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Assegno di mantenimento non su quanto l’ex dichiara ma sul tenore di vita

23 Novembre 2014


Assegno di mantenimento non su quanto l’ex dichiara ma sul tenore di vita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Novembre 2014



Se dal tenore di vita il coniuge onerato guadagna più di quanto dichiara, il contributo non può essere ridotto.

Assegno di mantenimento da versare alla ex moglie: sebbene non esistano calcoli matematici e sicuri per determinarne l’importo (non fidatevi dei conteggi “alla buona” che si trovano su internet), una cosa è certa: tanto più era elevato il tenore di vita della coppia durante il matrimonio, tanto più sarà consistente la somma da versare mensilmente dopo la separazione. Sempre, però, che il coniuge onerato se lo possa ancora permettere. Perché, per esempio, se, a seguito della separazione questi è costretto a cambiare casa, a sostenere spese di affitto, a sobbarcarsi da solo il mutuo sulla casa rimasta alla moglie, insomma se subisce un forte aggravio di spese, di esse bisognerà tenere conto, con conseguente diminuzione dell’assegno.

Ma ciò non toglie che qualche giudice, sollecitato dalla controparte in causa, potrebbe sempre chiedere una verifica dei redditi del coniuge per accertare quanto questi possa permettersi di pagare a titolo di mantenimento.

E qui arriva l’importante chiarimento della Cassazione di venerdì scorso [1]. A contare, in questi casi, non è tanto il reddito dichiarato al giudice o alla agenzia delle entrate dal coniuge obbligato, ma il suo effettivo tenore di vita. Solo quest’ultimo dato, infatti, riuscirebbe a rivelare eventuali redditi sfuggiti alla tassazione e, quindi, le sue reali condizioni economiche.

Così, lei, se pretende una somma maggiore per il mantenimento, è chiamata a portare sul banco del giudice – oltre ai dati che risultano dall’Anagrafe tributaria o agli accertamenti della polizia tributaria – la prova, per esempio, di viaggi all’estero, del possesso di imbarcazioni, di auto di lusso, di immobili (che, ovviamente, per essere mantenuti, obbligano il titolare a ingenti spese fiscali, condominiali, ecc.).

Anche il profilo professionale potrebbe convincere il tribunale che il reddito dichiarato in causa è fortemente sottostimato.

Insomma: tutto fa brodo nella “guerra tra ex”.

Se, dunque, a seguito dell’istruttoria, il giudice si accorge che il coniuge onerato guadagna di più di quanto ha dichiarato in giudizio, almeno stando al tenore di vita che porta avanti, allora l’assegno di mantenimento deve tener conto del maggior reddito.


note

[1] Cass. sent. n. 24830/14 del 21.11.14.

Autore immagine: 123rf com


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