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Pignoramento della pensione: quale limite?

21 Novembre 2014
Pignoramento della pensione: quale limite?

Il minimo vitale impignorabile, necessario per assicurare i “mezzi adeguati alle esigenze di vita”, lo decide il giudice.

È impignorabile la sola parte di pensione necessaria ad assicurare al pensionato mezzi adeguati alle sue esigenze di vita. Ma quale sia questa misura, la legge non lo ha mai detto; così, persistendo questa lacuna, spetta ai giudici fissare il “minimo vitale” che il creditore non può mai toccare.

Ad ribadire questo principio ormai consolidato è una sentenza della Cassazione di due giorni fa [1].

I giudici supremi si rifanno alla famosa sentenza della Corte Costituzionale del 2002 [2], che ha ritenuto pignorabile la pensione nei limiti di un quinto della parte eccedente quella misura necessaria garantire un minimo vitale: misura che, attualmente, i giudici fanno coincidere con 525,89 euro (leggi “Pensione: pignorabile solo 1/5 dell’importo che supera 525,89 euro”) [3]. Infatti l’articolo 38 della Costituzione prevede che ai lavoratori siano assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Sebbene la legge del ’50 [4] disponga la non pignorabilità degli stipendi e delle pensioni dei pubblici dipendenti (questo perché si riteneva che un turbamento della loro tranquillità economica potesse pregiudicare il buon andamento della pubblica amministrazione), col tempo la giurisprudenza ha equiparato la loro posizione con quella dei dipendenti del settore privato. E così, attualmente, anche gli stipendi e le pensioni degli statali sono ritenuti pignorabili nei limiti di un quinto, elevato a un terzo nel caso in cui il pignoramento derivi da causa di alimenti dovuti per legge.


note

[1] Cass. sent. n. 24536/2014 del 18.11.2014.

[2] C. Cost. sent. n. 506/2002.

[3] Secondo alcuni tribunali un parametro idoneo di riferimento potrebbe essere il minimo fissato dalla finanziaria del 2002 (un milione di lire al mese, valore successivamente adeguato e portato, appunto, a 525,89 euro) il quale esprimerebbe una sorta di presunzione di legge circa l’individuazione del reddito minimo indispensabile a far fronte alle ordinarie incombenze e necessita di vita di qualsiasi soggetto.

[4] Dpr 180/1950 (testo unico sulla disciplina dei pignoramenti e cessioni).


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1 Commento

  1. Non possibile a sentire codeste buffonate permesso dallo STATO ITALIANO..La vita nel pensionato e’ disastrosa dopo 40 anni di lavoro…!!!!! Sempre i più’ poveri….!! Vergogna……”!!!!!!! Perché’ tanti interessi..al culmine….!!!!! Si viaggia con indigenti….alla realtà’..questo è’ il LAVORO….equitalia…..!!!! Non vi vergogniate i…!!!!!

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