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In arrivo la nuova pensione degli avvocati

14 Settembre 2022 | Autore:
In arrivo la nuova pensione degli avvocati

Il Presidente di Cassa forense Valter Militi ha parlato della nuova riforma contributiva della previdenza forense: ecco alcune anticipazioni.

Proprio mentre giovani rampanti praticanti stanno in queste settimane tentando la fortuna per diventare avvocati affrontando il secondo orale dell’esame di Stato, c’è chi si proietta in un futuro più o meno remoto e pensa “già” alla pensione. Una pensione che, nel giro di poco più di un anno, per gli avvocati dovrebbe cambiare.

A partire dal 1 gennaio 2024, dovrebbe entrare in vigore la riforma contributiva della previdenza forense, attualmente al vaglio del Comitato dei Delegati per l’approvazione. Non ci saranno sgradite sorprese e saranno salvi i «diritti quesiti e le aspettative riposte» per la nuova misura: a mettere i puntini sulle «i» e a rassicurare i professionisti è direttamente il Presidente di Cassa forense Valter Militi, intervenuto sul tema rettificando alcune informazioni errate diffuse nei giorni scorsi.

Militi, in una lettera agli iscritti, ha dovuto ricordare che la riforma in discussione è stata preceduta da più di due anni di studio effettuato da una Commissione istituita ad hoc, la quale nel tempo si è anche avvalsa del supporto di autorevoli esperti in materia, prestando particolare attenzione «ai vincoli normativi in tema di ‘diritti quesiti’ e di ‘aspettative’ in corso di maturazione, con assoluto rispetto del principio del pro-rata temporis».

Il Presidente, nel suo comunicato, ha poi spiegato che il percorso di riforma «si è reso necessario a seguito delle risultanze dell’ultimo bilancio tecnico al 31/12/2020 che rappresenta un saldo totale negativo a partire dal 2049 e, quindi, evidenzia il venir meno della sostenibilità finanziaria trentennale prevista, con vincolo legislativo, dall’art. 1, comma 763 della legge 296/2006». Un problema che necessita di una soluzione quanto più immediata possibile, che però non viene anticipata da Militi, se non con la garanzia che la riforma metterà al centro le categorie più deboli, i giovani e le donne.

Inoltre, verrà introdotto un sistema di calcolo contributivo delle prestazioni capace di garantire una maggiore equità tra contribuzione versata e pensione erogata grazie ai dovuti accorgimenti consentiti dalla legge, riuscendo – in teoria – a mantenere un livello adeguato delle future prestazioni, anche grazie alla patrimonializzazione che l’Ente negli ultimi anni è riuscito a raggiungere.

L’obiettivo del Comitato dei Delegati, in ogni caso, è quello di riuscire ad ultimare l’approvazione del nuovo regolamento della previdenza entro la fine del 2022: se così fosse, tenuto conto dei tempi tecnici per la relativa approvazione ministeriale, Militi confida nell’entrata in vigore della riforma il 1 gennaio 2024.

In ogni caso, precisa il Presidente, tutte le novità saranno comunicate agli iscritti non appena saranno giunte al termine le votazioni sia sui singoli articoli della riforma che sui numerosi emendamenti presentati.



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