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Quali vizi devono essere coperti dalla garanzia del venditore?

12 Gennaio 2023 | Autore:
Quali vizi devono essere coperti dalla garanzia del venditore?

I difetti per i quali è possibile pretendere la riparazione o la sostituzione di un bene oppure di riavere indietro i soldi riconsegnando la merce.

La garanzia su un acquisto viene applicata nel momento in cui il consumatore riscontra un difetto o un vizio non provocato da un suo uso improprio. In bene acquistato, pertanto, non deve presentare un’imperfezione o un problema di funzionamento perché caduto per distrazione, perché non sono state seguite in maniera corretta le istruzioni per il montaggio, ecc. Allora, quali sono i vizi che devono essere coperti dalla garanzia del venditore?

Se il bene è nuovo, si parla di un difetto di fabbricazione non riscontrato da chi vende oppure, anche nel caso dell’usato, di un vizio riscontrato ma non comunicato al compratore al momento dell’acquisto.

Può succedere che l’imperfezione non venga trovata subito ma dopo qualche tempo, non abbastanza lungo da far pensare che sia stata provocata dall’usura. Proprio per questo motivo, la garanzia su un prodotto ha una durata che consente di avere un certo margine per capire non solo se il prodotto rispetta le sue caratteristiche al momento del primo utilizzo ma se le mantiene a breve o medio termine. Vediamo come funziona la garanzia de venditore e quali vizi devono essere coperti.

Quali tipi di garanzia per il consumatore?

È bene cominciare dicendo che non esiste un unico tipo di garanzia del venditore: può variare a seconda di chi vende e di chi acquista.

La garanzia legale

Quella più diffusa è la garanzia legale, chiamata anche garanzia di conformità. Copre i «beni di consumo», quindi qualsiasi bene acquistato da un consumatore, escludendone alcuni come, ad esempio, i servizi di fornitura di acqua, luce e gas. La garanzia legale viene rilasciata solo da un professionista, come un esercente, il titolare di una concessionaria d’auto, ecc.

I difetti coperti dalla garanzia legale sono quelli di conformità, cioè quelli che si manifestano quando il prodotto acquistato:

  • non ha le qualità promesse dal venditore;
  • non è conforme alla descrizione fornita quando è stato pubblicizzato o al momento dell’acquisto;
  • non ha le caratteristiche abituali o non è idoneo all’uso abituale per un bene dello stesso tipo.

Si pensi al motorino del divano che deve sollevare le gambe del cliente e che smette di funzionare dopo pochi mesi, quando il venditore aveva assicurato che non avrebbe dato problemi per diversi anni. Lo stesso può succedere con la batteria de computer che ha una prestazione molto inferiore a quella promessa, ecc.

La durata della garanzia legale è di 24 mesi dalla data in cui è stato consegnato il prodotto nuovo oppure di 12 mesi se si tratta di un bene usato. Nell’arco di questo periodo, il consumatore che riscontra un difetto nel bene acquistato ha il diritto di rivolgersi al venditore per chiedere a sua scelta la riparazione o la sostituzione del bene. Se entrambe le soluzioni fossero impossibili di praticare, il cliente potrebbe chiedere una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.

La garanzia per vizi

Questa è un’altra sfumatura di garanzia rispetto a quella appena vista. La garanzia per vizi interviene nel caso in cui un bene sia stato acquistato da una società o da un professionista per un uso legato alla propria attività e alle compravendite tra privati. Non è corretto, dunque, in questo caso parlare di «venditore e consumatore» ma di «venditore e acquirente». Chi acquista un bene per utilizzarlo in un’attività professionale, infatti, non viene considerato consumatore ma semplice compratore.

Quali vizi devono essere coperti dalla garanzia? Sono quelli che rendono il bene inidoneo all’uso per cui è stato fabbricato, cioè per il quale è destinato. Si parla, in questo caso, di «difetto strutturale». Sono coperti anche i vizi che diminuiscono il valore del bene. Si pensi a chi compra una macchina con delle prestazioni diverse da quelle promesse o con il contachilometri «taroccato», cioè che segna più chilometri di quelli che effettivamente ha percorso.

