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News Non più solo avvocati: verso la liberalizzazione della consulenza stragiudiziale

News Pubblicato il 20 novembre 2014

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Abrogazione dei parametri tariffati, del divieto di pubblicizzare i compensi applicati dallo studio, del divieto di patto di quota pro lite.

Con l’approvazione del prossimo ddl Competitività, il governo potrebbe fare proprie le raccomandazioni dell’Antitrust che aveva ritenuto, lo scorso 10 luglio, che costituisce un’ingiusta discriminazione la legge [1] con cui si attribuisce l’esclusiva della assistenza stragiudiziale, ove connessa all’attività giurisdizionale.

La cosiddetta legge forense [1], infatti, dispone che:

Fuori dei casi in cui ricorrono competenze espressamente individuate relative a specifici settori del diritto e che sono previste dalla legge per gli esercenti altre professioni regolamentate, l’attività professionale di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale, ove connessa all’attività giurisdizionale, se svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato, è di competenza degli avvocati (…)”

Roba da medioevo in una società competitiva e multiprofessionale, a detta dell’Agcm, secondo cui tale disposizione va abrogata al più presto (leggi: “Agcm: Togliere l’esclusiva stragiudiziale agli avvocati”). Secondo l’Autority Garante per il Mercato e la concorrenza, le attività di consulenza e di assistenza legale stragiudiziale (ossia fuori dalle aule di tribunale), quand’anche abbiano connessioni con l’attività giurisdizionale, ben potrebbero essere svolte anche da altre categorie professionali, dotate di formazione equivalente (si pensi ai consulenti del lavoro, ai commercialisti, ai ragionieri, ecc.) non necessariamente abilitati con il titolo e iscritti all’ordine degli avvocati: e ciò, a maggior ragione, in campi come la “materia contabile, tributaria o amministrativa”. “In tali settori – dice il Garante – i professionisti ben potrebbero essere in grado di fornire servizi secondo standard che il mercato stesso valuta, allo stato, come accettabili”.

E così, secondo i rumors che circolano attorno alla prossima bozza di legge, il Ministero delle Attività produttive – che starebbe lavorando al testo di legge sulla competitività – intende accogliere le indicazioni provenienti dall’Antitrust.

Oltre alla liberalizzazione della consulenza stragiudiziale, il testo di legge attribuisce agli avvocati la piena libertà di fare pubblicità dei compensi praticati dallo studio e l’obbligo di fornire il preventivo scritto ai clienti anche se non richiesto.

Non solo. Si prevede la cancellazione del divieto di patto di quota pro lite e l’abrogazione dei parametri stabiliti con Dm 55/2014 (verrebbero ripescati solo in caso di mancato accordo con il cliente).

Viene inoltre abrogato il divieto dell’avvocato di aderire a più associazioni in quanto costituisce una restrizione alla libera iniziativa economica.

Anche i notai nel mirino, in particolare la norma sull’illecita concorrenza. Il tutto secondo le indicazioni sul mercato italiano provenienti dal fondo monetario internazionale.

note

[1] Art. 2, 6 comma, della legge n. 247/2012.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Come mai non liberalizzano la professione dei Notai? Io sono a favore della liberalizzazione delle professioni ma non capisco perché frammentare sempre e solo la professione dell’avvocato e mai quella dei notai che si vantano di questo famoso ostacolo del concorso ma che di fatto una volta vinto non comporta più difficoltà. L’avvocato oltre a dover fronteggiare la concorrenza deve studiare studiare studiare aggiornarsi dai continui cambiamenti delle leggi. Perché non viene data la possibilità ai legali di poter inserirsi in alcune specializzazioni di esclusiva pertinenza dei Notaio: ad esempio permettere all avvocato di poter redigere e autenticare ad atto pubblico gli atti di compravendita immobiliare entro certi limiti ? Questo paese deve cambiare rotta basta con le caste sia degli avvocato che di tutte le altre professioni.

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