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Buoni Postali Fruttiferi Ordinari: conviene tenerli o incassarli?

23 Novembre 2014 | Autore:
Buoni Postali Fruttiferi Ordinari: conviene tenerli o incassarli?

È importante sapere quanto tempo tenerli per ottenere il massimo rendimento e stare attenti a non farli andare in prescrizione, il che avviene trascorsi trent’anni dall’emissione: in questo caso si perde, oltre agli interessi, anche l’intero capitale.

I buoni postali sono una forma di investimento a medio-lungo termine, adatta a chi intende investire anche piccole somme di denaro senza mettere a rischio il patrimonio. Il taglio minimo è infatti di 50 euro. Assicurano un tasso d’interesse che cresce progressivamente con gli anni di possesso.

Al momento è possibile acquistare i buoni ordinari della serie A9 o il buono a termine indicizzato BA9.

I buoni postali ordinari possono essere incassati dal possessore in qualsiasi momento, presso qualsiasi ufficio postale.

Tuttavia bisogna fare attenzione: se i buoni non vengono incassati entro 30 o 35 anni dalla loro emissione si prescrivono, ossia il possessore perde sia gli interessi che il capitale.

In particolare si prescrivono in:

35 anni, i buoni emessi prima del 28/12/2000

30 anni, i buoni emessi a partire dal 28/12/2000.

Quando conviene incassarli per avere il massimo rendimento?

Di solito conviene tenerli fino al ventesimo anno dall’emissione, momento in cui offrono un tasso di rendimento superiore a quello di altre forme di investimento di uguale durata (quali ad esempio i BTP ventennali).

I buoni della serie O – ad esempio – oggi maturano solo interessi semplici, non capitalizzati, quindi sarebbe meglio farseli rimborsare.

Dal 6 ottobre 2003 è disponibile una nuova tipologia di buono postale: un buono a termine indicizzato (serie BA9). Dura 7 anni e, dopo il primo anno di possesso, matura gli interessi. Al settimo anno, oltre al tasso di interesse, il titolare del buono riceve anche un premio indicizzato all’indice Dow Jones Euro STOXX 50, i cui valori ufficiali sono controllabili sul sito Depositi e prestiti, www.cassaddpp.it.

Questa tipologia di buoni postali, tuttavia, appare meno conveniente rispetto ad altre forme d’investimento: se l’indice Dow Jones Euro STOXX 50 non cresce a sufficienza nel periodo di investimento, il buono BA9 può rivelarsi poco interessante [1].


note

[1] Il tasso di rendimento netto effettivo annuale, se si tiene il buono BA9 fino a scadenza, è compreso tra il 2,4% e il 3,46% a seconda della variazione dell’indice. Sottoscrivendo il buono ordinario della serie A9, dopo 7 anni di possesso si raggiunge un rendimento netto del 2,75%; anche un BTP con scadenza a 7 anni offre un rendimento netto del 3,08%. Per tali ragioni si può ritenere che i buoni BA9 non siano poi così convenienti.


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2 Commenti

  1. Potete darmi notizie sulla convenienza economica dei nuovi Buoni Fruttiferi Postali W02
    BFP 3×4 RISPARMI NUOVI, con abbinata l’estrazione di un buono acquisto di 200.000 euro IVA compresa, per l’acquisto di una casa, fino al 31.12.2014 ?
    Grazie e cordiali saluti
    Emanuele

  2. come posso sapere quanto vale un BFP della serie A9 emesso 11/10/2003? Debbo andare necessariamente all’ufficio postale?

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