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Processo telematico: se la casella Pec dell’avvocato è piena la mail di cancelleria è valida

23 Novembre 2014
Processo telematico: se la casella Pec dell’avvocato è piena la mail di cancelleria è valida

L’importante è che il messaggio risulti segnato come letto: in base al decreto semplificazioni è onere del difensore consultare il proprio account di posta certificata; nessuna remissione in termini per chi non legge la casella Pec tutti i giorni.

È buona regola che gli avvocati che hanno a che fare con il processo telematico consultino, almeno una volta al giorno, l’account di posta elettronica certificata e scarichino tutta la corrispondenza in modo che vi sia sempre spazio libero. Infatti, se una o più PEC, con allegati particolarmente pesanti, esauriscono tutti i Mb disponibili, e le comunicazioni successive non vengono ricevute perché “la casella di posta è piena”, la conseguenza è nefanda: la comunicazione si considera avvenuta ugualmente in modo regolare. Almeno per quanto riguarda le mail inviate dalla cancelleria mediante il PCT. E ciò vale non vale solo per il processo civile, ma anche per quello davanti al TAR e al Consiglio di Stato, in quanto il decreto semplificazioni [1] ha esteso la disciplina del processo telematico dei tribunali ordinari [2] anche a quelli amministrativi.

È quanto chiarito da una recente sentenza del Tar Lazio [3].

Risultato: la parte poco diligente non può più essere rimessa nei termini per compiere gli adempimenti richiestegli dalla mail della cancelleria (nel caso di specie: ottemperare alla integrazione del contraddittorio). È escluso infatti che ci si possa giustificare attribuendo la colpa della mancata ricezione o lettura del messaggio al mancato funzionamento del computer, della rete internet o, peggio, allo smarrimento della password per accedere al proprio account di PEC.

Con la riforma [1], infatti, è ormai definitivo l’obbligo per il difensore di controllare la propria casella di posta elettronica: con la conseguenza che la mancata ricezione della mail, per cause imputabili a quest’ultimo, si considera comunque alla stregua di una comunicazione corretta e tempestiva.

note

[1] DL n. 90/2014, art. 42.

[2] DL 179/12, art. 16.

[3] Cass. sent. n. 11534/14 del 18.11.2014.

Autore immagine: 123rf com


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