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Chiunque può aprire un bed and breakfast in condominio

20 novembre 2014


Chiunque può aprire un bed and breakfast in condominio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 novembre 2014



Il regolamento condominiale non può vietare l’attività di affittacamere perché non determina un mutamento della destinazione d’uso dell’immobile utilizzato come “civile abitazione”.

Si potrebbe dire che, con la sentenza di poche ore fa [1], la Cassazione ha sostanzialmente “liberalizzato” l’attività di affittacamere anche all’interno dei condomini, senza che l’assemblea possa impedirlo o vietarlo a monte.

Così, da oggi, aprire un bed and breakfast all’interno di un edificio residenziale non potrà essere soggetto ad alcuna forma di restrizione. Ciascun condomino sarà libero di affittare a ore o a giorni il proprio appartamento o una o più camere. E ciò perché – si legge nel provvedimento in questione – tale attività non si risolve in un mutamento della destinazione d’uso degli immobili utilizzati come “civile abitazione”. Né si può sostenere che tale business comporti conseguenze dannose per gli altri proprietari che vivono nello stesso palazzo: salvo, ovviamente, una prova contraria che dovrebbe comunque essere fornita da chi si oppone all’esercizio di detta attività.

La conseguenza è che né l’assemblea dei condomini, né il regolamento condominiale possono proibire ai titolari degli appartamenti di esercitare l’attività di bed and breakfast all’interno delle proprie abitazioni inserite nel condominio. Un eventuale divieto di tale tipo sarebbe nullo e, quindi, può essere ignorato.

Di questi tempi, peraltro, l’attività di affittacamere ha trovato un forte impulso grazie ad internet e alla possibilità di promuovere la propria location con una certa facilità, applicando sconti e condizioni contrattuali vantaggiose. Così, abbiamo dedicato un articolo a tutti gli adempimenti necessari per aprire un bed and brekfast: leggi la guida “Aprire un bed and breakfast”.

In linea di massima – anche se poi bisogna verificare le leggi Regionali che possono essere diverse a seconda del posto –  è necessario che le stanze abbiano dimensioni adeguate e siano presenti due servizi igienici (se l’attività si svolge in più di una stanza). E ancora occorre garantire: l’accesso diretto alle camere da letto destinate agli ospiti; il cambio di biancheria almeno tre volte alla settimana (e all’arrivo do ogni nuovo ospite) e la pulizia quotidiana dei servizi.

Il responsabile dell’attività deve registrare le presenze e comunicarle alle autorità di pubblica sicurezza; inoltre è tenuto a sottoscrivere una polizza assicurativa di responsabilità civile, per eventuali danni arrecati agli ospiti.

Le tariffe, sono decise liberamente e vanno comunicate alla Provincia, che ogni anno redige un elenco dettagliato con le strutture ricettive operanti nel territorio di competenza.

note

[1] Cass. sent. n. 24707/14 del 20.11.14.

Autore immagine: 123rf com

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