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Diritto e Fisco | Articoli

Se non pago le multe, mi possono togliere la pensione?

13 Gennaio 2023 | Autore:
Se non pago le multe, mi possono togliere la pensione?

Le pensioni sono pignorabili nel caso in cui i contribuenti omettano di pagare le sanzioni per violazioni del Codice della Strada?

Il rapporto del contribuente italiano con il Fisco è sempre stato tribolato. Può capitare di non riuscire a pagare tasse, imposte e contributi. Ma anche se non pago le multe, mi possono togliere la pensione? Il cittadino in pensione si chiede se la propria mensilità pensionistica può essere pignorata dall’agente della riscossione anche nel caso in cui non abbia pagato le cosiddette multe. Chi nella propria vita da conducente di auto non ha mai beccato una multa? In quei casi, spesso per dimenticanza, la multa viene dimenticata nel cassetto. E dopo qualche mese si trasforma in una cartella dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione con un importo maggiorato di interessi e sanzioni per il ritardato pagamento. Cosa accade se il contribuente non paga nemmeno la cartella? Quali strumenti ha l’Agenzia delle Entrate – Riscossione per recuperare forzosamente il credito che il cittadino omette di pagare? Nell’articolo che segue esamineremo quali azioni può intraprendere l’agente della riscossione per ottenere il pagamento di quanto il cittadino non abbia spontaneamente pagato e verificheremo se anche la pensione percepita dal contribuente possa essere pignorata. In particolare, analizzeremo se il cittadino che non paga il dovuto al Fisco rischia il pignoramento della pensione anche nel caso in cui il suo debito sia costituito da multe per violazioni stradali.

Se non pago il Fisco cosa rischio?

In linea generale, la legge stabilisce che il debitore risponde nei confronti dei suoi creditori con tutto il suo patrimonio (beni mobili ed immobili) presente e futuro [1].

Anche nei confronti del Fisco, quindi, se non paghi tasse, imposte, contributi previdenziali e sanzioni amministrative, i tuoi beni rischiano di essere pignorati.

Se possiedi case, terreni, conti in banca su cui affluiscono stipendio o pensione, autovetture, motoveicoli ed ogni altro bene mobile o immobile, essi rischiano di essere pignorati e poi messi all’asta.

Il creditore, infatti, dal pignoramento e dalla successiva vendita all’asta dei tuoi beni, spera di ricavare l’importo del proprio credito.

Nello stesso modo l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (la ex Equitalia) agisce per conto dei tuoi creditori (Stato per le tasse statali o le multe di Carabinieri o Polizia di Stato, Comuni per le tasse comunali o le multe della Polizia locale, Inps per i contributi previdenziali e così via), pignorando i tuoi beni per poi farli vendere e intascare le somme che costituiscono il tuo debito.

Se non paghi la multa che ti ha fatto la Polizia locale del comune dove abiti, quella multa diventa una cartella che ti viene notificata dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione che cura, per conto del Comune, la riscossione dell’importo. Se non paghi nemmeno la cartella, potrai subire il pignoramento di uno qualsiasi dei tuoi beni, compresa la pensione che viene accreditata sul tuo conto

Il Fisco può pignorare qualunque bene di proprietà del debitore

La pensione è pignorabile dal Fisco?

Sicuramente la pensione è pignorabile dal Fisco.

Ed anche nel caso in cui i tuoi debiti con il Fisco siano dovuti a multe che ha dimenticato di pagare.

Dopo che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (Ader) ti avrà notificato la cartella di pagamento, intimandoti di pagare l’importo indicato, avrai sessanta giorni di tempo per versare l’intero importo (o per chiedere di pagarlo a rate).

Se non pagherai nemmeno dopo la notifica della cartella di pagamento, allora Ader potrà pignorarti anche la tua pensione.

Ma non tutta la pensione.

Infatti la legge [2] stabilisce i seguenti limiti per il pignoramento della pensione anche quando a pignorarla è l’Agenzia delle Entrate – Riscossione:

  • le pensioni non possono essere pignorate fino ad un ammontare pari alla misura massima mensile dell’assegno sociale aumentato della metà e cioè circa 702,00 euro. La parte che supera questo importo è pignorabile nei limiti di un quinto per i crediti di privati e per i tributi statali e comunali; se concorrono più creditori è pignorabile al massimo la metà della parte che supera l’importo impignorabile (cioè la metà della parte che supera i 702,00 euro).

Se la tua pensione ammonta a 1.000,00 euro netti, sarà pignorabile dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione solo un quinto della parte che eccede i 702,00 euro e cioè solo un quinto di euro 298,00 e cioè 59,6 euro al mese

  • nel caso in cui la pensione sia accreditata sul tuo conto bancario o postale, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (come ogni altro creditore), quando l’accredito avviene prima del pignoramento, potrà pignorarla integralmente solo per l’importo che supera i 1.404,00 euro (cioè il triplo dell’assegno sociale); quando l’accredito avviene invece dopo il pignoramento, la pensione potrà essere pignorata solo per il quinto della parte che supera i 702,00 euro.

Se l’Agenzia delle Entrate – Riscossione dovesse pignorarti il 5 ottobre 2022 il conto su cui è accreditata la tua pensione, sarà possibile pignorare l’intero importo esistente a quella data sul conto che eccede i 1.404,00 euro; tutti gli accrediti della pensione successivi al 5 ottobre 2022 saranno invece pignorabili nella misura di un quinto della parte che supera i 702,00 euro

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può pignorare le pensioni


note

[1] Art. 2740 cod. civ.

[2] Art. 545 cod. proc. civ.


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