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Centrodestra: Berlusconi mette già le mani avanti

16 Settembre 2022 | Autore:
Centrodestra: Berlusconi mette già le mani avanti

Dopo la decisione di Lega e Fratelli d’Italia di votare contro la risoluzione europea anti-Orban, Silvio Berlusconi prende le distanze dagli alleati. 

C’è aria di maretta nel Centrodestra, che seppur dall’inizio della campagna elettorale abbia in tutti i modi provato ad apparire compatto, in queste ultime settimane sta fallendo nel suo intento. La più recente spaccatura evidente arriva in seguito alla posizione assunta da Lega e Fratelli d’Italia in merito alla «questione Ungheria». Durante la votazione sulla risoluzione anti-Orban e la sospensione dei fondi europei a Budapest, accusata di aver troppe volte violato i principi democratici su cui la Comunità europea si fonda, gli europarlamentari di Lega e Fdi hanno votato contro, chiaro segnale di vicinanza al Governo ungherese. La proposta è stata comunque approvata a maggioranza, ma il voto di meloniani e salviniani non è certo passato inosservato. Anzi: la scelta non è stata affatto apprezzata da Silvio Berlusconi, che ne ha preso fin da subito le distanze. «La nostra presenza nel Governo è garanzia assoluta che il Governo sarà liberale, cristiano e soprattutto europeista e atlantista». Ha detto Silvio Berlusconi ai microfoni del Tg3, avvertendo «Io garante della coalizione? Assolutamente sì, se questi signori, i nostri alleati di cui ho certamente fiducia e rispetto, dovessero partire in direzioni diverse noi non staremmo nel Governo», rimarca il leader di Forza Italia.

Dopo la scelta estrema degli alleati di coalizione, Forza Italia ha colto subito la palla al balzo per rimarcare agli occhi degli elettori chi sono i veri moderati di destra.

Nelle ore successive al voto Fratelli d’Italia, come spesso accade in questi casi, è rimasta fedele alla posizione espressa in Aula europea. Giorgia Meloni, che ha sempre difeso l’Ungheria e la sua democraticità, ha affermato «Il documento votato a Strasburgo è un documento molto politico. Forse non ci siamo resi conto della situazione in cui ci troviamo. C’è un conflitto, la scelta intelligente sarebbe avvicinare le nazioni europee piuttosto che allontanarle. Non possiamo regalare alleati ai nostri avversari» ha detto a Radio Anch’io su Radio 1. «E’ un testo in cui si dice che l’Ungheria non deve prendere lo risorse europee, ma questo va fatto circostanziando quali sono le accuse. Io vorrei – spiega – che non ci fosse una discrezionalità, cioè dire quanto mi fa simpatia e antipatia il governo di quella nazione, perché poi diventa difficile per tutti. In quel testo c’è una serie di materie risolte da tempo». Parlando sempre della guerra, Meloni aggiunge: «leggo continuamente di attacchi alla Polonia. Dobbiamo renderci conto che la Polonia si sta caricando tutti i profughi ucraini senza chiedere niente all’Europa. Vogliamo davvero aprire questo fronte? La Polonia, lo dice la Nato, rischia di trovarsi in guerra con la Russia. E noi cosa facciamo? Attacchiamo la Polonia esattamente come l’Ungheria?».

«Tutti i partiti ungheresi, si sono indignati per questo documento, anche quelli che si oppongono a Orban. È una dittatura davvero? La sinistra non mi pare che sia storicamente nazionalista eppure sono tutti d’accordo sul fatto che vivono questa vicenda come una discriminazione. Orban ha vinto le elezioni, più volte anche con ampio margine, con tutto il resto dell’arco costituzionale schierato contro di lui, è un sistema democratico. Dopodiché, i modelli dell’est sono diversi dal nostro? Sì. E questo perché fino agli anni ‘90 li abbiamo abbandonati sotto il giogo sovietico, ora dovremmo dargli una mano», conclude Meloni.

Meno tranchant è stato, invece, il leader del Carroccio Matteo Salvini, che ha deciso di astenersi dai commenti in materia, eludendo le domande e riportando l’attenzione sull’Italia: «Mi occupo di Italia e vorrei salvare i posti di lavoro in Italia. Lascio ad altri occuparsi di Ungheria, Turchia, Russia o Cina. Io sono pagato dagli italiani per risolvere i problemi degli italiani».



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