Il compratore che rileva un vizio dul bene acquistato può chiedere la risoluzione del contratto oppure una riduzione del prezzo a seconda dell’entità del vizio trovato. Nel primo caso, il venditore restituisce i soldi e il compratore dà indietro il bene. Nel secondo, l‘acquirente si tiene il prodotto e riceve da venditore una parte dei soldi che ha pagato.

La durata della garanzia per vizi è di 12 mesi dalla data in cui è stato consegnato il bene. La denuncia della scoperta del vizio va fatta entro otto giorni dal momento in cui è stato rilevato il difetto. In caso di mancato o insoddisfacente riscontro, è possibile agire in giudizio entro l’anno.

I vizi che possono essere denunciati dal consumatore sono, sostanzialmente, di due tipi:

  • il vizio materiale: si tratta di quello esistente ma non segnalato dal venditore al momento dell’acquisto;
  • il vizio di qualità: il prodotto non ha le caratteristiche promesse o essenziali all’uso per il quale è destinato.

La garanzia di buon funzionamento

Si parla in questo caso di una garanzia non scontata ma pattuita appositamente nel contratto. La garanzia di buon funzionamento, come facilmente si può intuire dal suo nome, interviene quando si manifesta un guasto in tempi ben più brevi di quelli promessi dal venditore. In altre parole: ti vendono un frullatore dicendoti che per due anni non lo ferma nessuno e, invece, dopo tre mesi devi aiutarlo tu con coraggio e pazienza perché le lame non girano o si dimostrano pigre.

In casi come questo, e salvo patto contrario (mai farlo, a meno che sia a favore del consumatore) è possibile denunciare il difetto entro 30 giorni da quando è stato scoperto, tenendo ben presente che questa possibilità si prescrive in sei mesi.

La garanzia commerciale

Viene chiamata anche garanzia convenzionale ed è quella che il venditore rilascia accanto a quella legale, cioè alla garanzia prevista dalla legge.

Durata e coperture possono essere decise liberamente dal venditore. La garanzia commerciale può essere gratuita o a pagamento. I beneficiari possono essere consumatori o non consumatori, secondo la distinzione che abbiamo visto in precedenza. Con la differenza che se l’acquirente è un consumatore, il venditore è vincolato alla garanzia promessa dal momento in cui la pubblicizza e non da momento in cui vende il prodotto.

Chi deve dimostrare il difetto di un prodotto in garanzia?

Il consumatore non è tenuto a provare alcunché se il difetto si manifesta entro sei mesi dalla data dell’acquisto o dell’erogazione del servizio: la garanzia interviene in automatico perché tale imperfezione si presume esistente all’origine.

Dopo i primi sei mesi ed entro i due anni coperti dalla garanzia legale, il commerciante potrebbe pretendere degli elementi in grado di provare che il prodotto era difettoso già alla consegna. Si pensi alla scheda di un elettrodomestico che segnala dei guasti dopo otto o nove mesi dall’acquisto: il negoziante non avrà difficoltà a capire che c’è un difetto di fabbricazione. Ma se si tratta di un’ammaccatura, di graffi o di qualche problema che potrebbe derivare dal cattivo utilizzo del bene, difficilmente il consumatore potrà spuntarla.

A chi si deve rivolgere il consumatore in caso di vizi?

Ammesso che la garanzia si applica su un contratto concluso tra un venditore e un consumatore, il consumatore non deve rivolgersi a chi ha fabbricato un prodotto ma a chi gliel’ha venduto. È quest’ultimo, infatti, ad avere l’onere di farsi carico di qualsiasi vizio o difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene. In altre parole: il consumatore che riscontra un difetto in quello che ha comprato deve rivolgersi al venditore.

Ad ogni modo, secondo la legge, la responsabilità del venditore si limita ai difetti preesistenti, scoperti in un secondo momento dall’acquirente. Se i vizi sopravvengono, però, per un uso scorretto o improprio del bene da parte del consumatore o di terzi, a quel punto può allargare le braccia e tirarsi fuori da ogni responsabilità.

Il produttore, invece, risponde solo in due casi:

  • quando è, a sua volta, anche venditore;
  • quando il difetto del bene crea un danno al consumatore (si pensi al classico esempio della batteria che scoppia in mano al cliente procurandogli una lesione).


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