo, vestiti, armadi, divani: cosa deve fare l’ufficiale giudiziario per far sgombrare l’appartamento da tutti i beni del debitore ancora presenti.

Che succede se il giudice ha ordinato al debitore di rilasciare l’immobile e questi, al suo interno, conservi ancora numerosi (e pesanti) beni mobili? Quale sarà la procedura che dovrà adottare l’ufficiale giudiziario per garantire tanto il creditore quanto il debitore proprietario di tali beni? Anche di questo si è occupata la recente riforma della giustizia [1], stabilendo nuove regole.

Per i procedimenti iniziati dall’11 dicembre 2014, l’ufficiale giudiziario che rinvenga beni mobili estranei all’esecuzione, intima la parte tenuta al rilascio (ossia il debitore) o, se soggetto diverso, il loro proprietario di asportarli, assegnando loro un termine.

Di tale intimazione l’ufficiale ne dà atto nel verbale; tuttavia, se l’intimato non è presente, detto verbale gli viene notificato a spese del creditore.

Nel caso in cui, nonostante l’intimazione, il debitore non asporti i beni, la disciplina è diversa a seconda che si tratti di:

a) beni mobili: se entro il termine concesso l’intimato non provvede ad asportare i beni mobili, l’ufficiale giudiziario – su richiesta e a spese del creditore – determina, anche a mezzo di fotografie o di riprese audiovisive [2], il presumibile valore di realizzo dei beni ed indica le prevedibili spese di custodia e di asporto.

Se il valore di realizzo supera le spese di custodia e asporto l’ufficiale giudiziario, a spese del creditore, nomina un custode [3] e lo incarica di trasportare i beni in altro luogo.

In difetto di istanza e di pagamento anticipato delle spese i beni, quando non appare evidente l’utilità del tentativo di vendita sono considerati abbandonati e l’ufficiale giudiziario, salva diversa richiesta della parte istante, ne dispone lo smaltimento o la distruzione;

b) documenti inerenti lo svolgimento di attività imprenditoriale o professionale che non sono stati asportati, gli stessi sono conservati, per un periodo di 2 anni, del creditore oppure, su istanza e previa anticipazione delle spese da parte di quest’ultimo, da un custode nominato dall’ufficiale giudiziario. In difetto di istanza e di pagamento anticipato delle spese o scaduto il termine biennale si applica, in quanto compatibile, la disciplina prevista per i beni mobili.

Decorso il termine assegnato, il proprietario dei beni può, prima della vendita ovvero dello smaltimento o distruzione, chiederne la consegna al giudice dell’esecuzione per il rilascio, che provvede con decreto.

Il giudice dispone la riconsegna previa corresponsione delle spese e compensi per la custodia e per l’asporto.

Il custode provvede alla vendita senza incanto nelle forme previste per la vendita dei beni mobili pignorati, secondo le modalità disposte dal giudice dell’esecuzione per il rilascio [4].

La somma ricavata è impiegata per il pagamento delle spese e dei compensi per la custodia, per l’asporto e per la vendita, liquidate dal giudice dell’esecuzione per il rilascio. L’eventuale eccedenza è utilizzata per il pagamento delle spese di esecuzione [5], salvo che i beni appartengano ad un soggetto diverso da colui che è tenuto al rilascio.

In caso di vendita infruttuosa, l’ufficiale giudiziario dispone lo smaltimento o la distruzione dei beni.

Se le cose sono pignorate o sequestrate, l’ufficiale giudiziario dà immediatamente notizia dell’avvenuto rilascio al creditore su istanza del quale fu eseguito il pignoramento o il sequestro, e al giudice dell’esecuzione per l’eventuale sostituzione del custode.

note

[1] Art. 19 c. 1 lett. i) DL 132/2014 conv. in L. 162/2014 che sostituisce l’art. 609 cod. proc. civ.

[2] Ai sensi dell’art. 518 c. 1 cod. proc. civ.

[3] A norma dell’art. 559 cod. proc. civ.

[4] Si applicano, in quanto compatibili, gli artt. 530 e ss. cod proc. civ.

[5] Liquidate ai sensi dell’art. 611 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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