Nuovo ddl giustizia: cambiano appello, sentenze su formulari e tribunali ad hoc

23 novembre 2014


Nuovo ddl giustizia: cambiano appello, sentenze su formulari e tribunali ad hoc

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 novembre 2014



Numero massimo di pagine per gli atti degli avvocati.

Chi aveva creduto che l’ultima riforma della giustizia, divenuta legge qualche settimana fa, avesse chiuso la partita almeno con questo Governo – vista ormai l’abitudine di ogni esecutivo di mettere mano al codice di procedura civile – ha sbagliato di grosso.

C’è ancora un altro disegno di legge di riforma del processo civile [1] che, approvato l’estate scorsa, è stato ripescato dall’Esecutivo e ora diffuso: l’intenzione è quella di dare piena attuazione anche a queste ulteriori norme nel più breve tempo possibile.

Il nuovo (ennesimo) testo – che come il precedente mira a ridurre gli arretrati dei tribunali – è stato predisposto dalla Commissione ministeriale presieduta da Giuseppe Berruti, presidente di sezione della Corte di cassazione, e diramato il 18 novembre ai fini dell’adozione da parte del Consiglio dei ministri.

Alcuni principi su cui si fonda il ddl sono allarmanti. Primo tra tutti la rivoluzione dell’appello, che non sarà più un mezzo di revisione integrale della sentenza di primo grado, ma – come il ricorso per Cassazione – un giudizio concernente solo censure mirate.

Le anticipazioni parlano anche di “atti degli avvocati più corti” e di “sentenze scritte su formulari precompilati”. In particolare, per gli atti dei giudici e quelli dei legali si prevede l’obbligo di essere sintetici e rispettare un numero massimo di pagine, seguendo modelli standard. Per i magistrati il disegno di legge prefigura form e modelli tipici, da riempire di volta in volta con i dati variabili. La decisione potrà limitarsi a richiamare un precedente analogo, ad esempio, della cassazione.

Più interessanti le indicazioni che fanno riferimento a “udienze a tappe forzate” e, per garantire l’esecuzione immediata delle sentenze provvisoriamente esecutive di primo grado, una penale pecuniaria per ogni giorno di mancato adempimento dall’emissione del provvedimento.

Verranno ridotti i riti speciali attualmente esistenti, ma moltiplicati i tribunali speciali. Così verrà rafforzata la competenza del tribunale delle imprese che dovrà occuparsi anche di controversie in materia di concorrenza sleale, pubblicità ingannevole, tutela dei consumatori, appalti pubblici, patti strumentali ad accordi di collaborazione fra società nel campo della produzione e scambio di beni o servizi.

Verrà creato il tribunale della famiglia e delle persone: una sezione specializzata presso tutte le sedi di tribunale ordinario, con competenza in materia di stato e capacità della persona, rapporti di famiglia e minori, compresi i giudizi di separazione di divorzio e di procedimenti relativi a figli nati fuori dal matrimonio. Queste nuove sezioni avranno anche il compito di decidere sui procedimenti di competenza del giudice tutelare in materia di minori e incapaci, e su quelle concernenti il riconoscimento dello stato di rifugiato e la protezione internazionale.

Per il primo grado l’obiettivo sarà quello di valorizzare la proposta di conciliazione del giudice anche per contenere le richieste di indennizzo per irragionevole durata del processo.

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