Permesso di costruire: da oggi in 90 giorni in ogni Comune. La proroga

23 Novembre 2014


Permesso di costruire: da oggi in 90 giorni in ogni Comune. La proroga

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Novembre 2014



Addio tempi doppi per l’istruttoria: si passa da 120 a 90 giorni per tutti.

Da oggi chi avrà bisogno di un permesso di costruire non dovrà più aspettare tempi biblici e, spesso, incerti, dovendo così rinviare “a data da destinarsi” l’inizio dei lavori in casa. Il decreto legge Sblocca-Italia [1], di recente conversione da parte del Parlamento, contiene infatti una importante novità. Cambiano i tempi di rilascio del permesso di costruire. Ora per tutti i Comuni il termine è di 90 giorni (60 giorni per l’istruttoria della domanda e 30 per la decisione). Viene così abolita la precedente previsione che, per i Comuni con popolazione superiore a 100 mila abitanti, prevedeva una durata doppia (120 giorni).

I termini di decadenza del titolo edilizio restano quelli di sempre: 1 anno dal rilascio per l’avvio dei lavori, e 3 anni, dopo l’avvio, per il completamento dell’opera.

Vengono ampliati i casi in cui è possibile ottenere la proroga del permesso di costruire. La proroga, che consente di evitare la decadenza dal permesso di costruire, va chiesta al Comune prima della scadenza dei termini (iniziale e/o finale) del permesso. Essa può essere giustificata solo per:

1. mole dell’opera;

2. caratteristiche tecnico-costruttive;

3. opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi;

4. difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori (si deve trattare di situazioni oggettivamente riconducibili a motivazioni tecniche che non hanno consentito l’esecuzione normale dei lavori).

5. se ricorrono fatti sopravvenuti al rilascio del permesso (e, quindi, non previsti o prevedibili prima). Tali fatti sopravvenuti devono, ovviamente, essere estranei alla volontà del titolare del permesso. In questo caso, il Comune decide sull’istanza della proroga con provvedimento motivato;

6. qualora i lavori non possano essere iniziati o conclusi per iniziative dell’amministrazione o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate.

Permesso convenzionato

Il decreto “Sblocca-Italia” prevede poi una modalità semplificata per adempiere alle esigenze di urbanizzazione. È infatti possibile il rilascio di un permesso di costruire convenzionato al fine di evitare il piano attuativo utilizzabile per interventi complessi.

La convenzione deve specificare gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto attuatore si assume per conseguire il rilascio del permesso di costruire. Pur non essendoci un elenco tassativo, il permesso convenzionato può essere utilizzato non solo in sostituzione di un piano attuativo ma anche per regolare: la cessione di aree anche al fine dell’utilizzo di diritti edificatori; le caratteristiche morfologiche degli interventi; la esecuzione delle opere di urbanizzazione; la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale.

note

[1] DL n. 133/2014.

Autore immagine: 123rf com


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